La nostra recensione de La scelta di Joseph con protagonista un bravissimo Vincent Lindon: il remake francese di Locke con Tom Hardy
Joseph Cross è un uomo sposato con due figli che, durante un viaggio in auto verso Parigi, si trova a dover affrontare le conseguenze di un errore commesso un anno prima. Nel giro di poche ore deve prendere decisioni cruciali che potrebbero cambiare radicalmente la sua vita. La scelta di Joseph, diretto da Gilles Bourdos, è il remake francese di Locke di Steven Knight. Il film si svolge quasi interamente all’interno di un’automobile e vede Vincent Lindon come unico protagonista in scena. Attraverso una serie di telefonate, Joseph interagisce con familiari e colleghi, mentre lo spettatore ascolta solo le loro voci. Il film si regge soprattutto sull’intensa interpretazione di Lindon, capace di sostenere da solo l’intera narrazione.

Un errore
Joseph Cross è al volante della sua auto, diretto verso Parigi, e nel giro di un paio d’ore dovrà prendere decisioni che potrebbero sconvolgere completamente la sua vita. Lavora nell’edilizia, è sposato e ha due figli, ma un piccolo errore commesso un anno prima lo costringe a fare i conti con il passato e a riflettere su cosa ne sarà del suo futuro.

Un uomo risoluto
La scelta di Joseph, diretto da Gilles Bourdos, è il remake francese di Locke di Steven Knight, che aveva come protagonista Tom Hardy. A sostituirlo c’è un bravissimo Vincent Lindon (Noi e loro), presente sullo schermo per l’intera pellicola: un road movie di poco più di un’ora che riesce a mantenere alta l’attenzione, nonostante la presenza di un solo attore e lo svolgimento quasi esclusivo all’interno di un’autovettura. Joseph interagisce con i membri della sua famiglia e con i colleghi attraverso il telefono e così noi spettatori sentiamo solo le loro voci. Questo espediente stimola la fantasia, permettendo di immaginare l’aspetto e le reazioni dei personaggi che rispondono alle decisioni prese dal protagonista.
Joseph appare come un uomo risoluto, deciso e determinato. Mostra però anche una certa vulnerabilità, tristezza e persino rabbia di fronte a dinamiche che, in alcuni casi, è lui stesso a generare. Colpisce soprattutto la calma con cui affronta ogni situazione. Lindon riesce a far emergere questa varietà di emozioni senza apparente sforzo: il suo volto diventa una tela su cui si possono cogliere micro-espressioni, dettagli fondamentali per comprendere a pieno ciò che accade nella mente di Joseph.
Per la maggior parte del tempo assistiamo ad un’unica inquadratura, quella del protagonista al volante e, solo occasionalmente, compaiono riprese dall’alto che mostrano il traffico sulla strada verso Parigi. Questa scelta registica evita di trasmettere al pubblico una sensazione di claustrofobia costante, nonostante Joseph resti chiuso in un’automobile per oltre un’ora.
Un padre assente
La sua precisione e pragmaticità sembrano essere anche un meccanismo di difesa, una reazione ad una figura paterna assente che lo ha segnato profondamente. Joseph non vuole in alcun modo assomigliare al padre ed è proprio per questo che sta guidando verso Parigi, rischiando il lavoro e persino il solido e sereno rapporto con la moglie e i figli, pur di rimediare ad un errore commesso a causa dell’alcol e dell’euforia del momento.

Un buon remake
Durante il viaggio, tra una telefonata e l’altra, il protagonista si rivolge direttamente al padre, come se fosse seduto accanto a lui. È in questi momenti che l’uomo serio e preciso vacilla: emerge un bambino ferito e abbandonato a se stesso. Subito dopo però, si ricompone e torna a concentrarsi sui problemi della sua vita che, improvvisamente, ha deciso di affrontare tutti insieme nel corso di una sola notte. Ad un collega confessa di essersi fatto una lista e nel corso della pellicola, con una lucidità alquanto invidiabile, fa esattamente ciò che si era prefissato.
La scelta di Joseph è un buon remake che poggia principalmente sulle spalle del suo protagonista, il quale, grazie al talento di Lindon, riesce a sostenere da solo l’intero film senza annoiare lo spettatore né risultare pesante o monotono.
| TITOLO | La scelta di Joseph |
| REGIA | Gilles Bourdos |
| ATTORI | Vincent Lindon |
| USCITA | 29 gennaio 2026 |
| DISTRIBUZIONE | Wanted Cinema |
Tre stelle

























