Addio a Corrado Olmi, una vita a teatro e caratterista per Argento, Scola, Verdone, Steno

Corrado Olmi
Corrado Olmi

E’ morto a causa del Covid-19 l’attore Corrado Olmi, noto caratterista del cinema italiano, da Dario Argento a Ettore Scola, da Verdone a Steno, da Monicelli a Fulci, e una vita spesa in teatro, da Valeria Moriconi alla storia della AS Roma

L’attore jesino Corrado Olmi, dopo una vita dedicata al teatro e noto caratterista in 100 tra film e fiction, è morto stamattina all’età di 94 anni in un ospedale romano, dove era ricoverato per una patologia aggravata dal Covid-19.

Oltre 60 anni di carriera, Olmi aveva mosso i primi passi nelle filodrammatiche della sua città natale, Jesi. Con la compagna di palcoscenico Valeria Moriconi e il marito Aldo, nel 1952 si trasferirono a Roma in cerca di fortuna. Successivamente con Nadia Furlan creò la compagnia La nuova operetta. Dopo la laurea in giurisprudenza, partecipò anche a moltissimi film, sceneggiati e varietà televisivi.

Quasi sempre utilizzato in ruoli secondari, Olmi ha lavorato al cinema con registi come Roberto Rossellini in Anno Uno (1974); Ettore Scola in L’arcidiavolo (1966) e La cena (1998); Mario Monicelli in Le fate (1966); Carlo Lizzani in Svegliati e uccidi (1966); Dario Argento ne Il gatto a nove code (1971), Quattro mosche di velluto grigio (1971) e la serie La porta sul buio (1973); Alberto Lattuada in La cicala (1980); Steno in Bonnie e Clyde all’italiana (1983); Carlo Verdone in Ma che colpa abbiamo noi (2002); Luciano Salce ne La cuccagna (1962), Slalom (1965) e Il provinciale (1971), Luigi Zampa in Frenesia dell’estate (1962), I nostri mariti (1966) e Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971), Lucio Fulci ne I due pericoli pubblici (1964); Pasquale Festa Campanile più volte, da Il merlo maschio (1971) a Un povero ricco (1983); Giorgio Capitani più volte, da L’arcangelo (1969) a Missione eroica – I pompieri 2 (1987).

Nel 1999 il cast maschile del film La cena di Ettore Scola, compreso Olmi, fu premiato con il Nastro d’Argento per il miglior attore non protagonista. Nel 1993 ricevette invece in Campidoglio il premio Una vita per il teatro, e lo si ricorda nei primi anni 2000 come il Sor Remo nello spettacolo teatrale Unico grande amore, dedicato alla storia della AS Roma. Tra le sue passioni anche il disegno e le vignette.

Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, lo ha ricordato così: «La scomparsa di Corrado Olmi è una triste notizia per Jesi, città a cui era legato da un amore viscerale. Ci lascia un grande artista di cinema e di teatro, compagno di viaggio di un’altra straordinaria jesina della seconda metà del secolo scorso come Valeria Moriconi, ma anche apprezzatissimo scenografo e disegnatore. Con il professor Antonio Ramini aveva collaborato all’Università degli Adulti ed a cui proprio ieri abbiamo conferito la cittadinanza benemerita alla memoria, assieme a Giorgio Merighi e Marianeve Padalino. Sono certo che lui, da lassù, avrà apprezzato con piacere! Arrivederci Maestro».

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