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Becoming Karl Lagerfeld, conferenza con Daniel Brühl: ” In Lagerfeld c’è qualcosa di me”

Becoming Karl Lagerfeld, conferenza - Daniel Brühl
Becoming Karl Lagerfeld, conferenza - Daniel Brühl

La conferenza di Becoming Karl Lagerfeld, la nuova serie biopic di Disney+ sul celebre stilista a cui presta il volto Daniel Brühl: “I più colpiti dalla mia interpretazione? Sicuramente gli animali, in particolare un gregge di pecore spagnole.”

Becoming Karl Lagerfeld non si propone semplicemente come un biopic in sei episodi dedicato ad una parte (forse la più decisiva) della vita del geniale stilista tedesco, no. La nuova produzione Disney+ vuole andare oltre, fotografando quasi un intero decennio – quello degli anni ’70 parigini – diviso profondamente a metà tra grande creatività e grandi sconvolgimenti, di cui Lagerfeld rappresenta uno dei principali fautori. A dargli corpo, anima e stile è stato chiamato Daniel Brühl (Rush, Captain America: Civil War, Niente di nuovo sul fronte occidentale), che stamattina a Milano ci ha parlato di questa esperienza elettrizzante nei panni di un uomo geniale e contraddittorio, ma anche di tanto altro.

Vorrei potermi esprimere in italiano perfetto come Karl Lagerfeld, il quale era un genio linguistico e aveva un vocabolario francese impressionante, oltre ad un forte accento tedesco quando parlava italiano.” Così Brūhl, con un bel sorriso sornione, ha aperto la conferenza di Becoming Karl Lagerfeld, per poi analizzare meglio il personaggio: “È stato molto interessante scoprire chi fosse prima di diventare famoso e prima che inventasse la persona con la quale è sempre stato identificato. Volevo esplorare chi fosse il giovane Karl e come fosse diventato Karl Lagerfeld, attraverso le sue fragilità, le sue insicurezze, le sue debolezze.”

Becoming Karl Lagerfeld, conferenza - Daniel Brühl
Becoming Karl Lagerfeld, conferenza – Daniel Brühl

Quando l’ho incontrato vent’anni fa ho visto il personaggio che aveva inventato per proteggersi, mi ricordo gli occhiali, i capelli bianchi, i guanti e solo per un istante i suoi occhi. È stato un processo lungo e non mentirò sull’età come Lagerfeld, compirò 46 anni tra poco. A me piacciono le nuove sfide, qui si trattava di mettere assieme un rompicapo con diecimila pezzi diversi, per prepararmi ho letto tre sue biografie, ho visto le interviste che rilasciava da giovane, ho potuto acquisire il suo linguaggio e la sua gestualità, ho incontrato anche persone che erano suoi vecchi amici, quindi mi sono tuffato a testa in giù in questo progetto.

Non poteva mancare un aneddoto esilarante sulla sua preparazione in Spagna prima delle riprese, a cui avremmo voluto poter assistere. “Sono stati degli animali, tra l’altro, a poter apprezzare i miei sforzi, soprattutto delle pecore in Spagna che mi hanno visto camminare coi tacchi e parlare in francese. Devo confessare che sono rimaste molto colpite.” Poi torna serio, e ci racconta più nel dettaglio la lunga e meticolosa preparazione per indossare i panni di Karl Lagerfeld.

Quando interpreti un personaggio così iconico, misterioso, bizzarro, stravagante e per certi versi distante devi riuscire a non cadere nella caricatura, cercare di non copiarlo. Vi erano alcuni aspetti delicati e intimi di un uomo riservato e discreto, un po’ come me, e ho dovuto prendere decisioni anche violente per cercare di capire quest’uomo. Cosa voleva? Voleva l’amore, voleva conquistare Parigi e il mondo dell’alta moda. Per conquistare l’amore della sua vita ha cercato di aprirsi senza però perdere il controllo, voleva essere amato e rispettato. Io ho conosciuto alcuni aspetti che ci accomunano, come la solitudine anche se vissuta in maniera diversa, ma sono tutti sentimenti che in qualche modo erano diventati estremi.

Alla domanda se ci sia una correlazione tra registi e stilisti di alta moda, l’attore tedesco si è lasciato andare ad una considerazione personale: “Ho conosciuto alcuni registi che sono alla stregua di alcuni stilisti dell’alta moda. Mio padre era regista e mi ha sempre sostenuto nella mia carriera di attore, formandomi, e diceva sempre che le storie che dobbiamo raccontare dovrebbero interessare tutti, dai tassisti agli intellettuali, quindi posso dire che da un certo punto di vista si assomigliano agli stilisti. La mia formazione è stata soprattutto italiana da Fellini, Visconti, Rossellini e il mio mito è e rimarrà sempre l’inimitabile Marcello Mastroianni.”

