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Tornerà la primavera: Roma città aperta ricordata da Isabella Rossellini, Benedetta Porcaroli, Lidia Vitale

Tornerà la primavera - Roma città aperta - Isabella Rossellini (foto Alissia Mastio)
Tornerà la primavera - Roma città aperta - Isabella Rossellini (foto Alissia Mastio)

Progetto Tornerà la primavera, serata di gala per gli 80 anni di Roma città aperta insieme a Isabella e Alessandro Rossellini, Benedetta Porcaroli e altri: <<Rossellini si irritava quando lo definivano “padre del Neorealismo”>>

Per celebrare gli 80 anni del film Roma città aperta di Roberto Rossellini, il 24 settembre la storica pellicola è stata proiettata al Teatro Quirino di Roma, luogo in cui fu vista per la prima volta e dove si è svolta una serata di gala alla presenza di Isabella Rossellini e Alessandro Rossellini, promotori dell’iniziativa insieme alla Onni srl. Tra gli ospiti anche Benedetta Porcaroli, fresca vincitrice del Premio Orizzonti a Venezia e il critico cinematografico Steve Della Casa. Prima della proiezione del film c’è stato un monologo di Lidia Vitale in omaggio ad Anna Magnani, e poi un tributo di Stefano Fresi ad Aldo Fabrizi, accompagnato dal maestro Alessandro Greggia.

Tornerà la primavera gala - Benedetta Porcaroli (foto Alissia Mastio
Tornerà la primavera – Roma città aperta – Benedetta Porcaroli (foto Alissia Mastio)

Anna Magnani e la semplicità di Rossellini

Il teatro è piombato nel buio all’improvviso, fino a quando una luce fioca ha iniziato a illuminare lentamente Lidia Vitale che, come se fosse posseduta dallo spirito di Anna Magnani, ha cominciato a parlare, ridere e urlare esattamente come lei. <<Senti Roberto, questa è la mia opinione. M’hai voluta tu, io lavoro così e lo sapevi! Ascolta, l’hai scritta già la scena finale mia o l’hai buttata dietro la scatola di fiammiferi come il resto della sceneggiatura?>> recita un passaggio del monologo di Vitale che attraverso voce, gesti e intensità, è riuscita a restituire la forza e la passione che erano il tratto distintivo di Anna Magnani.

Steve Della Casa è poi salito sul palco applaudito con emozione dal pubblico. <<Roma città aperta è un film che ha segnato un’epoca ed è un’opera su cui esistono tantissime storie. Per esempio, una curiosità sulla scena della tortura che avviene in Via Degli Avignonesi dentro una sala corse. Rossellini la conosceva bene perché ci andava a giocare e la fece svuotare perché era l’unica scena girata in studio di tutto il film, che invece fu girato direttamente in mezzo alla gente, per raccontare storie vere>> ha affermato Della Casa.

<<Un altro aneddoto è il fatto che Rossellini abbia girato l’intero film prendendo degli avanzi di pellicola, recuperati nei vari studi che già c’erano a Roma. Proprio per questo motivo la pellicola ha tonalità diverse che però le conferiscono un fascino straordinario. Si potrebbero raccontare tantissime altre storie ma forse una delle più interessanti è che Roberto Rossellini era amato dai giovani leoni della Nouvelle vague francese. Loro avevano fatto della lotta contro il “cinema di papà” una sorta di loro bandiera e l’unico “padre” che riconoscevano era appunto Roberto Rossellini>> ha poi aggiunto il critico che ha in seguito fatto accomodare sul palco Isabella Rossellini e Alessandro Rossellini.

Tornerà la primavera gala - Lidia Vitale (foto Alissia Mastio)
Tornerà la primavera gala – Lidia Vitale (foto Alissia Mastio)

Il padre del Neorealismo

<<Io sono nata dopo l’uscita di Roma città aperta ma ricordo che Papà ci raccontava di come all’inizio la pellicola non fosse stata accolta con entusiasmo. Fu invece un grande successo in America e in Francia, fatto che poi ha aiutò a far apprezzare il film anche in Italia. Papà non parlava quasi mai di lavoro a casa, dove discutevamo di questioni di famiglia, però ricordo di come si irritasse un po’ quando lo definivano il “padre del Neorealismo”. Diceva che il suo obiettivo non era quello di fare un film per inventare un nuovo stile artistico: lui voleva semplicemente rappresentare come gli italiani avevano vissuto la guerra>> ha raccontato Isabella ricordando il padre.

<<Parte del suo stile, osannato da molti, era in realtà mancanza di mezzi!>> ha rivelato Alessandro, nipote di Roberto Rossellini, parlando di quest’ultimo. <<Ha imparato a fare cinema con i mezzi che aveva a disposizione e credo che questo possa fare scuola, soprattutto in Italia, dove il problema economico persiste>> ha dichiarato amaramente Alessandro.

Tornerà la primavera gala - Stefano Fresi (foto Alissia Mastio)
Tornerà la primavera – Roma città aperta – Stefano Fresi (foto Alissia Mastio)

L’attualità di Roma città aperta

<<Dopo Isabella e Alessandro è dura prendere la parola!>> ha affermato ridendo Benedetta Porcaroli una volta essere salita sul palco. <<A me il cinema piace tantissimo ma devo ammettere di non aver avuto una vera e propria formazione, sono diventata un’attrice quasi per caso. Proprio per questo, ho iniziato a studiare da sola. Sono molto affascinata dal passato ed è utile analizzarlo per poter capire dove sono oggi. Quando ho cominciato questo mestiere e mi sono avvicinata a Rossellini, ho scoperto un uomo di una modernità e umiltà incredibile che mi ha fatto capire che la semplicità e le cose vere sono ciò per cui dobbiamo lottare noi oggi>> ha poi aggiunto l’attrice.

Prima dell’inizio della proiezione della pellicola, Stefano Fresi ha reso omaggio ad Aldo Fabrizi, in occasione dei 120 anni dalla sua nascita, con una brillante e irriverente esecuzione della canzone Lulù, che ha suscitato sonore risate tra il pubblico che a fine della performance ha applaudito a lungo e con affetto.

La serata al Teatro Quirino è stata molto più che una celebrazione: è stata un viaggio collettivo nella memoria, nel cinema e nel cuore dell’Italia che, 80 anni fa cercava di raccontarsi con occhi sinceri. Roma città aperta è un film ancora capace di parlare alle nuove generazioni, un atto di coraggio artistico e umano che, nonostante appartenga ad un’altra epoca, risulta ancora incredibilmente attuale.

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