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Boomdabash, conferenza Don’t worry (Best of 2005-2020): «Nel 2021 ancora protagonisti, fieri di essere del Sud»

Boomdabash 2

I Boomdabash hanno presentato in conferenza stampa il loro nuovo progetto discografico Don’t worry (Best of 2005-2020), annunciando un 2021 da protagonisti con nuove hit e raccontando gli inediti contenuti nell’album e il loro percorso fin qua

I Boomdabash tornano con un nuovo progetto discografico in arrivo venerdì 11 dicembre e con il quale la band festeggia 15 anni di carriera ( 2005 – 2020) dal titolo Don’t worry (Best of 2005-2020). Un album dal peso enorme per la band, che non pubblica progetti discografici da due anni e mezzo, e che si presenta come una sintesi del loro percorso musicale con numeri da capogiro, ottenendo numerose certificazioni e un posto fisso nel campo dei tormentoni estivi, con la vittoria per tre anni di fila Power hits estate all’Arena di Verona a testimoniarlo.

La conferenza stampa di presentazione dell’album parte con l’annuncio di un 2021 che li vedrà di nuovo protagonisti con un pezzo estivo e molte collaborazioni con altri artisti: «Nel nostro cantiere ci sono sempre brani e non mancherà un pezzo anche la prossima estate, anche se è presto per pensarci. Intanto dobbiamo ricominciare a programmare il tour. Ci sentirete in collaborazioni il prossimo anno ma non abbiamo ancora deciso le uscite». Don’t worry racconta la speranza e il coro dei bambini è inserito come testimonianza di questo perché non conoscono le ansie degli adulti e la loro principale ansia è quella di perdere questa sudata visibilità: «Una visione pessimistica del mestiere ma abbastanza realistica, quella di ritornare prima o poi alla calata del sipario, all’abbandono del mainstream. Non è solo una passione e un lavoro ma un sogno che abbiamo costruito col tempo e mattone su mattone».

La collaborazione con Franco Ricciardi in Nun tenimme paura deriva da molteplici motivi: «Innanzitutto condividiamo lo stesso sangue meridionale, siamo grandi fan anche della musica napoletana e del panorama neomelodico. Non ascoltiamo musica ponendoci dei limiti, lo conosciamo dagli esordi sul piano della produzione, siamo al corrente della sua evoluzione e lo stimiamo anche dal punto di vista umano. Essendo molto popolare come attitudine come noi, abbiamo pensato che fosse la voce perfetta per il pezzo che abbiamo fatto con lui. Quando facciamo i provini, alcuni amici si trovano in studio per ascoltare le nostre cose, e tutti ci hanno fatto capire un enorme apprezzamento».

Marco e Sara è l’altro inedito della raccolta e racconta uno spaccato di vita di paese: «Si tratta di un brano che a livello di produzione musicale si avvicinano alle nostre origini riportando i ritmi in levare molto vicini alla Jamaica e attraverso una storia di due ragazzi di paese lancia il messaggio che, nonostante le difficoltà nel crescere in luoghi in cui le aspettative di vita e del futuro siano poche, allo stesso tempo è facile andare avanti se ci sono i valori e i sentimenti genuini. I due protagonisti si sono conosciuti da bambini, lavorano in un bar e raccontiamo uno spaccato di vita semplice. Siamo particolarmente legati a questo pezzo perché abbiamo cercato di diventare un esempio positivo per chi ci segue, testimoniando una via d’uscita in ogni contesto, per noi è stata la musica».

Boomdabash

Un passato difficile quello dei quattro musicisti ma rimane il forte legame con la loro terra d’origine: «Abbiamo fatto molti sacrifici durante la nostra infanzia con difficoltà economiche e famigliari e abbiamo trovato nella musica il nostro sfogo e il nostro sogno da inseguire. Abbiamo vissuto il coprifuoco per anni a causa della mafia e nel nostro piccolo abbiamo contribuito a far parlare della zona del brindisino come un territorio ricco di cose positive. Abbiamo allestito lo studio per registrare il primo disco in una nostra casa in campagna e una notte ci rubarono tutto, solo per uno sfregio. Siamo molto legati alla nostra terra, essere nati al Sud ci ha fornito un bagaglio di valori che ci accompagnerà per tutta la vita. Chiediamo ai giovani di avere un sano campanilismo».

Quali sono invece le canzoni più rappresentative del collettivo? Ecco la risposta: «Scegliamo Survival, A tre passi da te e In un attimo. Survival è un brano che non ha avuto rilevanza a livello mediatico, perché non è prettamente radiofonico ma necessita di più ascolti ma è una bandiera del nostro modus vivendi  perché ci definisce appunto dei sopravvissuti e meritiamo rispetto. Nei nostri live era sempre posizionato nelle parti finali e veniva spesso richiesto per l’intensità. A tre passi da te che segna la prima collaborazione con Alessandra Amoroso e che porta al cambiamento di sound che ci ha spinto al mainstream, fu un grande onore per noi all’epoca avere il privilegio di fare un pezzo con lei. In un attimo l’abbiamo girato nel carcere di Lecce ed è stata una delle esperienze più istruttive e vedevamo le facce delle persone che sembravano dirci che la musica può salvarci in ogni luogo».

Boomdabash – cover Best of

 

 

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