Widows di Steve McQueen, recensione: tenacia e sopravvivenza criminali

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Nelle sale dal 15 Novembre, Widows di Steve McQueen, regista di 12 anni schiavo, è un caper movie con un cast d’ensemble, in cui spiccano Viola Davis e Elizabeth Debicki. Il film si svolge in una Chicago dalle tinte scure, agendo su più livelli, dalla politica alle questioni razziali.

Widows, nelle sale dal 15 Novembre, è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival. Il film, diretto dal vincitore del premio Oscar Steve McQueen e scritto in collaborazione con Gillian Flynn, è un caper movie – ovvero un film che racconta dell’ideazione e attuazione di una rapina – che dura ben due ore. Nel corso del racconto sono tante le tematiche trattate e spicca la drammaticità dell’azione: le protagoniste – tutte donne – non stanno cercando il colpo per divertirsi, ma per il semplice, puro e sporco senso di sopravvivenza.

La trama di Widows: in italiano “eredità criminale”

Widows è accompagnato, in Italia, dal sottotitolo “eredità criminale”. Il perché di titolo e sottotitolo è presto detto: il film si apre con la morte violenta, in seguito ad un colpo, di una banda di rapinatori. La vedova di Harry Rawlings (Liam Neeson), il capobanda, Veronica (Viola Davis) si trova ad essere minacciata per il furto da due milioni di dollari che il marito ha compiuto: se non restituirà il maltolto, sarà peggio per lei. Decide allora di chiamare a raccolta le altre vedove (Michelle Rodriguez ed Elizabeth Debicki), ognuna delle quali alle prese con le difficoltà lasciate dai mariti, per compiere un colpo. La cosa più impressionante di questo film è la mancanza dell’aspetto comico: gli ultimi anni ci hanno abituato a caper movies in cui ridere era importante, da Ocean’s Eight a – passando alle serie tv – Good Girls. Widows ci porta in un’America che non ha bisogno di ridere, ma che deve riflettere sulla propria oscurità.

Un cast d’ensemble dominato dalla drammaticità di Viola Davis 

Widows è caratterizzato – ne abbiamo già parlato – da grandi nomi, tra cui ricordiamo, oltre alle già nominate protagoniste, Colin Farrel, Cynthia Erivo, Daniel Kaluuya e Robert Duvall. Sebbene il tempo di permanenza sullo schermo sia più o meno egualmente diviso tra le protagoniste, a dominare è senz’altro la performance di Viola Davis. E’ a lei, così abile nell’esprimere pensieri, emozioni e riflessioni con un solo movimento di sopracciglia che vengono deputati l’inizio e la fine del film. La scrittura e direzione di McQueen, attenta alle svolte drammatiche, a scavare nel torbido e nell’insopportabile, si sposano con l’espressività dell’attrice, la prima di colore ad aver già vinto la Tripla Corona della Recitazione (ovvero un Oscar, un Tony Globe ed un Emmy). Bene anche per Elizabeth Debicki, che riesce a rendere al meglio l’evoluzione del proprio personaggio, uno dei più “umani” dell’intera pellicola.

Widows -Viola Davis ed Elizabeth Debicki
Viola Davis ed Elizabeth Debicki

Quattro donne in una Chicago nera e criminale 

Steve McQueen ha scelto quattro protagoniste donne che si trovano a dover compiere scelte anche estreme pur di sopravvivere, trascurate e vulnerabili in una citta dove la delinquenza è all’ordine del giorno. Basterebbe quest’elemento a farci credere che il film abbia deciso di puntare sul movimento #metoo, che da oltre un anno influenza Hollywood. Widows, però, si muove su altri piani; da una parte abbiamo una polemica contro le brutali forze di polizia americane: in tutte le scene con le forze dell’ordine assistiamo ad atti cruenti, terribili, alla strenua di quelli compiuti dai criminali. I criminali agiscono impunemente, secondo regole tutte loro, collusi e complici di un sistema politico traviato ed opportunistico. La città di Chicago non viene caratterizzata, diventando metafora di tutta l’America, con le sue storture e perversioni, tra cui il sessismo, il razzismo e la corruzione.

Regia tradizionale, musiche non sfruttate e pathos un po’ in deficit

Steve McQueen ci ha abituato, in passato, alla sua regia che in questo film si arricchisce di un montaggio sapiente e carico di significati. Nonostante l’impegno politico e sociale, nella pellicola non sono lesinate scene di azione più classiche e colpi di scena, diretti con la sapienza del regista inglese. Le musiche, prese di per sé, sono meravigliose – dirette dal magistrale Hans Zimmer. Abbiamo avuto l’impressione, però, che a volte fossero sfruttate male, fatto che – purtroppo – aggrava la talvolta artefatta scrittura, che non riesce a soddisfare appieno lo spettatore in alcune scene. Nel complesso, comunque, grande espressività.

Widows, diretto da Steve McQueen, con Elizabeth Debicki, Colin Farrell, Viola Davis, Michelle Rodriguez, Liam Neeson, Jon Bernthal, Robert Duvall, Daniel Kaluuya, Carrie Coon, Garret Dillahunt, Lukas Haas, Jacki Weaver, è uscito nelle sale il 15 Novembre 2018, distribuito dalla 20th Century Fox.

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