Ecco cosa ha raccontato Rose Villain in vista della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2025, dal brano Fuorilegge, all’omaggio a Battisti con Chiello nella serata delle cover al prossimo concerto al Forum d’Assago
Rose Villain sta per tornare in gara al Festival di Sanremo 2025 per il secondo anno di fila. Dopo l’ottimo risultato radiofonico e in termini di vendite di Click Boom!, il brano che presenta è Fuorilegge, una traccia che parla di desiderio, di un sentimento così viscerale e logorante da far quasi sentire sbagliati. Un fuoco che arde così forte da indurre a pensare e agire fuori dagli schemi, pur di avverare i propri sogni.
Nell’incontro con la stampa in vista della sua partecipazione, l’artista ha raccontato cosa l’ha spinta a voler calcare di nuovo il palco del Teatro Ariston: «Mi sono ripresentata perché amo follemente questa canzone, non c’è stata nessuna strategia. Ho fatto un anno incredibile, sentivo che fosse il momento giusto per presentare un brano che mi rappresenta totalmente, la mia discografia ha una sterzata simile. Ho voluto che l’orchestra desse il suo tocco, la parte gospel è una chicca, mi affido ai coristi che hanno delle voci pazzesche».
Carlo Conti ha appena comunicato che nel corso della serata delle cover Rose Villain sarà accompagnata sul palco dell’Ariston da Chiello, una delle voci più autentiche del nuovo panorama musicale italiano. Insieme canteranno Fiori rosa, fiori di pesco, uno dei successi senza tempo di Lucio Battisti: «Sono grande fan di Chiello, lo scorso anno ho portato una leggenda del passato e del presente, secondo me lui rappresenta il futuro. Lo ritengo un ragazzo senza tempo. Sono cresciuta con Lucio, abbiamo scelto insieme quella canzone».
Come si sta preparando per questo importante appuntamento: «Cercherò di non preoccuparmi troppo della percezione degli altri, voglio scendere dal palco ed essere più rilassata. L’approccio sarà più personale anche nel look. Sto ancora imparando a navigare nel tritacarne, non mi ritengo mai troppo soddisfatta dell’eventuale successo di un singolo. Ho solo fiducia nel mio progetto. Pensavo che la mia musica fosse troppo di nicchia e invece sono rimasta stupita del bacino di pubblico».
Nel testo cita Almeno tu nell’universo: «La canzone è partita con un giro di piano in una notte d’estate, è partita come una ballad intima e si è trasformata. Trovo molto poetica la nostalgia, sono degli ascendenti che provengono dai sentimenti. La canzone di Mia Martini mi ha segnata, mi rivedo a soffrire per amore con quella in sottofondo, me la cantava sempre mia mamma, nel primo saggio della scuola di canto a 14 anni ho cantato ‘Gli uomini non cambiano’».
Un anno denso di soddisfazioni, la più grande?: «Aprire i Coldplay con la mia band, pazzesca, è stata un’emozione indescrivibile. Ho passato molto tempo a Santo Domingo, sono cresciuta con la bachata, so che Gué sa essere tropicale, non avrei scommesso sul successo di ‘Come un tuono’».
A settembre sarà per la prima volta in concerto al Forum d’Assago: «Un obiettivo che mi ero posta, sono felice di calcare un palco così importante, da tempo lo stavo visualizzando, ritengo che un’artista debba guardare sempre in alto, Milano è una città importante, quella di mio padre. Ho ricevuto grande affetto anche da altre piazze ma sono legata particolarmente a Milano».


























