Addio a Lindsay Kemp, tra i più grandi coreografi mondiali e ispiratore di Bowie

Lindsay Kemp

E’ morto a Livorno Lindsay Kemp, gigante del teatro del ‘900, coreografo di fama mondiale e ispiratore di David Bowie e altri grandi artisti.

Se n’è andato stanotte a Livorno, dove viveva da anni, il grande Lindsay Kemp, tra i più importanti e celebri coreografi mondiali, nonché danzatore, mimo e attore. Aveva 80 anni e ha collaborato e ispirato grandi artisti da David Bowie a Mick Jagger.

Nato nel 1938 in un’isola del nord dell’Inghilterra, fu espulso dall’accademia navale per aver interpretato una Salomè ricoperto solo di carta igienica con la motivazione dello spreco della carta. Dopo gli studi al Bradford Art College, dove ebbe come maestri Hilde Holger e Marcel Marceau, nel 1968 arriva per Kemp la svolta: fonda la sua compagnia e mette in scena tra gli altri il suo scandaloso spettacolo Flowers, prodotto con 500 sterline ereditate da una zia e con cui ha girato il mondo per 25 anni, ovunque tacciato di oscenità.

Poi l’incontro con David Bowie, innamoratosi del suo Pierrot a cui dedicò anche un corto e la copertina dell’album Ashes to Ashes, con Kemp che contribuì alla nascita di Ziggy Stardust, oltre ad esibirsi nei suoi concerti al Rainbow Theatre di Londra nel 1972. Del Duca Bianco ricordava: «Gli ho insegnato a muoversi sul palco. Aveva, certo, una grazia naturale, era favolosamente carismatico e aveva un talento versatile, ma come ballerino non è che si sapesse muovere egregiamente, almeno all’inizio. Una sera in camerino venne sua moglie Angie e mi chiese da parte di Bowie di dirigere Ziggy Stardust . Mi portò il nastro con le canzoni che Bowie avrebbe voluto utilizzare, includendo Waiting for my Man di Lou Reed, le cover di Jacques Brel (che avevamo scoperto insieme), Lady Stardust e molte altre. Mi chiese di dirigere lo spettacolo e di esibirmi, soprattutto, come dire di… assemblarlo. Quello che ho fatto è dare una forma al tutto».

Dichiaratamente gay, Lindsay Kemp è considerato il precursore della danza onirica e uno dei massimi esponenti del teatro-danza moderno. Autore degli indimenticabili Nijinsky, Mr Punch e Onnagata, ha ispirato non solo Bowie, ma anche artisti del calibro di Kate Bush e Peter Gabriel, collaborando anche con Mick Jagger. Nel cinema ha partecipato ad alcuni film di culto come Messia selvaggio e Valentino, entrambi di Ken Russell, The Wicker Man di Robin Hardy, Jubilee di Derek Jarman e Velvet Goldmine di Todd Haynes.

Il suo ultimo spettacolo, Kemp Dances, è fatto di invenzioni e reincarnazioni, nuove creazioni abbinate a rivisitazioni dei suoi pezzi classici; un mosaico spettacolare e emozionante di personaggi e racconti fantastici. Raccontava Kemp: «Quando mi trucco, dipingo con la mia immaginazione cosa vedo nello specchio, ciò che immagino sul mio volto. Credo sia un po’ come portare all’esterno l’interiorità e portare all’interno ciò che è esterno. Rendere visibile ciò che è invisibile».

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