Becoming Karl Lagerfeld, conferenza - Daniel Brühl
Becoming Karl Lagerfeld, conferenza – Daniel Brühl

In Becoming Karl Lagerfeld assistiamo a tanti aspetti diversi della personalità del genio, anche molto contraddittori: “Ciò che amo negli esseri umani sono le contraddizioni, e Lagerfeld era un esempio lampante di contraddizioni. Era un intellettuale che leggeva un’infinità di libri e allo stesso tempo era un’icona di un mondo estremamente pop e frenetico come quello della moda, però era anche un uomo d’affari. Mi sono divertito molto a esplorarle tutte, fino alla fine Karl ha continuato ad essere curioso e a rapportarsi con il mondo dei giovani per non perdere lo spirito del tempo. Era un uomo che amava Proust e le sfilate di moda, un uomo a metà tra la frenesia e il romanticismo del 18esimo secolo.”

Ma com’è il rapporto con la moda di Daniel Brühl? “Grazie a Karl Lagerfeld ho imparato molto del mondo della moda, ma devo aggiungere che sono stato tratto benissimo da Chloé a Parigi quando vi ho trascorso tre giorni. Il mio rapporto con la moda è iniziato grazie ad Alessandro Sartori di Zegna, è venuto al mio 30esimo compleanno a Berlino ed è stato il primo stilista che abbia mai conosciuto. Mi ha insegnato molto di come funziona il mondo della moda, mi ha trasmesso l’energia e la creatività di un mondo che non si ferma mai e questa amicizia mi ha permesso di entrare più facilmente nei panni di Lagerfeld.”

Per quanto riguarda il futuro, l’interprete tedesco non si sbilancia molto ma ci regala una piccola rivelazione: “Spero di poter affrontare moltissime sfide nel mio avvenire, non ho però un personaggio che sogno di interpretare tipo Napoleone. La cosa bella è che mi presentano tante proposte che posso esaminare, sono stato sempre fortunato perché ho avuto la possibilità di interpretare tanti personaggi diversi. Ora non vedo l’ora di lavorare con Ruben Östlund perché ha avuto un’idea incredibile per il suo prossimo film, e poi mi piacerebbe debuttare alla regia con un progetto di cui per ora non vorrei anticipare nulla.”

Becoming Karl Lagerfeld, conferenza - Daniel Brühl

Mentre la conferenza sta per volgere al termine, non può mancare un riferimento alle tante lingue parlate da Brühl, chiudendo un cerchio cominciato dall’attore stesso, e a come il poliglottismo lo abbia ulteriormente avvicinato a Lagerfeld. “Sono cresciuto in una famiglia multilingue. Mio padre è tedesco, mia madre spagnola, ho due zie francesi e sognavo di poter lavorare in tanti paesi, non immaginavo che sarei finito in America ma in Inghilterra speravo di sì. Grazie alle lingue possiamo rompere schemi, barriere, confini. Mi viene in mente una famosa citazione da Carlo V che diceva di parlare spagnolo con Dio, francese con la sua amante e tedesco con il suo cavallo.”

Infine Brühl ci lascia con un ultimo spassoso aneddoto, ma questa volta dal set. “Il primo o il secondo giorno di set ero con Théodore Pellerin, l’attore meraviglioso che interpreta Jacques de Bascher, e avevo la mia prima scena con Sunnyi Melles, l’attrice che interpreta Marlene Dietrich in maniera impressionante. Ero piuttosto nervoso, perché sentivo molto il peso del ruolo. Quando sono tornato nel mio appartamento parigino, a fine riprese, ho trovato un bouquet di rose enorme, con almeno 150 fiori. Ho chiamato mia moglie e le ho raccontato di questo bouquet, anche perché in 13 anni non mi era mai capitato di regalarle così tante rose.”

Quando poi sono tornato con un vaso per metterci i fiori ho notato questo biglietto che era da parte di Théodore, che mi ringraziava per l’opportunità di poter lavorare con me dandomi l’in bocca al lupo. È stato un gesto bellissimo, ma è stato anche un primo tentativo di seduzione per far sì che la nostra chimica potesse già mettersi in moto. Così ho chiamato mia moglie e scherzando le ho confessato di essermi innamorato di un uomo; lei mi ha risposto che le piaceva Théodore, e che per lei sarebbe andata anche bene una relazione aperta.”

TITOLO Becoming Karl Lagerfeld
REGIA Audrey Estrougo, Jérôme Salle
ATTORI Daniel Brühl, Théodore Pellerin, Arnaud Valois, Alex Lutz, Agnès Jaoui, Sunnyi Melles, Théodora Breux, Jeanne Damas, Claire Laffut, Paul Spera, Carmen Giardina
USCITA 7 giugno 2024
DISTRIBUZIONE Disney+ 

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