La nostra recensione di Thelma di Josh Margolin, commedia dolceamara con protagonista una splendida June Squibb: una riflessione piena di risate e con qualche lacrima sulla capacità di essere resilienti, senza farsi abbattere dalle difficoltà della vita
Quella di Thelma è una storia realizzativa e produttiva che parte dal desiderio del regista Josh Margolin (qui al suo debutto in un lungometraggio) di omaggiare la propria nonna di 104 anni, Thelma per l’appunto, raccontando la storia di una truffa da lei quasi subita. Un episodio che l’avrebbe traumatizzata, nonostante sia riuscita a non cadere vittima della trappola appena in tempo, ma che Margolin stesso ha raccontato come l’ennesimo atto di resilienza di una vita straordinaria. Ad interpretarla la 93enne candidata all’Oscar per Nebraska June Squibb, già voce di molti film Pixar incluso il recente Inside Out 2, che ci regala una performance toccante ed esilarante assieme, tenerissima ma anche a suo modo “badass”.

Mai truffare la nonna
Thelma Post (June Squibb) è un’esuberante nonna di 93 anni che viene raggirata da un truffatore telefonico, il quale si finge suo nipote Daniel (Fred Hechinger) bisognoso di soldi per poter uscire di galera. Parte così per una ricerca insidiosa per le strade di Los Angeles, accompagnata dal suo amico Ben (Richard Roundtree) e dal suo scooter, per reclamare ciò che le è stato sottratto mentre sua figlia Gail (Parker Posey) e suo genero Alan (Clark Gregg) si mettono disperatamente sulle sue tracce assieme allo stesso Daniel.

Mantenere l’equilibrio
Cosa fare quando parte dei risparmi di una vita finisce nelle mani di un paio di truffatori senza troppi scrupoli? Thelma, che ha 93 anni ma ha anche un’energia e una vitalità da 23enne, non sta con le mani in mano decidendo di mettersi sulle tracce di quei truffatori per recuperare il denaro sottrattole. Il come questo succederà è una delle sorprese di questo bell’esordio alla regia di un lungometraggio dello statunitense Josh Margolin, il quale mette in scena una simbiosi al millimetro di commedia e dramma in cui risate e lacrime si accavallano quasi fino a confondersi. Azzecca quasi tutto Margolin, a partire da un tono che oscilla tra il brillante e il farsesco con un tocco di malinconia nel finale.
Per rendere una sceneggiatura così ai limiti dell’assurdo credibile e soprattutto coinvolgente Margolin miscela i sottogeneri con grande abilità (dal road movie al quasi heist movie del finale), gestisce i propri interpreti con intelligenza affinché tutto resti a cavallo tra il contenuto e l’esagerato e soprattutto adatta perfettamente i meccanismi dell’action movie à la Mission Impossible (che non a caso nonna e nipote guardano in una delle primissime scene) alla dimensione da terza età della sua protagonista e del suo partner in crime Ben. Il risultato è sempre spassoso, alle volte spiazzante, persino velato di un’affascinante e necessaria malinconia nel finale o nelle scene in cui la sceneggiatura si ferma per raccontare la solitudine degli anziani.
Thelma è perciò una pellicola in grado di rimanere in equilibrio sullo scivoloso crinale tra serio e faceto, con una meravigliosa June Squibb come protagonista (da Golden Globe, come minimo) e la capacità di sapersi di volta in volta riadattare e reinventare a seconda dei bisogni della sceneggiatura o del proprio movimento drammaturgico. L’esordio di Margolin è quasi sempre istintivo e onesto nella sua messa in scena, perché è proprio la sua natura di storia scritta di pancia e dalla grande urgenza a rappresentarne un valore. Si avverte un amore e una tensione al racconto in ogni singolo frame, quasi da oscurare i difetti di scrittura che pure ci sono e che potrebbero appesantirlo.

Sopravvivere alla vita
Thelma ha però la capacità e la perseveranza di riuscire a raccontare qualcosa in più di un semplice intreccio intergenerazionale e della difficoltà dei più anziani di venire a patti con il mondo contemporaneo. Questa è una storia di incredibile resistenza alla vita, ai suoi sgambetti e alle sue numerose difficoltà ed è, al contempo, anche una chiamata all’azione nei confronti della vita stessa. La sua protagonista è una donna che non si abbatte di fronte alla propria famiglia iperapprensiva, all’inappetenza della polizia, agli acciacchi della propria età o alla complessità del mondo digitale perché è stata temprata da una vita lunga e, per certi versi, molto dura.
Lungi dal volerne fare un’eroina retorica e giudicante, Margolin ha modellato la sua Thelma sulla figura della propria nonna rendendola una donna stratificata e contraddittoria, capace di estrema dolcezza ma anche “spietata” e tenace quando si tratta di andare fino in fondo per riprendere il proprio denaro o far fuori uno scarafaggio che la tormenta. E non solo, perché Thelma si rifiuta di rimanere indietro come i suoi coetanei lasciati soli in quelle tristi case di riposo lontane dal mondo e soprattutto si rifiuta di arrendersi alla vita, di morire come molti dei suoi amici poiché sente di non aver ancora concluso il proprio compito su questa terra.
Il suo spirito indomito e battagliero, unito alla consapevolezza della propria vecchiaia e di una malattia che lentamente la sta divorando dall’interno, sono perfettamente resi da una sceneggiatura che la elegge protagonista indiscussa di un romanzo di anti-formazione che ci racconta di come, in fondo, la vita vada afferrata per le corna e domata quanto più possibile con la consapevolezza che – prima o poi – arriverà il nostro momento di essere disarcionati. Il tutto però, come ci ricorda il bel terzo atto, con lo sguardo rivolto alla speranza di un domani migliore che parta dal presente, senza mai piangerci addosso. Staremo bene un giorno, ce lo ha promesso June/Thelma.
| TITOLO | Thelma |
| REGIA | Josh Margolin |
| ATTORI | June Squibb, Fred Hechinger, Richard Roundtree, Parker Posey, Clark Gregg, Malcolm McDowell, Nicole Byer, Chase Kim, Bunny Levine |
| USCITA | 18 settembre 2024 |
| DISTRIBUZIONE | Universal Pictures Italia |
Tre stelle e mezza
























