Lorenzo Jovanotti presenta in conferenza il progetto L’arca di Lorè, un viaggio che lo porterà dal vivo con il Summer Party 2026 in Italia e all’estero, nuova musica con l’album Niuiorcherubini: ecco cosa ha raccontato
Dopo i 600.000 spettatori del PalaJova, Lorenzo Jovanotti finalmente riparte e ancora una volta reinventa ancora una volta l’idea stessa di tournée. Il nuovo progetto è L’arca di Lorè, un viaggio musicale e simbolico, una festa itinerante che nel 2026 porterà Jova in tutto il mondo fino a Roma, dove il viaggio si concluderà —o forse ricomincerà — con Jova al Massimo, al Circo Massimo, nella sua città natale approdo finale dell’Arca. È un progetto che unisce musica nuova, pedalate, incontri, avventura, gioia, balli, feste ed è pensato come un racconto collettivo di tutti coloro che saliranno sull’Arca e lo vorranno scrivere.
Nella conferenza stampa di lancio del progetto, Lorenzo afferma: «Roma è la mia città, dove sono nato e ho vissuto fino ai 19 anni. È emozionante per me tornare qua, è giusto partire da qua, perché se è vero che tutte le strade portano a Roma, allora significa anche che tutte le strade partono da Roma. Viviamo oggi in questa sensazione di catastrofe incombente, siamo dentro questa nuvola di marketing della depressione, dove i social sono la nuova inquisizione, io reagisco mettendomi in movimento.
Il mio compito è far vivere, trasmettere speranza, siamo ancora nell’anno del Giubileo e papa Francesco ci ha salutato invitandoci a diventare testimoni di speranza. Noi siamo i primi esseri generativi, con il desiderio di nutrimento, di rilancio. Il viaggio mi porterà fino a settembre dell’anno prossimo quando compirò 60 anni.»
Le tappe fuori dall’Italia
Lorenzo torna nel centro della musica, scegliendo, tra i tanti, una serie di festival internazionali che rappresentano il cuore creativo della scena musicale contemporanea: luoghi dove la programmazione è viva, curiosa e sorprendente, e dove la musica si mescola a cultura, tecnologia e immaginazione. Non torna nei luoghi dove tutto è già scritto, ma in quelli dove ogni sera può accadere qualcosa di nuovo. Non cerca le grandi arene, ma gli spazi dove la musica è vera, si genera e si rigenera, dove la regola è l’imprevisto e il gioco è ricominciare ogni volta da capo.
È un viaggio che nasce dal desiderio di tenere acceso il fuoco della scoperta, di guardare la musica da prospettive diverse, di non dare mai per scontato il proprio posto nel mondo della musica. Di stare sempre sul crinale, che è il posto che a Lorenzo è sempre suonato più congeniale. È un ritorno alla musica come linguaggio universale, come incontro, come libertà che, per Lorenzo, coincide con l’arte di restare vivi, curiosi e in movimento: «Il calendario è in divenire, suoniamo dove ci invitano».
Brisbane (Australia): Un palco moderno affacciato sul fiume, dove la musica incontra la luce australiana in uno spettacolo tra energia e poesia
Adelaide (Australia): Festival che celebra la contaminazione tra le culture del Pacifico: aborigeno, elettronico, indie e pop convivono come in un’unica grande jam
Kinshasa (Congo): La capitale africana dell’energia, dove ogni nota è danza e vita quotidiana
Pula (Croazia): L’anfiteatro romano più integro del mondo, dove il passato ospita il futuro del suono
Monaco (Germania): Festival di confine tra musica, tecnologia e sostenibilità, in un parco urbano trasformato in laboratorio del suono
Vienna (Austria): Dove la sperimentazione incontra la classicità della città più musicale d’Europa
Barcellona (Spagna): Una festa del mondo: funk, latin groove e pop mediterraneo sotto lo stesso cielo
Montreux (Svizzera): L’icona assoluta dei festival live, dove ogni palco è leggenda
Vaduz (Liechtenstein): Piccolo, indipendente, coraggioso: un festival che sa guardare lontano
L’idea è nata dopo il PalaJova: «La band è la chiave della storia. A Castrocaro l’ho messa insieme prima del tour nei palasport, non volevo scenografie e corpi di ballo ma mettere al centro la musica, con fiati, percussioni e cori. Una volta finite le 54 date avevo ancora voglia di fare con loro dei concerti.»
