211 – Rapina in corso, recensione: l’ennesimo poliziesco ricco di azione ma senza nulla da dire

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211 – Rapina in corso è un poliziesco ben confezionato che tuttavia non coinvolge, facendo risultare gli intrecci narrativi e lo sviluppo dei personaggi, inutili, l’ennesimo poliziesco pieno di azione ma senza nulla da dire.

Violenza e sangue

211 – Rapina in corso si ispira al conflitto armato che nel 1997 cambiò per sempre il modus operandi del Los Angeles Police Department. Quattro spietati criminali armati e ben addestrati assaltano la Bank of America, trasformando 26 persone, tra impiegati e clienti, in ostaggi ad alto rischio. Le squadre speciali della LAPD e della SWAT entrano in azione con il supporto dell’Interpol che da tempo era sulle tracce dei quattro rapinatori. Ma sarà l’agente Chandler (Nicolas Cage) a prendere il comando della negoziazione che si rivelerà la più lunga e sanguinaria della storia americana.

Un film di genere

211 – Rapina in corso è un poliziesco ben costruito che rispetta coerentemente gli elementi tipici del genere: sparatorie, intrecci narrativi tra i personaggi e criminali senza scrupoli, ma non riesce ad evadere da questo contesto tematico degli ultimi anni dove la spettacolarizzazione è fine a se stessa e la drammaticità non è un principio per avviare un discorso dinamico e serrato ma uno stratagemma per esasperare la violenza e il caos di una situazione apparentemente troppo paradossale. La sparatoria alla banca diventa l’apice di una serie di situazioni a cui tutti i personaggi sono collegati, una possibilità di redenzione e giustizia per uomini e donne persi nell’ineluttabilità della vita che davanti al sacrificio e al male in pieno stile americano imbracciano le armi con coraggio, senza scrupoli. Gli spietati rapinatori oltremodo, sono l’altra parte della medaglia, uomini formati dal proprio paese che perseguono i loro scopi edonistici senza curarsi di niente e nessuno, ammazzando a sangue freddo chiunque ostacoli il loro percorso.

Nicolas Cage è l'agente Chandler in 211 - Rapina in corso
Nicolas Cage è l’agente Chandler

Intreccio e spettacolarizzazione

Nel film il vero punto di forza è l’intreccio narrativo consistente che permette di avere un quanto meno adeguato background sulla vita e le motivazioni dietro i personaggi ma che si perde nei dialoghi e nei fatti, raccontati troppo frettolosamente, senza dare un respiro al film. Il ritmo è incalzante ma nonostante ciò lo spettatore rimane distante dalla vicenda e guarda i personaggi con un occhio analitico privo di empatia, identificandoli come pezzi di un puzzle che esplode definitivamente e senza pathos con la sparatoria nella banca. 211 – Rapina in corso è un prodotto adeguato ad un pubblico che cerca lo svago e l’intrattenimento tipico del B-movie e nonostante l’abile costruzione degli intrecci narrativi, non riesce ad elevarsi a qualcosa di diverso, diventando l’ennesimo poliziesco, pieno di azione ma senza nulla da dire.

211 – Rapina in corso è uscito giovedì 14 giugno nelle sale italiane, diretto da York Alec Shackleton con Nicolas Cage, Sophie Skelton, Dwayne Cameron. Distribuito da Notorious Pictures.

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