Mank, recensione: Oldman e Seyfried nell’elegante omaggio alla Hollywood anni ’30

Mank recensione

La recensione di Mank, il film che potrebbe portare in alto Netflix agli Oscar 2021: David Fincher racconta in modo elegante la storia di Herman J. Mankiewicz mentre ultima il copione di Quarto potere per Orson Welles, con un cast stellare in cui spiccano Gary Oldman e Amanda Seyfried

“Mank”

Herman J. Mankiewicz (Gary Oldman) – per tutti “Mank” – è uno sceneggiatore brillante ma con un grave problema con l’alcol, motivo per il quale Hollywood lo apprezza ma al tempo stesso lo allontana. La storia viaggia su due binari. Prima di tutto gli anni ’30, decritti attraverso lo sguardo critico e tagliente dello sceneggiatore e dei personaggi a lui più vicini: l’editore William Hearst (interpretato da Charles Dance) e la sua amante, l’attrice Marion Davies (Amanda Seyfried), nonché il fondatore della Metro-Goldwyn Mayer Louis Mayer (Arliss Howard). Il secondo filo narrativo arriva al 1941 quando Mank, costretto a letto da una brutta frattura, ha il privilegio di lavorare ad un progetto dell’enfant prodige Orson Welles (che ha il volto incredibilmente somigliante di Tom Burke) e scrive per lui il copione di Quarto potere, aiutato dalla giovane segretaria Rita (Lily Collins). Ma il percorso per questo incredibile successo non sarà privo di ostacoli.

Una biografia vintage

David Fincher rispolvera il copione scritto negli anni ’90 dal padre Jack per omaggiare una Hollywood che non c’è più ma che al tempo stesso non potrebbe essere più attuale (basti pensare all’affermazione di Louis Mayer, che si chiede “come riportare la gente al cinema”). Il primo aggettivo che viene in mente dopo aver visto il film è uno: elegante. Il trattamento riservato alla pellicola e al sonoro (curato da Ren Kykle, che lo fa sembrare echeggiante e lontano) fa apparire Mank come un film preso dagli archivi dell’epoca e restaurato in digitale per l’occasione. Stesso discorso per le abbondanti inquadrature fisse, tipiche del cinema della prima metà del ‘900. Il compromesso tra modernità e vintage viene sicuramente raggiunto, il che rende particolarmente raffinato questo complesso dramma biografico.

Amanda Seyfried è Marion Davies in "Mank"
Amanda Seyfried è Marion Davies in “Mank”

Gary Oldman e Amanda Seyfried

Se poi si analizza il cast, diventa davvero difficile trovare dei punti deboli. Gary Oldman dà pieno sfogo alla sua ecletticità per incarnare questo talento “smisurato” nel vero senso della parola. Tra genialità e debolezze, Mank ha saputo lasciare il segno nell’industria cinematografica e Oldman omaggia la contraddittorietà del brillante sceneggiatore liberandosi da qualsiasi tipo di briglia. Accanto a lui colpisce Amanda Seyfried, perfettamente a proprio agio e bellissima con le acconciature e gli eleganti abiti così tipicamente anni ’30. Dallo splendido viso alle movenze sinuose, l’attrice assume l’allure tipica delle star della prima Hollywood. La splendida amicizia tra i loro due personaggi dà vita ad alcuni dei dialoghi più interessanti della pellicola, utilissimi per raccontare uno spaccato storico in cui fanno capolino socialismo, comunismo, lotta politica, Studios e media.

Interno, giorno, flashback

La maniacale cura del dettaglio è lampante: dalle finte bruciature di sigaretta (perfette per ricordare le bobine di un tempo) alla fotografia retrò (curata da Erik Messerschmidt), dalla colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross fino alla narrazione non lineare che riprende proprio la struttura di Quarto potere, per arrivare infine alle curiose sovrimpressioni strutturate come fossero le battiture di una sceneggiatura (interno, giorno, data, dettagli, eventualmente “flashback”). Sicuramente ci si trova di fronte ad una pellicola ambiziosa ed imponente, che quindi per sua stessa natura non può essere né semplice né rapida. Una simile maestosità espositiva non è per tutti e potrebbe non piacere ai detrattori del cinema classico, eppure Mank resta un notevole omaggio alla Hollywood che fu. Il pubblico deve ringraziare Netflix per l’indispensabile contributo fornito alla realizzazione della pellicola, ma il colosso di streaming deve ringraziare Mank a sua volta: potrebbe essere proprio lui a fargli guadagnare la statuetta per il Miglior film (premio sfuggito finora) ai prossimi Oscar.

Mank è una produzione Netflix ed è disponibile sulla piattaforma streaming dal 4 dicembre 2020. Nel cast anche Tuppence Middleton, Tom Pelphrey e Leven Rambin.

VOTO:
4 stelle

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