Il mio regno per una farfalla, recensione: la sceneggiata napoletana di Sergio Assisi tra commedia e fiaba

Il mio regno per una farfalla - Federica De Benedettis e Sergio Assisi
Il mio regno per una farfalla - Federica De Benedettis e Sergio Assisi

La nostra recensione di Il mio regno per una farfalla, film diretto e interpretato da Sergio Assisi con Tosca D’Aquino, Giobbe Covatta e Gianni Ferreri tra gli altri: una sceneggiata napoletana poco politicamente corretta ma anche poco ispirata e che fatica a divertire

Cosa c’entra Shakespeare con il mare di Ischia e un matrimonio che s’ha da fare? È  la storia raccontata ne Il mio regno per una farfalla, opera seconda da regista dell’attore napoletano Sergio Assisi che a questo giro ha scelto un cast tutto partenopeo per una storia che più partenopea non si potrebbe. Sulle orme di una vera e propria sceneggiata d’altri tempi (ma senza il canto) lo stesso Assisi, Tosca D’Aquino, Giobbe Covatta, Gianni Ferreri e tanti altri caratteristi si muovono tra il mare e il sole di Ischia, in una commedia che si fa beffa del politicamente corretto ma che purtroppo non riesce a smarcarsi da canoni comici vetusti, superati, mai davvero in grado di graffiare o divertire.

Il mio regno per una farfalla - Peppe Cantore e Sergio Assisi
Il mio regno per una farfalla – Peppe Cantore e Sergio Assisi

Sasà si deve sposare

Sasà (Sergio Assisi) è un nobile decaduto, figlio illegittimo del Barone Belladonna. Nato e cresciuto sull’isola di Ischia, si vanta di esserne il Re e ha eletto a sua reggia la suite di uno storico albergo fondato dal padre. Con i suoi occhioni dolci e la sua faccia da schiaffi, Sasà seduce a suo modo un po’ tutti. Dal tavolino del bar in piazzetta, che ha istituito a suo ufficio, dietro “libere” donazioni, elargisce fantasiosi consigli. Donnaiolo impenitente, bugiardo incallito senza il becco di un quattrino, Sasà è un maestro di improvvisazione, ma dotato di una simpatia irresistibile e di una dialettica shakesperiana tale da riuscire sempre a volgere le situazioni in proprio favore.

Tanti, e ciascuno con le proprie caratteristiche, i personaggi che ruotano attorno a lui: un amico fedele e compagno di avventure che noleggia il suo gozzo per i turisti, uno strampalato avvocato, una fidanzata che, sostenuta da una madre risoluta, vuole assolutamente sposarlo, una direttrice d’albergo che proprio non lo sopporta, un parroco non convenzionale, una zia che vuole privarlo di tutto. E infine l’amore vero, che arriva all’improvviso a destabilizzare il suo regno.

Il mio regno per una farfalla - Sergio Assisi e Gianni Ferreri
Il mio regno per una farfalla – Sergio Assisi e Gianni Ferreri

Una sceneggiata senza sceneggiatura

Non sembra neanche tanto un film Il mio regno per una farfalla, quanto piuttosto una sequela di sketch tenuti assieme da una storia troppo fragile. Eppure le premesse facevano presagire il contrario, se poi ci mettiamo una delle isole più belle del nostro paese, o sol, o mar, la “partenopeità” e la più classica della commedia degli equivoci unita alla sceneggiata napoletana per eccellenza il risultato non poteva che promettere qualcosa di spumeggiante. Cos’è andato storto, allora? La prima indiziata è sicuramente la sceneggiatura piena di cliché, antiquata nelle idee e soprattutto stanca nelle battute  (ce ne sono giusto un paio che strappano una mezza risata, troppo poche), con personaggi poco definiti per non dire quasi archetipici.

È il tallone d’Achille più evidente della pellicola, ma c’è da dire che anche il cast stesso ne esce fuori prigioniero di una resa schematica, forzata e poco naturale, più improntata all’eccesso che alla gestione dei tempi e del ritmo comico. Tolto forse il sacerdote di Giobbe Covatta, stralunato e sempre pronto ad una buona parola per tutti (e anche a qualche ceffone), il resto dei personaggi paga lo scotto di una rappresentazione davvero fuori tempo massimo che cede al politicamente scorretto di maniera, cioè quello che non usa la scorrettezza per rovesciare gli stereotipi ma per abbracciarli completamente (vedere ad esempio come vengono “trattati” i personaggi femminili o quello omosessuale).

Il mio regno per una farfalla - Tosca D'Aquino
Il mio regno per una farfalla – Tosca D’Aquino

Non basta citare Shakespeare

Se il titolo rimanda all’opera del Bardo (ma chiaramente questo non è il Riccardo III) è perché in un certo qual senso Assisi sembra aver costruito Il mio regno per una farfalla come una sorta di ibrido tra La bisbetica domata e Le allegre comare di Windsor, in cui però alcuni riferimenti alle opere originali venissero traslati in un contesto al 100% napoletano. Siamo chiaramente più dalle parti di Altavilla, ma i tanti riferimenti al drammaturgo inglese non possono che far storcere un po’ il naso visto l’incerto risultato finale. Persino la storia d’amore, elemento che dovrebbe essere centrale e sostenere la trama legata a questo matrimonio che s’ha da fare a tutti i costi, rimane sullo sfondo dimenticata.

Cosa rimane allora di questa rimpatriata sotto il sole di Ischia? Oltre alle calde scenografie e ad una leggerezza in alcuni momenti apprezzabile, permane la sensazione di un’opera che fatica tantissimo a trovare un proprio baricentro, troppo confusa e sfilacciata per sfruttare il meccanismo della risata che invece ha bisogno di struttura e di un setup forte. Si sorride in qualche momento, si ride a denti stretti in un paio di occasioni ma il resto del tempo sembrano divertirsi più Assisi e i suoi attori dello spettatore. E questa non è una buona notizia.

TITOLO Il mio regno per una farfalla
REGIA Sergio Assisi
ATTORI Sergio Assisi, Peppe Cantore, Federica De Benedittis, Tosca D’Aquino, Barbara Foria, Anna Tangredi, Gianni Ferreri, Nunzia Schiano, Benedetto Casillo, Giobbe Covatta
USCITA 13 giugno 2024
DISTRIBUZIONE Veikula Distribution

 

VOTO:

Due stelle

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