La nostra recensione di Linda e il pollo, il nuovo film d’animazione di Chiara Malta e Sébastien Laudenbach che porta in scena un’avventura caotica ed emozionante alla ricerca di un pollo da cucinare
Per Linda e il pollo i registi Chiara Malta (Antonia) Sébastien Laudenbach uniscono le forze per creare un film ironico e avvolgente capace di strappare in egual misura risate e qualche lacrima. Un’avventura frenetica ai limiti dell’assurdo che tira fuori il bambino che è dentro ognuno di noi.

Pollo ai peperoni
Linda (Mélinée Leclerc) è una bambina di 8 anni che vive da sola con la mamma Paulette (Clotilde Hesme). Il papà è morto quando aveva solo un anno e di lui, la bambina, ormai non ricorda quasi nulla tranne… il pollo alla romana, con i peperoni, l’ultima cosa che le aveva preparato prima di lasciarle per sempre.
Dopo un’ingiusta sberla a seguito di un litigio Paulette promette alla figlia che l’indomani le avrebbe preparato qualunque cosa… persino il pollo ai peperoni che le manca tanto. Il problema? Il giorno dopo Parigi è in sciopero e non c’è un solo supermercato aperto. Paulette per la disperazione, e per non deludere la figlia, ruba un pollo in una fattoria e da lì si innesca una serie imprevedibile di avvenimenti che coinvolgerà un gruppo di bambine, un poliziotto, un guidatore di camion e poi un intero quartiere.

Un mondo pieno di colori
Il mondo di Linda e il pollo è un mondo fatto di colori ed aure che identificano ogni personaggio in maniera differente. La diversità la fa da padrona, ma non dipende tanto dall’aspetto fisico, quanto invece dal carattere di ogni singolo personaggio. L’animazione sembra estremamente semplice, quasi trascurata: i personaggi da vicino sono ben tratteggiati – quasi al dettaglio quando sono in primo piano – ma a distanza non sono che semplici macchie di colore. Tante macchioline che colorano il mondo. Anche l’ambientazione è un accenno, una macchia di colore dai contorni incerti, per evocare una sensazione piuttosto che mostrare un oggetto chiaro.
La tecnica di animazione è particolare, insolita, diversa dal 3D che sta diventando sempre più uno standard nell’animazione moderna. Malta e Laudenbach hanno scelto uno stile particolare molto preciso per rappresentare questa storia: i confini del mondo, degli oggetti e dei personaggi stessi non sono definiti dai contorni neri, ma strabordano, sconfinando nello spazio intorno a loro, sempre in moto, in espansione, in cambiamento.

Il pollo è il MacGuffin
Linda e il pollo è un’avventura continua tra le strade di Parigi. Lo scopo è semplice: cucinare il pollo con i peperoni, la messa in pratica, in una Parigi totalmente bloccata dagli scioperi è tutt’altro che ovvia. Così mamma e figlia di imbarcano in un’avventura improbabile che le porta a riavvicinarsi a recuperare un rapporto sempre più lacerato.
Un film che parla di famiglia e di memoria. Non perde tempo in metafore acrobatiche, va dritto al punto senza fronzoli. Ma anche un’opera sull’infanzia e sulla libertà che si perde crescendo. Linda e le sue amiche hanno un’energia caotica e talmente travolgente da contagiare sempre più anche gli adulti che le circondano. Questi si presentano con serietà e freddezza, quasi grigi nonostante i colori sgargianti, e man mano che il film progredisce loro regrediscono sprofondando nel caos. Chi rimane serio viene punito!
Brillante e ironica, l’opera non si prende mai davvero sul serio e scherza con lo spettatore, pur riuscendo a emozionare e trasmettere un messaggio. L’attimo prima sono tutti intorno al tavolo a correre dietro a un pollo che non vuole farsi tirare il collo, quello dopo Linda ricorda il padre morto da tempo, quello dopo ancora gli adulti scherzano, i bambini giocano… per un film dalla bellezza disarmante.
| TITOLO | Linda e il pollo |
| REGIA | Chiara Malta e Sébastien Laudenbach |
| ATTORI | Mélinée Leclerc, Clotilde Hesme, Esteban, Patrick Pineau, Scarlett Cholleton, Alenza Dus, Anais Weller |
| USCITA | 05 Settembre 2024 |
| DISTRIBUZIONE | I Wonder Pictures |
4 stelle
























