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Venezia 81: Babygirl, conferenza con Nicole Kidman, Harris Dickinson, Antonio Banderas

Venezia 81 - conferenza Babygirl - Nicole Kidman
Venezia 81 - conferenza Babygirl - Nicole Kidman

Alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 conferenza del film Babygirl, con la regista Halina Reijn e gli attori Nicole Kidman, Antonio Banderas, Harris Dickinson e Sophie Wilde: ecco cosa hanno raccontato

Alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 è stato presentato, in concorso, il film Babygirl, con la regista e sceneggiatrice Halina Reijn e il cast, composto da Nicole Kidman, Antonio Banderas, Harris Dickinson e Sophie Wilde. Il film uscirà nei cinema italiani distribuito da Eagle Pictures.

Di cosa pensate il pubblico discuterà rispetto al sesso e ai desideri sessuali dopo la visione del film?

N.Kidman: «Questo film parla di sesso, desideri, segreti, ma anche matrimonio, verità e consenso. Questa è la storia di una donna, raccontata dallo sguardo di una donna, di Halina, ed è questo che lo ha reso così speciale e profondo per me, molto liberatorio».

H.Reijn: «Lavorare su questo film e con questo cast è stato un onore. Sono lieta di essere riuscita a fare un film sul femminile e sul desiderio femminile. Racconta di una donna in crisi esistenziale ed è una sensazione unica poterlo presentare qui a Venezia».

Halina il film ricorda molto l’immaginario dei thriller erotici anni ’90, quali sono state le ispirazioni?

H.Reijn: «Volevo fare un film riguardo numerosi temi, non solo il femminile, ma anche il maschile, il potere, la sessualità, però appunto attraverso uno sguardo femminile. Il fulcro di tutto è un auspicio all’amare se stessi, una liberazione».

Antonio com’è stato lavorare a questo personaggio e ad un film del genere?

A.Banderas: «Ricordo che di solito venivo a questi festival con film che venivano estremamente criticati. Quando ho letto la sceneggiatura di Halina ho subito pensato che finalmente ci fosse qualcuno che ragionava in maniera non convenzionale, era coraggioso, forte e doveva raggiungere lo schermo. Questo è un film sulla nostra natura, sui nostri istinti animali, siamo vincolati a questo ed è il motivo per il quale sono grato di aver lavorato a questo film».

H.Reijn: «La storia è anche sull’incontro di due generazioni diverse e come possono influenzarsi».

H.Dickinson: «Dal primo momento in cui abbiamo iniziato il lavoro si è concentrato sull’idea di confusione dei giovani rispetto al mondo del sesso e delle relazioni. Sono entusiasta del personaggio che ho interpretato e di aver lavorato con delle leggende».

S.Wilde: «Come una giovane donna propensa alla progressione, questo film per me esplora i limiti e i temi dell’essere donna. Il progresso delle donne è stato molto speciale».

Halina rispetto ai citati thriller erotici degli anni ’90 qui la protagonista femminile non viene punita perché?

H.Reijn: «Penso che tutti noi esseri viventi abbiamo diverse sfaccettature. Noi donne abbiamo avuto meno possibilità di esplorarle, non solo di scoprire quanto siamo forti, ma anche quanto possiamo essere deboli. Io non credo nel bene e nel male, siamo tutti entrambi. Nessuno dei miei personaggi doveva essere punito, dovevano solo essere».

Sophie il tuo personaggio nel film guarda a quello di Nicole con ispirazione, è stato così anche per voi sul set?

S.Wilde: «Sono cresciuta con i film di Nicole ed è stato un privilegio enorme poter lavorare con lei».

N.Kidman: «Abbiamo legato molto, abbiamo parlato spesso della nostra vita in Australia, dell’industria. Sono contenta di vedere giovani ragazzi australiani arrivare alle luci della ribalta».

Nicole le donne della nostra generazione hanno imparato ad odiare i loro corpi, quando nella tua vita hai compreso che il tuo corpo potesse essere un’arma?

N.Kidman: «Su questo set mi sono sentita al sicuro, e mi sono lasciata andare. Non ho ragionato sul corpo in quanto tale, ma soprattutto a come raccontare la storia al meglio. Ci sono state molte conversazioni profonde sulla psicologia dei personaggi, ma ho cercato di portare me stessa sulla scena con apertura e disponibilità».

H.Reijn: «Io volevo parlare dei corpi delle donne, dell’orgasmo femminile e della differenza che ancora esiste tutt’oggi, uomini prendete nota (risate)».

Halina la scelta di Antonio è stata molto azzeccata, di solito interpreta personaggi carismatici, ma in questo film non soddisfa sessualmente sua moglie, è stata una scelta intelligente…

H.Reijn: «Dovevamo dare questo ruolo ad una persona mascolina e molto attraente, così che fosse chiaro che la mancata soddisfazione non dipende dalle qualità estetiche. Ecco cosa succede se sopprimi i tuoi desideri. Mi ha sorpreso come Antonio abbia capito alla perfezione la sceneggiatura e mi ha fatto sentire davvero sicura».

A.Banderas: «Abbiamo dovuto lavorare con Nicole in scene molto difficili, ma sono state affrontate in un ambiente sicuro, con una certa attenzione, con gentilezza. Il sentimento che l’ambiente sia sicuro, e questa sensazione viene dalla regia, Halina è stata bravissima».

Nicole e Harris, quanto tempo ci è voluto prima che riusciste ad avere l’intimità per girare le scene di sesso?

N.Kidman: «Ci siamo incontrati a New York in una sala prove dove abbiamo parlato tantissimo e ci siamo conosciuti meglio. Abbiamo anche avuto modo con Halina di provare molte scene perché non avevamo molto tempo per girare il film, Halina conosceva ogni personaggio del film… incredibile».

H.Dickinson: «Abbiamo lavorato anche con una coach di intimità per rompere barriere superflue. Alla fine molto è coreografia alla quale abbiamo aggiunto quel sentimento e quella passionalità necessaria».

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