Sei nell’anima, recensione: diventare Gianna Nannini

Sei nell'anima - Letizia Toni (foto @Ralph Palka)
Sei nell'anima - Letizia Toni (foto @Ralph Palka)

La nostra recensione di Sei nell’anima, biopic musicale targato Netflix che racconta i primi anni di carriera di Gianna Nannini, tra demoni personali, rock ‘n roll e un po’ di autodistruzione: la veterana Cinzia Th Torrini dirige una sorprendente Letizia Toni, peccato per la scrittura

L’Italia poteva certo mancare alla lunga sequela di biopic musicali usciti negli ultimi anni? Certamente no, anche perché pure noi abbiamo le nostre popstar/rockstar di caratura più o meno internazionale, oltre ad una solida tradizione (quantomeno televisiva) nel genere. Ci ha allora pensato la veterana Cinzia TH Torrini, che in Sei nell’anima racconta l’esplosione della toscanaccia per eccellenza Gianna Nannini, alla quale dà il volto la sorprendente e piuttosto centrata Letizia Toni affiancata da grandi nomi come Maurizio Lombardi e Andrea Delogu. Un biopic, questo, che si tiene abbastanza lontano dalla celebrazione ma che non riesce a togliersi di dosso una certa patina da fiction, anche quando lambisce il lisergico e l’oscurità.

Sei nell'anima - Letizia Toni e Andrea Delogu (foto @Ralph Palka)
Sei nell’anima – Letizia Toni e Andrea Delogu (foto @Ralph Palka)

Meravigliosa creatura

La straordinaria parabola artistica e umana di Gianna Nannini (Letizia Toni) parte dalle colline senesi, in cui la sua amorevole ma severa famiglia capeggiata dal padre Danilo (Maurizio Lombardi) gestisce una florida attività dolciaria, per poi spostarsi a Milano. Qui avviene l’incontro tra la giovane, ambiziosa e anticonformista Gianna con Mara Maionchi (Andrea Delogu), la quale sarà la prima a credere nel suo enorme talento, ma anche con quella che poi diventerà la compagna di una vita: Carla (Selene Caramazza). La scalata verso il successo non sarà però semplice, nonostante il grande successo di America, almeno fino al 1983, l’anno di una seconda rinascita in cui verrà composta la leggendaria Fotoromanza.

Sei nell'anima - Letizia Toni. Lorenzo Aloi e Maurizio Lombardi (foto @Ralph Palka)
Sei nell’anima – Letizia Toni. Lorenzo Aloi e Maurizio Lombardi (foto @Ralph Palka)

I demoni di Gianna

“Cos’è per te la felicità?”, chiedono nella primissima scena ad una giovane Gianna Nannini. Sguardo fisso in macchina, sorriso un po’ imbarazzato e risposta lapidaria nella sua semplicità: “Una stanza con un pianoforte, un bicchiere di vino e una motocicletta parcheggiata fuori.” Basterebbe forse questo scambio di battute a fotografare il senso di Gianna, di cui Sei nell’anima non è in fondo nient’altro che un diario dei desideri, delle paure e degli errori. La regista fiorentina Cinzia TH Torrini sembra averlo capito bene, perché per le quasi due ore di durata le interessa trovare la combinazione di questo diario segreto, e quindi della Gianna privata più che di quella musicista.

Ecco perché questo biopic rinuncia in gran parte alla pulizia dell’agiografia e dello sguardo consolatorio (pur cascandoci poi un po’ troppo nel finale), e cerca di addentrarsi nelle profondità oscure della psiche tormentata e frammentaria della Nannini, tra ambiguità sessuale e dolore, tra pretese di anticonformismo e volontà di voler comunque essere amata e forse anche un po’ capita. Il risultato è delle volte affascinante e intrigante, grazie ad un buon lavoro sugli attori e in particolare sulla convincente Letizia Toni, ma lo è soprattutto quando Torrini ha il coraggio di spostare lateralmente lo sguardo rispetto all’obiettivo della macchina da presa, affidandosi perciò ad un taglio più lisergico e meno tradizionalista.

Sei nell'anima - Letizia Toni (foto @Ralph Palka)
Sei nell’anima – Letizia Toni (foto @Ralph Palka)

Una patina che rimane

Peccato che però siano solo dei brevi momenti di rischio calcolato, e non un tuffo nel caleidoscopico mondo di una psiche artistica e umana ancora in via di definizione. Il peccato mortale di cui si macchia Sei nell’anima è infatti quello di una scrittura troppo patinata che sterilizza le potenzialità e le velleità drammaturgiche, che pure ci sono, in nome di un prodotto realizzato per provare a far contenti un po’ tutti (fan ma anche la Nannini stessa). Forse a questa scelta ha contribuito il fatto che la pellicola è stata tratta dall’autobiografia della stessa rockstar uscita nel 2016, ma a questo punto sarebbe il caso di sganciarsi una volta per tutte dalla matrice originaria per imboccare strade più rischiose.

Sei nell’anima rimane perciò così un biopic pieno di buone intenzioni, nel complesso anche ben recitato (oltre a Letizia Toni sempre bravissimo Maurizio Lombardi) ma che è troppo piatto e rifinito a livello drammaturgico per trasmettere quella scossa emotiva, quel colpo al cuore che invece sono l’ossatura dei testi dell’artista senese. Non aiuta una costruzione diegetica troppo prevedibile, in cui gli avvenimenti si susseguono con rigore e logica ma senza strappi, senza sorprese, senza verve. Per fortuna ci sono le canzoni, ormai entrate nell’immaginario popolare e culturale, di Gianna Nannini ad accompagnare in maniera un po’ didascalica alcune scene madri, però si tratta pur di sempre un film e non di jukebox.

TITOLO Sei nell’anima
REGIA Cinzia TH Torrini
ATTORI Letizia Toni, Anna Rot, Selene Caramazza, Andrea Delogu, Max Lisa, Maurizio Lombardi, Stefano Rossi Giordani
USCITA 2 maggio 2024
DISTRIBUZIONE Netflix

 

VOTO:

Due stelle e mezza

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