Max Nardari, intervista: dal cinema alla musica con il brano Fragile

Max Nardari 2

Fragile è il titolo del primo singolo del progetto sperimentale di Max Nardari, regista con la passione della musica. Ci ha raccontato di questo e di molto altro nell’intervista.

Max Nardari, un regista che passa dal cinema alla musica e al cinema con la musica. Un videoclip musicale in animazione, realizzato con la regia dello stesso Max Nardari insieme a Emiliano Leone uno dei massimi esperti in animazione ed effetti visivi. Il primo singolo che anticipa il progetto sperimentale che si concretizzerà in un disco si intitola Fragile e Max ci ha raccontato di questo e di molto altro nell’intervista.
1) Ciao Max, Fragile è l’antipasto di un tuo disco. Cosa ti ha spinto a realizzare questo progetto sperimentale per te che fai cinema e cosa dobbiamo aspettarci dall’album?
Probabilmente anche il disco si chiamerà Fragile. Sono 11 brani in inglese con sonorità pop dance a cavallo tra gli anni 80’/90 e la musica contemporanea. È un progetto a cui tengo moltissimo, a cui ho dato la stessa cura di uno dei miei film, tanto che sono due anni che nei ritagli di tempo ci lavoro, seguendo personalmente anche gli arrangiamenti. Ho voluto poi affidarmi ad un producer esperto, Francesco Arpino che ha capito perfettamente il vestito che volevo dare al disco, ottimizzando il tutto, e insieme stiamo facendo un ottimo
lavoro. Anche gli altri brani saranno incentrati su testi sociali. Ci sarà anche un duetto, che per il momento non rivelo, con un personaggio dello spettacolo e sarà sicuramente una
bellissima sorpresa per tutti. Insomma, posso dire che questo album è un lavoro importante dove ho dato libero sfogo alle mie sensazioni.
2) Fragile ha come protagonista il mondo, vittima dell’egoismo e dell’indifferenza umana e contiene un invito al mostrare le nostre debolezze. Ci racconti di più della genesi del testo?
Ho voluto, con onesta sensibilità, analizzare il dolore di questo periodo storico a seguito del Covid 19 per focalizzarmi però sulla speranza, dando un messaggio: la nostra madre
terra ha bisogno di respirare, noi tutti abbiamo bisogno di ossigeno e di imparare ad aver
maggior rispetto per noi stessi, per gli altri e verso questo pianeta che ci ospita e ci invita a vivere secondo natura. Fragile non è solo un videoclip, quanto piuttosto la reinterpretazione di una storia che ci appartiene tutti. Il testo di Fragile a prima vista può sembrare autobiografico, nel racconto di un uomo che utilizza la sua fragilità come risorsa, ma in realtà il protagonista è il mondo, devastato dai nostri egoismi, che lo hanno portato alla sua distruzione. Un pianeta che si rivolge agli uomini, invitandoli a risvegliarsi, ripartendo proprio dalle loro fragilità. Su youtube potete premere la modalità sottotitoli e vi invito a farlo, in quanto il testo è davvero molto bello e suggestivo.
3) Hai scelto un videoclip di animazione. Quali sono stati i processi realizzativi e sei soddisfatto del prodotto finale?
Molto. La qualità di questo video è altissima. Emiliano Leone, che ha curato insieme a me la regia del videoclip, è uno dei migliori esperti in effetti speciali e video in animazione, tanto che abbiamo avuto un sacco di feedback positivi, soprattutto dall’estero. Ero certo che unendo le nostre energie il videoclip sarebbe stato una bomba! È stato un duro lavoro meticoloso, costruito giorno per giorno durante i due mesi di lockdown e, dai feedback che stiamo ricevendo, i risultati sono più che soddisfacenti.
4) Nel video c’è anche un riferimento al Covid19. Pensi che si inserisca nel messaggio del singolo di non aver paura di mostrare le proprie fragilità dato che la quarantena ci ha messi a contatto con noi stessi e con la solitudine?
C’è un chiaro riferimento al Covid, certamente, ma il videoclip si focalizza sul post Covid, nel dare un chiaro messaggio di speranza a tutti, partendo proprio dal difficile momento che stiamo passando per spiegare che essere fragili non significa essere deboli, anzi, perché proprio i momenti di grande difficoltà possono diventare occasioni per tirare fuori da noi stessi una forza inaspettata.
Max Nardari
Max Nardari
5) Cosa pensi di Greta Thunberg e della sua lotta per la salvaguardia ambientale?
Greta Thunberg rappresenta la voce degli adolescenti di oggi. Greta si è chiesta: se gli scienziati ed ecologisti stanno continuamente dicendo che il pianeta sta morendo e nessuno fa niente, che senso ha che io vada a scuola? E’ diventata così, pian paino, un simbolo dei giovani, che fino a prima era difficile coinvolgere e, nell’arco di pochi mesi, è riuscita nella sua semplicità ed innocenza a risvegliare le coscienze collettive e molti ragazzini, che fino a prima ignoravano il problema, hanno così iniziato ad approfondire il tema dell’ecologia, cercando di dare valore al pianeta. Ci sono molte polemiche attorno alla figura di Greta. Alcuni dicono che venga strumentalizzata per diffondere dei concetti, ma a mio avviso è stata una grande in quanto è un modello molto positivo che è riuscita a smuovere le coscienze di moltissime persone.
6) Il videoclip da quattro decenni è diventato il giusto compromesso tra musica e cinema con brani che sono diventati dei film di pochi minuti, a partire da Thriller di Michael Jackson. Quali sono i videoclip che ritieni migliori dal punto di vista cinematografico? Ritieni che contribuiscano a potenziare i messaggi delle canzoni?
I registi Spike Jones e Michel Gondry , a mio avviso , sono stati i più innovativi dopo Thriller di Michael Jackson. Ci sono moltissimi videoclip che potenziano i messaggi delle canzoni, soprattutto nel mondo pop. Abbiamo numerosi esempi di videoclip bellissimi che danno grande risalto ai messaggi delle canzoni: Madonna, George Michael, Robbie Williams , Kate Perry e Lady Gaga.
7) Ti salutiamo chiedendoti un motivo, anche curioso, per invogliare i lettori ad ascoltare e seguire questo tuo progetto musicale. Grazie
Innanzitutto perché il disco è molto bello, dinamico e pensato per un pubblico eterogeneo. Quasi tutti i brani sono movimentati e sono certo che piaceranno sia ai giovanissimi che ad un pubblico più adulto che apprezzerà le sonorità che richiamano anche agli anni 80’ e 90’, che tra l’altro, stanno tornando di moda. Il mio obiettivo è fare in modo che l’ascoltatore possa fruire della mia musica come fosse all’interno di una grande colonna sonora di un film, dopotutto il cinema e la musica sono da sempre le mie due grandi passioni e ho deciso di portare avanti entrambe parallelamente e, chissà, prima o poi il mio sogno è quello di portare al cinema un musical sullo stile di La -La-Land. Ma le sorprese non finiscono qui: a metà luglio gireremo il prossimo video (I need you) che sarà totalmente differente e che mi vedrà molto più presente anche come cantante, con al mio fianco un corpo di ballo degno dei grandi musical americani!

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