Sanremo 2023, conferenza Rosa Chemical: «Sul palco un plug anale, odio le etichette»

Rosa Chemical - foto Sanremo 2023 - PH Arsenyco (2)
Rosa Chemical - foto Sanremo 2023 - PH Arsenyco

Ecco cosa ha raccontato in conferenza Rosa Chemical, tra gli artisti in gara al Festival di Sanremo 2023 con il brano Made in Italy

Rosa Chemical è tra gli artisti in gara al Festival di Sanremo 2023 con il brano Made in Italy e in conferenza stampa ha raccontato: «Colgo l’occasione di ringraziare per l’apprezzamento, è un Festival che si è dimostrato aperto e di larghe vedute, pronto ad accogliere un nuovo tipo di amore, di sesso, di italianità, di accettare un messaggio forte. Dopo la prima esibizione ho pianto molto, sono stati anni difficili col Covid, vivo l’arte in modo compulsivo, non poter trasmettere emozioni mi ha fatto stare male»

Sul gesto di dedicare il suo pezzo a chi almeno una volta si è sentito sbagliato: «Mi è capitato che il giudizio fosse cattivo, in famiglia sono cresciuto con genitori dalle spalle larghe, ho ricevuto da loro solo amore. Consiglio a chiunque di coltivare la propria diversità perché è unicità».

Un brano provocatorio, ecco il suo pensiero anche sull’esibizione delle cover: «Lo considero un atto ammirevole e intelligente che sia tra le 28 canzoni, Amadeus si è dimostrato all’altezza. Sul palco ho portato un plug anale per enfatizzare il messaggio di America, cioè l’idea di piacere fisico. La canzone è un inno alla libertà, alla solitudine senza sentirsi sola, all’autoerotismo femminile, ieri ci ha fatto un in bocca al lupo e dopo ci ha scritto che ha goduto molto»

Sul suo passato ci racconta: «Mi sono reso conto di avere qualcosa di particolare già all’asilo, scappavo invece di dormire, andavo a correre e a disegnare, ero molto vivace. A scuola disegnavo tantissimo, ho abbandonato in terza superiore per dedicarmi del tutto all’arte, non la consiglio come scelta, i giovani devono studiare per crearsi possibilità ma ognuno ha il proprio futuro. Ho fatto il tatuatore a Torino, mi sono trasferito a Londra in cerca d’ispirazione con i miei risparmi, ho speso tutto per comprarmi il primo set per registrare musica, vivevo in una casa condivisa con 30 persone, mi sono approcciato in modo creativo scegliendola come mia espressione, ho pubblicato il primo Ep, di ritorno in Italia ho continuato il mio percorso ed eccomi qua. La vita è mia, mi sono preso le mie responsabilità, non ho dovuto rendere conto a nessuno».

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