Il Jova Summer Party 2026
Dopo il giro estero, l’Arca approda in Italia per una nuova avventura. Un tour che nasce dall’esperienza unica e meravigliosa dei Jova Beach Party, che ora si apre a nuove geografie e nuovi spazi, scelti per la loro energia e per la possibilità di trasformarsi in luoghi di incontro e di festa. Il Jova Summer Party 2026, prodotto e organizzato da Trident Concerts. Anche questa volta il viaggio avrà come traguardo la Capitale, ma il percorso sarà inverso: dalla Sardegna all’Abruzzo, passando per la Puglia, la Calabria, la Campania e fino alla Sicilia, dove Lorenzo torna dopo 8 anni, dall’ultima volta nel 2018.
I luoghi sono stati immaginati, progettati a volte inventati per allestire una grande festa, in un evento che unisca la potenza di un concerto all’atmosfera libera di un festival. Una giornata intera di festa. Una vera esperienza di avventura e scoperta per chi parteciperà: «Il Sud è una meraviglia. Durante il tour nei palazzetti soffrivo all’idea di non scendere sotto Roma perché non ci fossero le giuste strutture al chiuso, nel 2026 sarà bellissimo. Risaliremo la Penisola con feste itineranti per sette fine settimana».
La musica inizierà fin dall’apertura, con artisti internazionali, dj e realtà locali che costruiranno una scaletta unica, sempre diversa, per ogni party. Le porte apriranno nel primo pomeriggio, accogliendo il pubblico in un villaggio animato e colorato grazie alla collaborazione con aziende partner che interagiranno con il pubblico creando aree di intrattenimento con giochi, zone relax e sorprese continue. Il villaggio food & beverage offrirà una selezione di food truck e specialità regionali, con proposte di alta qualità e una particolare attenzione alle eccellenze gastronomiche dei territori attraversati dal tour.
Una festa diversa rispetto all’ultima nelle spiagge: «Non l’ho chiamato Jova Beach Party, non volevo ripetermi con una terza edizione. Ci sono state molte polemiche e notizie false, abbiamo ricevuto sedici denunce, tutte smentite dai fatti. Non voglio contribuire al clima di tensione, ho proposto di fare una cosa diversa, scegliendo luoghi diversi che possano raccogliere migliaia di persone. L’Arca uno la costruisce nell’entroterra, valorizzeremo le periferie, è una risorsa da sviluppare, è il posto delle vacanze.
Il Jova Summer Party non è solo un concetto, è un prototipo di festival perché è una
giornata intera dove succederà di tutto, porterò artisti provenienti da tutto il Mondo, porterò i grandi dj, sarà una festa sui prati come cantava Celentano in quella canzone mitica. Apriremo le porte nel primo pomeriggio, ci sarà musica, io ci sarò sempre lì a interagire, a fare poi il direttore del circo. Stiamo pensando a delle line up formidabili»
Il calendario italiano
7 agosto OLBIA –ARENA SOUND PARK
12 agosto MONTESILVANO –MUSICARENA
17 agosto BARLETTA–MUSIC ARENA
22 agosto CATANZARO –CALABRIA MUSIC ARENA
29 agosto PALERMO–IPPODROMO LA FAVORITA
5 settembre NAPOLI–IPPODROMO DAGNANO
12 settembre ROMA–CIRCO MASSIMO
Il Jovagiro e l’importanza della band
Gli spostamenti tra una tappa e l’altra per Lorenzo saranno in bici. È il Jovagiro, la versione contemporanea e sostenibile del leggendario Cantagiro degli anni ’60, che portava la musica in ogni piazza d’Italia. Oggi quell’idea torna, con un ritmo diverso: su due ruote, a energia umana, con la musica come motore e la meraviglia come destinazione. Un viaggio che strizza l’occhio al cicloturismo, nuova e sempre più amata frontiera del turismo sostenibile e dell’esplorazione lenta. Ogni arrivo sarà una piccola festa nel viaggio più grande, un racconto in movimento che unisce sport, arte ecomunità.
