Brunori Sas, recensione in anteprima del nuovo disco Cip!, la consacrazione del cantautore calabrese tra leggerezza e riflessione

Brunori Sas

Brunori Sas torna con una nuova fatica discografica dal titolo Cip!. Undici tracce che mostrano una continuità stilistica, con leggerezza e riflessione che si incastrano armonicamente. Da sottolineare un lavoro più dettagliato a livello di arrangiamento. Ecco l’analisi brano per brano.

Brunori Sas torna a poco meno di tre anni dal fortunato album A casa tutto bene, certificato platino, con una nuova fatica discografica dal titolo Cip!. Undici tracce che mostrano una continuità stilistica con la produzione precedente sia a livello di suono che di contenuto, con leggerezza e riflessione che si incastrano armonicamente. Da sottolineare un lavoro più dettagliato a livello di arrangiamento, spesso ornato di molti strumenti, con la presenza di archi e fiati.

Cip! è stato anticipato da due singoli molto ispirati. Al di là dell’amore ha un videoclip molto esemplificativo vuole rappresentare visivamente un brano importante che si interroga sull’eterna controversia fra ciò che si pensa sia Bene e ciò che è invece considerato Male. Il messaggio è potente: Difendimi, al di là dell’amore. A prescindere dal torto e dalla ragione, dalle ideologie e dai punti di vista. Un accenno all’attualità e al razzismo divagante, tema caro a Brunori, tanto che si è aggiudicato il Premio Amnesty International con L’uomo nero, pezzo contenuto nel disco precedente. Il secondo singolo che ha lanciato Cip! è uscito poco prima di Natale ed è una piccola gemma dal titolo Per due che come noi, che racconta della difficoltà di una coppia di mantenere viva la passione dopo tanti anni di matrimonio e lo fa mettendo a confronto il periodo dell’innamoramento e quello della noia e della sopportazione reciproca dovuta alla quotidianità. Un pezzo da grande cantautore, che potrebbe diventare un classico della musica leggera italiana.

Il disco si apre con Il mondo si divide e sintetizza i temi ricorrenti delle undici tracce. Una continua dicotomia, il confronto tra due mentalità diverse in una ballata che ti avvolge ed emoziona al primo ascolto:«C’è un universo solo che unisce il cielo e il mare e stanotte io voglio solo respirare con l’acqua fino al collo e gli occhi dritti al cielo stanotte voglio starmene sereno» con la conclusione che il mondo si divida inutilmente nella nostra mente. Capita così parte immaginando che una mattina ti guardi allo specchio e ti accorgi che stai invecchiando o che stai ingrassando e in quel momento ti senti ridicolo ma sei ridicolo solo quando pensi che ormai è troppo tardi per prendere in mano la tua vita.

Fuori dal mondo ha un ritmo molto frenetico con strofe parlate ed è dedicata a chi vive con la testa tra le nuvole, ricordando quanto lo spirito dei figli dei fiori fosse stato in grado di vincere battaglie sociali enormi, uno spirito che oggi manca. Il primo arrangiamento elaborato presente nell’album. Anche senza di noi ci ricorda che la terra gira anche senza la nostra presenza, una nota pessimistica ma che incentiva a vivere senza rimpianti, a fare della nostra esistenza un’esperienza degna di essere vissuta.

Bello appare il mondo ricorda il primo Brunori con la chitarra acustica a dominare il brano, un’interpretazione urlata che ricorda Rosa e racconta di quanto il nervosismo ci consumi dentro e ci impedisca di godere delle cose semplici della vita:«Non puoi fare l’amore se non la smetti di urlare per le cose che non puoi cambiare ma lasciale stare». Benedetto sei tu parte con la chitarra elettrica e la batteria per lasciare spazio ai fiati e ai cori. Un testo notevole che immagina se Gesù cristo e Maometto sarebbero vissuti oggi, analizzando le problematiche del Medio Oriente, e invitando a un risveglio delle coscienze, al ritornare umani. Ultimo minuto tutto da cantare con un crescendo musicale da brividi.

La canzone che hai scritto tu è figlia de Canzone contro la paura, un brano da ascoltare con molta leggerezza e che Dario dedica ai suoi fan, ironizzando anche sulla sua capacità di scrivere. Quelli che arriveranno è tutta piano e voce ed emoziona raccontando la storia di un bambino di nome Achille e dei suoi pensieri prima dell’inizio della scuola con un ritornello in cui si domanda cosa succederà nel mondo quando sarà adulto. Un arrangiamento minimal che ricorda il primo singolo della carriera di Samuele Bersani, intitolato Il mostro, e proprio con Samuele ci sarà un duetto nel corso del 2020. Chiude il disco Mio fratello Alessandro che parte anch’essa piano e voce con un ritornello in cui si apre vocalmente e si inseriscono i fiati, parla di un padre assente e di quanto gli uomini che si comportano in modo sbagliato in realtà abbiano bisogno di aiuto.

 

Brunori Sas - Cip cover
Brunori Sas – Cip cover

 

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