Massimo Ranieri, conferenza Qui e adesso: «Mi piace il rap, nel 2021 un disco di inediti»

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Massimo Ranieri ha presentato in conferenza stampa il disco e il programma televisivo Qui e adesso, raccontando molti aneddoti degli anni ’70, ha detto la sua sulla nuova generazione di artisti e ha anticipato la notizia di un nuovo disco nel 2021 e un ritorno a Sanremo solo nelle vesti di conduttore

Massimo Ranieri ha pubblicato lo scorso venerdì 27 novembre il nuovo disco Qui e adesso, contenente 5 inediti e 12 canzoni di repertorio del periodo 1971-1974. Qui e adesso è anche il titolo del programma televisivo che andrà in onda su Rai Tre per quattro giovedì difila a partire da domani sera. Ospiti della prima puntata Gianni Morandi, Giuliano Sangiorgi, Cristiana Dell’Anna, Adriano Panatta, Marino Bartoletti e l’avvocato Giorgio Assumma.

La conferenza stampa di presentazione parte parlando del programma televisivo: «Mi sento fortunato rispetto ad altri colleghi e rispetto alle maestranze. Noi siamo dei privilegiati perché possiamo vivere la situazione comodamente, al contrario degli operatori che hanno famiglie e tasse da pagare senza uno stipendio. Mi piacerebbe fare anche uno spettacolo chitarra e voce o piano e voce anche con 20 persone sole ma non ci è possibile. Questo mi addolora molto. Viviamo solo di tremendi incubi e dobbiamo cercare di essere speranzosi. Ho voluto fortemente fare lo spettacolo al Teatro Sistina perché sono cresciuto artisticamente lì, lo conosco come casa mia e spero di dare un segnale per il teatro nel suo complesso».

Molti ospiti e un’impostazione intima e confidenziale sono le ricette del varietà e Massimo, parlando degli ospiti, racconta anche un aneddoto riguardante Renato Zero: «Si tratta di una trasmissione molto confidenziale. C’era un copione ma cercavo di non rispettarlo troppo entrando nell’intimo e nel momento tragico che stiamo vivendo trattando le tristezze, le gioie e le ansie che accomunano me e i miei colleghi. Questioni non trattate spesso in un programma di varietà e sono voluto entrare nell’intimo degli ospiti che sono tra gli altri Gianni Morandi, Gianna Nannini, Francesco De Gregori, Giovanni Allevi e Renato Zero, che ha ricordato una partita di calcio in cui arbitrava con un mantello nero e le piume in testa nel 1971. All’ala destra c’era Cagnotto e io stavo al centro».

Il discorso poi è virato sul disco e sulle 12 canzoni di repertorio contenute all’interno e scritte tra il 1971 e il 1974: «Ho lasciato la canzone a 24 anni. Avevo bisogno di fare nuove esperienze e questi brani le reputavo all’altezza delle altre. Ancora oggi vivo su quelle canzoni ma a volte penso di averle dimenticate, mi sono messo un giorno a riascoltarle. Le ho lasciate orfane ma le ritengo molto valide. Bigazzi, Savio ed Ippolito sono stati una grandissima squadra, erano in un momento di grande ispirazione. Mi ricordo che Giancarlo veniva a Roma e a volte uscivamo da casa di Ippolito alle cinque la mattina perché cercavano di unire parole e musica nel migliore dei modi. Sono stati anni indimenticabili in quanto mi hanno insegnato molto con grandi risate e divertimento».

Tra i brani ripescati dall’archivio di Ranieri troviamo Piangi, piangi, ragazzo che era il lato b di Rose rosse, Ti ruberei e Sogno d’amore: «Amo molto Ti ruberei che dovevo presentare al Festival della Canzone a Venezia, fui fermato perché avevo appena finito il militare e non potevo presentarmi in tv se non dopo tre mesi. Sono tutte canzoni che fanno parte di quell’epoca, le ho amate e poi abbandonate ma si ritorna a casa. Amo tanto la televisione e in questo momento è l’unico mezzo per presentare questi brani in una veste nuova. Ringrazio la Rai per l’opportunità. Questo connubio mi rende privilegiato perché in quattro serate, che non sono poche, posso ripercorrere questo percorso di canzoni per renderle meritevoli del loro passato».

