Home Cinema e Film Recensioni Film e Cinema Afrodite, recensione: Ambra Angiolini e Giulia Michelini sfidano le profondità degli abissi...

Afrodite, recensione: Ambra Angiolini e Giulia Michelini sfidano le profondità degli abissi e della paura

Afrodite - Ambra Angiolini
Afrodite - Ambra Angiolini

La nostra recensione di Afrodite, thriller subacqueo di Stefano Lorenzi con Ambra Angiolini, Giulia Michelini e Gaetano Bruno: una pellicola che esplora le profondità degli abissi e della paura, per raccontare la storia di due donne che vogliono tornare libere

Dopo il passaggio al Bari International Film Festival arriva in sala Afrodite, thriller subacqueo ad altà tensione e densità scritto e diretto da Stefano Lorenzi con Ambra Angiolini, Giulia Michelini e Gaetano Bruno. L’incontro tra due donne, entrambe alla ricerca di una nuova libertà, è raccontato con i codici di un film trasformativo dalla forte impronta femminista, in cui il mare è l’elemento portatore di vita e di rinnovamento. Una pellicola che parla di riscatto e di voglia di libertà, recitata con convinzione e dalla messa in scena affascinante specialmente nelle scene sott’acqua.

Afrodite - Giulia Michelini e Gaetano Bruno
Afrodite – Giulia Michelini e Gaetano Bruno

Un carico sommerso

Ludovica (Ambra Angiolini) è un’esperta sommozzatrice, la cui vita va in frantumi quando il compagno, sommerso dai debiti con la mafia, la trascina con sé nel baratro. Rimasta sola, senza certezze e con un debito che non le appartiene, Ludovica è costretta a immergersi in un relitto sommerso al largo della Sicilia, una nave della Seconda Guerra Mondiale chiamata Afrodite. Il suo compito è recuperare un carico misterioso silenziosamente adagiato sul fondale del mare.

A controllarla c’è Rocco (Gaetano Bruno), uomo di fiducia di un boss locale, e con lei, inconsapevolmente prigioniera, si trova Sabrina (Giulia Michelini), giovane sommozzatrice e donna legata a Rocco da un vincolo che è più una condanna che una relazione. Quando però il potere di Rocco inizia a vacillare, Ludovica e Sabrina capiscono che insieme possono sfidare la sua violenza e il loro destino.

Afrodite - Ambra Angiolini
Afrodite – Ambra Angiolini

In fondo al mare

Homme libre, toujours tu chériras la mer!, scriveva Baudelaire a rimarcare come il mare sia da sempre epitomo di libertà. E se Poseidone era il Dio del mare, per i Greci la Dea della navigazione (oltre che della bellezza) e quindi la rappresentazione più eterea della libertà era proprio Afrodite. Nel nuovo film di Stefano Lorenzi, co-sceneggiato assieme ad Alessandro Nicolò, è invece il nome di un relitto affondato durante la Seconda Guerra Mondiale al largo della Sicilia, e il cui carico diventa oggetto del desiderio della Mafia. Ma più che al “tesoro nascosto”, comunque mai trattato alla stregua di un MacGuffin, a Lorenzi interessa ciò che il mare rappresenta nel rapporto tra le due protagoniste.
Per farlo, parte da un racconto di vita vera che risale ai primi anni ’90, in cui il regista originario di Lucca affonda lo sguardo in una Sicilia primitiva e selvaggia, sferzata dal vento e dal sole, una regione insanguinata dalle stragi di Mafia e strangolata da un male che si è fuso con il tessuto sociale e umano della Trinacria. Il mare perciò rappresenta una via di fuga per Ludovica e Sabrina, due donne costrette a inseguire una libertà sfuggevole da un micromondo di uomini spietati e manipolatori, violenti e usurpatori. Per questo Lorenzi in quel mare affonda lo sguardo della macchina da presa, regalandoci sequenze immersive e mozzafiato che surclassano quelle (pur importanti) della terraferma.
Afrodite - una scena del film
Afrodite – una scena del film

Un racconto di libertà

Afrodite è quindi un viaggio nei territori inesplorati di una libertà ancora possibile, ancorato al fondale dalle prove granitiche di Ambra Angiolini e Giulia Michelini che cercano e (forse) trovano redenzione e fuga in un finale liberatorio che ricorda alla lontana quello di un celebre film di Scott. Ma se in quel caso la vita era il prezzo da pagare, qui sembra esserci ancora una speranza salvifica in quel motoscafo che vola tra le onde senza però affondare. Lorenzi ha perciò girato una pellicola intrinsecamente femminista che però non cade mai nella trappola della retorica o in dialoghi didascalici e militanti, bensì offre alle sue donne la possibilità di raccontarsi con pochi e piccoli dettagli.

Ed è proprio per questo che la scelta di un thriller intimista, in cui la Storia è sempre fuori dall’obiettivo ma possiede comunque un riverbero continuo nelle vicende (il carico misterioso del relitto è legato alle vicende sanguinose del 1992-93), a offrire ad Afrodite la possibilità di concentrare gran parte del proprio sguardo sulla relazione tra queste due donne. È nei loro occhi, nei gesti, nei silenzi delle scene subacquee interrotti solo dal suono dei respiratori che il film cementifica un rito di trasformazione e rinascita che parte dal mare, attraversando la Sicilia e l’Italia tutta.

 

TITOLO Afrodite
REGIA Stefano Lorenzi
ATTORI Ambra Angiolini, Giulia Michelini, Gaetano Bruno, Francesco La Mantia
USCITA 31 luglio 2025
DISTRIBUZIONE Altre Storie

 

VOTO:

Tre stelle e mezza

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome