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Polvo seràn, recensione RoFF19: fine vita e amore viscerale in un quasi-musical onirico

Polvo seràn - Alfredo Castro e Ángela Molina
Polvo seràn - Alfredo Castro e Ángela Molina

La nostra recensione di Polvo seràn, presentato in Concorso alla 19ª Festa del Cinema di RomaCarlos Marqués-Marcet affronta il tema del suicidio assistito in un film onirico e mai giudicante, depotenziato solo dalla musica

Carlos Marqués-Marcet arriva alla 19ª Festa del Cinema di Roma con Polvo seràn, il suo quarto lungometraggio. La pellicola affronta il tema del suicidio assistito attraverso un’ottica interessante ed innovativa, ma il suo desiderio di strizzare l’occhio al musical non sempre si rivela la scelta giusta. Ottima la sintonia tra i due protagonisti Ángela Molina (premiata appunto  come Migliore attrice al RoFF19) e Alfredo Castro.

Da Medea all’ultimo viaggio

Quando l’attrice e danzatrice Claudia (Ángela Molina) decide di non aspettare passivamente che la sua malattia le tolga ogni autonomia, Flavio, il suo compagno di una vita (Alfredo Castro), mette in moto il piano architettato per porre fine alle loro vite insieme, in Svizzera. Sono talmente presi da ciò a cui stanno andando incontro che sembrano dimenticarsi di tutto ciò che sta loro intorno, in un caos di emozioni e profonda umanità.

Un inedito punto di vista

Polvo seràn, presentato in Concorso nella sezione Progressive Cinema al RoFF19, è il quarto lungometraggio dello spagnolo Carlos Marqués-Marcet. Il regista decide di cimentarsi con un tema complesso e controverso come quello dell’eutanasia e del suicidio assistito, riuscendo nell’impresa di realizzare un’opera diversa dai suoi numerosi precedessori. A colpire è il punto di vista intorno al quale ruota la storia: l’amore può essere così viscerale e simbiotico da rendere sgradita la vita senza l’altro. È questo che pensa Flavio, interpretato con intensa naturalezza dall’ottimo Alfredo Castro. Dopo anni a dividere le scene e l’esigenza con la sua Claudia, anche la fine dev’essere comune.

Polvo seràn - Alfredo Castro e Ángela Molina in una scena
Polvo seràn – Alfredo Castro e Ángela Molina in una scena

Il canto del cigno

Ángela Molina è Claudia, attrice nella vita con tutte le implicazioni del caso. Non le si può chiedere di essere ragionevole, di mettersi in secondo piano, di abbandonare il palcoscenico – nel senso più ampio del termine – sommessamente. La scoperta della malattia la coglie impreparata, ma come la migliore delle star riesce subito a ricomporsi e a pianificare la “scena” successiva. Accanto a lei resta ferma e inamovibile la presenza del compagno/regista Flavio, pronto a prenderla per mano anche in quest’ultimo canto del cigno.

Tolta l’etica, resta la libertà

La potenza di questo amore e del suo modo di apparire semplicemente totalizzante viene smorzata solamente dal desiderio di strizzare l’occhio al musical. Le canzoni sono funzionali alla sceneggiatura e donano una patina onirica che nel complesso non dispiace, ma il regista osa talmente tanto in questo senso che non sempre la scelta risulta vincente. A lui tuttavia il merito immenso di aver affrontato l’argomento con occhio mai giudicante. Non è l’etica ad interessare, non è l’opinione pubblica o il clamore che può derivare da un simile percorso. Fa tutto parte di un disegno più grande, di un amore più profondo, di una libertà inarginabile.

TITOLO Polvo seràn
REGIA Carlos Marqués-Marcet
ATTORI Ángela Molina, Alfredo Castro, Mònica Almirall Batet, Patrícia Bargalló, Alván Prado
USCITA
DISTRIBUZIONE

 

VOTO:

3 stelle e mezza

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