Massimo Ranieri - Qui e adesso cover
Massimo Ranieri – Qui e adesso cover

Massimo ha parlato della devozione nei confronti di Charles Aznavour: «Il rapporto con lui è stato un sogno che diventa realtà, è stato il mio maestro e mi sono sempre ispirato a lui. Posso dire di averlo conosciuto, abbiamo comprato un cappello insieme perché lui amava i miei. Quando canto su un palcoscenico penso a lui, quando mi capita di fare qualche regia sono invece con il mio pensiero a Giorgio Strehler».

Stupisce la dichiarazione di apprezzamento nei confronti del mondo rapper: «Morandi e io ne abbiamo parlato nella prima puntata. Oggi è cambiato il modo di cantare l’amore. Oggi i trapper e i rapper che ascolto per curiosità lo cantano con ispirazione e rabbia perché sentono sulle loro spalle l’incertezza dei sentimenti mentre noi lo vivevamo mano nella mano e avevamo speranze di vita coniugale eterna pensando che quella persona fosse la madre dei nostri figli. Vorrei parlare con loro per capire la loro frustrazione, che è figlia del momento storico e sociale che stiamo vivendo. Bisogna rispettarli perché sono molto bravi a interpretare il periodo. Stimo in particolare Mahmood, Achille Lauro e Ghali. Mi interessano davvero per le loro tematiche. Evviva la nuova generazione!».

Un altro artista con cui Massimo ha un rapporto speciale è Tiziano Ferro: «A giugno dovevo essere al San Paolo con lui e mi disse che voleva cantare un brano in napoletano con me. Gli dissi che se vogliamo far cantare tutto lo stadio dovevamo scegliere Reginella che non canto da 15 anni tra l’altro. Tiziano lo considero un mio fratellino ed è incredibile quello che lui sente per me. Ha dichiarato di aver deciso di voler fare questo mestiere quando ha sentito Perdere l’amore a Sanremo cantata da me».

Tiziano Ferro e Massimo Ranieri - Sanremo 2020
Tiziano Ferro e Massimo Ranieri – Sanremo 2020

Sempre inerente agli anni in cui Ranieri muoveva i primi passi nel mondo della musica è un’episodio al Festival dei Festival che è stato ricordato: «Eravamo alla Reggia di Caserta al Festival dei Festival nel 1969, ero nel retropalco con Claudio Villa, dei teppisti che volevano entrare senza biglietto fecero una sassaiola contro la polizia e mi colpirono. Il colpo mi aprì un po’ la fronte, ma cantai ugualmente, poi andai all’ospedale. Pensavo che mi avessero colpito perché non mi volevano alla manifestazione, e invece…». Massimo racconta anche di quando ha incontrato Luchino Visconti che gli chiese di ascoltare in anteprima Via del conservatorio, contenuto in Qui e adesso e che presentò a Sanremo nel 1971: «Mi disse che era un mio grande ammiratore. In sala prove non ci credevano, fecero un premix rapidissimo e ascoltando mi disse che avrebbe avuto un grande successo».

Nel 2021 uscirà un nuovo disco di inediti con anche un brano di Ivano Fossati mentre il ritorno a Sanremo sarebbe accettato solo nelle vesti di conduttore: «L’inedito che ho provinato di Modugno sta nel disco successivo che uscirà nell’autunno 2021 e che sarà solo di pezzi nuovi con all’interno anche un brano di Ivano Fossati e che sarà prodotto da Mauro Pagani. Escludo di partecipare a Sanremo perché sono vecchio, lasciamo spazio ai giovani, a meno che non mi propongano la conduzione mentre non accetterei mai la direzione artistica perché sarebbe una responsabilità troppo grande».

Battute finali di stampo calcistico sull’allenatore del Napoli Rino Gattuso e su Diego Armando Maradona: «Stimo molto Ringhio perché é uno di pancia ed è il segreto di questo Napoli. Oggi forse sarebbe primo senza l’episodio contro la Juve. Ha preso questi ragazzi lo scorso anno in un momento in cui non c’era coesione nello spogliatoio ed è riuscito a rimettere insieme i cocci. Non ho avuto il piacere di conoscerlo, mi piace tantissimo sia come uomo che come allenatore. Diego come tutti i geni è immortale, rimane tra di noi. Quando lessi la notizia del suo approdo a Napoli pensavo fosse una bufala e non ci ho creduto finché non l’ho visto sbucare dallo spogliatoio per la presentazione. Ha reso felice il popolo napoletano. Carmelo Bene disse che il calcio era quando lui toccava palla e dopo solo silenzio».

Diego Armando Maradona con la maglia del Napoli (2)
Diego Armando Maradona con la maglia del Napoli

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