Le preziose ridicole, Benedicta Boccoli e Lorenza Mario alla Sala Umberto nella commedia di Molière

Le preziose ridicole - Lorenza Mario e Benedicta Boccoli (foto Ignacio Maria Coccia)
Le preziose ridicole - Lorenza Mario e Benedicta Boccoli (foto Ignacio Maria Coccia)

Le preziose ridicole, Benedicta Boccoli e Lorenza Mario alla Sala Umberto portano in scena la genialità comica di Molière nell’adattamento di Stefano Artissunch

Al Teatro Sala Umberto dal 26 al 30 marzo va in scena Le preziose ridicole, un’opera che rivela l’estro e la genialità comica di Molière come autore di superamento del grande fenomeno della Commedia dell’Arte.

La trama

Due giovani donne vogliono a tutti i costi esistere agli occhi di un ambiente che non le riconosce e con modalità che nessuno comprende. Cadono nella trappola tesa da due corteggiatori, che precedentemente hanno umiliato, giungendo ad un punto di cecità da cui la commedia trae la sua forza comica e le domande più attuali tipo il chiedersi fino a che punto si può arrivare per essere o sentirsi amati.

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Le preziose ridicole – Benedicta Boccoli, Stefano Artissunch, Lorenza Mario (foto Ignacio Maria Coccia)

Nell’adattamento di Stefano Artissunch lo spettacolo è ambientato a Roma negli anni ’40 e racconta l’avventura farsesca di due donne provinciali e dei loro corteggiamenti. Protagoniste un eccezionale duo di attrici – cantanti – ballerine come Benedicta Boccoli (qui la nostra video intervista) e Lorenza Mario che interpretano Caterina e Maddalena, artiste d’avanspettacolo che per vivere si esibiscono in un varietà stile “Cafè Chantant”. Le “Preziose” sono molto apprezzate e corteggiate, i loro numeri piacciono al pubblico perché divertenti e coinvolgenti. Tra musica, danza e fare giocoso delle protagoniste si insinua la critica di un periodo difficile dell’Italia della seconda Guerra Mondiale.

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Le preziose ridicole – Lorenza Mario e Benedicta Boccoli (foto Ignacio Maria Coccia)

Una società anestetizzata dalla propaganda che non si accorge che qualcosa di distruttivo è alle porte. Tuttavia il mondo dello spettacolo sembra non risentirne e, tra un’esibizione d’avanspettacolo e l’altra, davanti ad un pubblico rapito da performance e scintillio di luci del varietà, le due attrici raccontano il tempo sia sul palcoscenico che nei camerini dove si snodano le loro vicende personali. Nello spettacolo, ideato dal regista Artissunch (anche in scena nel ruolo del presentatore), si attualizzano i bellissimi dialoghi di Moliere che rivivono attraverso il divertimento di numeri/performance e canzoni anni ‘30-‘40. Non mancano spunti di riflessione sulla dignità umana calpestata dai controsensi della guerra.

Le parole del regista

Il preziosismo è stato un movimento sociale, morale e letterario della prima metà del XVII secolo. Stanche dell’impoverimento della lingua e dei costumi, le donne della nobiltà e dell’alta borghesia si incontravano nelle loro camere da letto, poi nei salotti, per parlare di letteratura, sentimenti e per condividere le loro produzioni letterarie. Il progetto rappresenta l’opportunità di affrontare non solo il tema del preziosismo che oggi definirei “la ricerca ossessiva dell’essere alla moda” ma anche l’opportunità di giocare con la genesi del ridicolo in teatro.

Nonostante il titolo, questa ridicolaggine non è circoscritta al genere femminile ma riguarda anche tutti coloro che provano a “farne parte”, quindi Mascarillo, Jodelet e in qualche modo anche Gorgibus. Ho sviluppato il progetto de Le Preziose Ridicole pensando ad uno spettacolo musicale a tutti gli effetti con partitura che spazia da titoli come Milord, Ma L’Amore No, Maramao Perché Sei Morto, Amore Baciami e tanto altro. La messa in scena si allinea con il testo di Moliere, il Prezioso è Lo Spettacolo, “Lo Show” dove comici e cantanti provinciali lottano per essere all’altezza delle proprie ambizioni e per mostrare il sogno che li abita.

Gli attori della vicenda sono tutti perdenti e fanno tenerezza per la smania di rimanere empatici con i personaggi che portano in scena. Questa loro ostentata empatia li conduce in realtà in una dimensione drammatica-ridicola per loro ma molto divertente per il pubblico che ride della situazione insostenibile e della sua risoluzione. Come non cogliere in tutto ciò il parallelismo con la nostra società dove i social network offrono a tutti l’opportunità e l’illusione di essere al centro di un mondo senza i quali non esisterebbero.

Una società delle apparenze dove “le persone di qualità sanno tutto senza aver mai imparato nulla”, ovvero credono di sapere ed è questo l’errore. Caterina e Maddalena, attraverso il voler essere artiste esprimono il legittimo desiderio di emancipazione ed il pubblico, come spettatore di un reality-show, prova affetto per queste ragazze animate dal desiderio di apparire per esistere ma profondamente fragili, umane e sempre alla ricerca di conferme -riconoscimenti perchè vittime delle loro personalità non delineate.

(Stefano Artissunch)

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