La nostra recensione del film Mi batte il corazon, diretto da Peppe Iodice: tra miracoli burocratici e la verità senza filtri come faceva D10S
L’esordio sul grande schermo del comico Peppe Iodice, con la direzione di Francesco Prisco, si presenta come una commedia surreale che tenta di coniugare la satira di costume con il misticismo popolare partenopeo: la trama segue le vicende di Peppe Iovine, un giornalista di una modesta emittente locale la cui esistenza mediocre viene interrotta da un infarto fatale.
Il racconto entra nel vivo durante il funerale del protagonista, il quale si risveglia improvvisamente nella bara scatenando il caos tra le autorità e la propria famiglia: Mi batte il corazon, in sala dal 20 marzo 2026, gioca con l’assurdo di un uomo dichiarato morto per lo Stato ma vivo per la cronaca, trasformando il miracolo in un incubo burocratico che coinvolge la moglie Elisa (Ivana Lotito) e il migliore amico Francesco (Francesco Procopio). La svolta narrativa risiede nella rivelazione del protagonista riguardo all’incontro ultraterreno con Diego Armando Maradona, un evento mistico che spinge Iovine a intraprendere una nuova vita basata sulla sincerità assoluta e sull’eliminazione di ogni filtro sociale.

L’umorismo di commento e il peso della ripetizione
Nonostante le premesse interessanti legate al concetto della seconda possibilità, la pellicola soffre di una cifra stilistica che poggia eccessivamente su un umorismo puramente descrittivo: Peppe Iodice trasferisce sul set la sua tipica verve teatrale, ma la trasposizione cinematografica fatica a trovare un equilibrio, scivolando in un commento continuo delle azioni che finisce per risultare quasi ossessivo per lo spettatore.
Un esempio emblematico di questo meccanismo si ritrova nella sequenza ambientata a messa, dove il protagonista analizza ogni gesto del sacerdote rivolgendosi a una fedele seduta al suo fianco: questa modalità narrativa, sebbene coerente con il personaggio del comico, rischia di appesantire il ritmo del film e di rendere la visione tediante a causa di una ridondanza che non sempre giova alla comicità della scena.
La regia si affida molto alla mimica e alla parlantina del suo interprete principale, lasciando che la parola sovrasti spesso l’azione e trasformando il film in un lungo monologo interrotto da brevi interazioni con il nutrito cast di supporto.

Sincerità esplosiva e il mito di Maradona
Il messaggio di fondo del film conserva comunque una sua validità, focalizzandosi sull’urgenza di essere autentici e dire sempre la verità in un mondo dominato dalle apparenze e dai silenzi di circostanza: la figura di Maradona viene utilizzata come un faro morale, il simbolo di quella schiettezza che il protagonista decide di adottare per affrontare le confessioni esplosive e le ipocrisie del suo ambiente lavorativo e familiare. Gli interpreti secondari, tra cui spiccano Ivan Castiglione nel ruolo di Don Nicola e Maria Bolignano nei panni di Ida, offrono una cornice solida alla maschera di Iodice, contribuendo a creare quel microcosmo napoletano fatto di momenti di tenerezza disarmante e gag più canoniche.

Mi batte il corazon tenta di scavare sotto la superficie della risata per suggerire che le seconde opportunità offerte dal destino servano meno a rifarsi una posizione sociale e molto di più a capire finalmente la propria natura profonda: questo intento lodevole si scontra tuttavia con una sceneggiatura che preferisce rimanere su binari sicuri, non approfondendo i risvolti più amari o cinici di una tale trasformazione esistenziale.

Un debutto che fatica a uscire dagli schemi televisivi
In definitiva, Mi batte il corazon si rivela un’operazione destinata principalmente ai fan più affezionati del comico, incapace però di svincolarsi del tutto dai ritmi e dalle dinamiche dello sketch televisivo: la bellezza di alcune ambientazioni e la partecipazione amichevole di volti noti non bastano a colmare le lacune di una narrazione che procede a strappi, alternando intuizioni felici a momenti di stanca in cui l’ironia appare forzata.
Il finale della storia riporta tutto a una dimensione più intima, cercando di chiudere il cerchio sulla crescita interiore di Peppe Iovine e sulla sua capacità di conciliare la nuova onestà brutale con l’affetto dei propri cari: l’opera prima di Iodice rimane così un esperimento di commedia di commento che, pur vantando un cuore sincero e una devozione palpabile per il mito maradoniano, resta vittima di un impianto umoristico che fatica a trovare la giusta misura nel linguaggio del grande schermo.
| TITOLO | Mi batte il corazon |
| REGIA | Francesco Prisco |
| CAST | Peppe Iodice, Ivana Lotito, Yuri Gugliucci, Francesco Procopio, Ivan Castiglione |
| USCITA | 19 Marzo 2026 |
| DISTRIBUZIONE | Run Film |
Due stelle e mezza
