A bordo dell’Arca c’è una band straordinaria, più simile a una comunità sonora che a una semplice formazione musicale. Una crew internazionale ed elastica, capace di cambiare forma a ogni tappa, di respirare insieme al pubblico, di trasformare ogni concerto in un’esperienza irripetibile. I musicisti storici e i nuovi compagni di viaggio di Lorenzo arrivano da diversi continenti e culture. Condividono una sola regola: suonare con la gioia di divertirsi, come se fosse la prima volta. Dal funk all’afrobeat, dal soul alla cumbia, ogni live è vivo, si muove, cresce e cambia con il pubblico.
L’Arca è la casa di Saturnino al basso a fianco di Lorenzo da trentacinque anni, Adriano Viterbini alla chitarra, Christian Rigano alle tastiere elettroniche, Franco Santarnecchi alle tastiere analogiche, Carmine Landolfi alla batteria, Moris Pradella alla seconda chitarra e ai cori con Micol Touadi e Jennifer Vargas, Leo di Angilla e Kalifa Kone alla sezione ritmica e alla sezione fiati–creata da Gianluca Petrella–Camilla Rolando alla tromba e Sophia Tomelleri al sax.
Il nuovo album
Dentro l’Arca viaggia anche un disco nuovo: Niuiorcherubini, in uscita da Island Record il 20 novembre prossimo su tutte le piattaforme digitali e qualche settimana dopo su supporto fisico e che sceglie una sua strada precisa, non codificata. Un album nato in soli sei giorni di jam session a New York, nell’ottobre 2025, registrato in presadiretta su nastro analogico, senza sovraincisioni e senza correzioni. Un gesto d’amore verso la spontaneità, verso il suonare insieme, verso quella parte imprevedibile della musica che oggi rischia di perdersi tra algoritmi e produzione digitale: «Un nuovo album molto ritmico, funk, con all’interno 13 pezzi fighi nati di istinto e dall’unico desiderio di divertirsi.»
L’Arca viaggia leggera, con l’impegno di chi crede nella musica come forma di rispetto e non come semplice bandiera. Il PalaJova 2025 è stato il primo show musicale in Italia ad abbattere il 102% delle emissioni per la logistica grazie all’uso di carburante carbon positive(13 bilici a biometano prodotto in Italia da fonti totalmente rinnovabili per 48.271 km percorsi e 82 tonnellate di CO2 risparmiate) gestita dal Gruppo Maganetti Spedizioni, che anche per il prossimo tour si occuperà del trasporto di tutta la produzione.
Grazie agli impianti del Gruppo A2A, Palajova è stato anche il primo spettacolo interamente alimentato da energia 100% rinnovabile. L’esperienza vincente sarà replicata e ampliata per il Jova Summer Party 2026, che sarà al 100% sostenibile: l’intero show sarà alimentato da energia elettrica rinnovabile fornita da un alimentatore mobile che viaggia su un bilico alimentato a biometano.
L’energia che A2A metterà a disposizione -immettendone nel sistema un quantitativo almeno pari al fabbisogno dell’alimentatore -è certificata 100% green e generata dagli impianti del Gruppo alimentati da fonterinnovabile presenti in tutta Italia, come ad esempio le centrali idroelettriche in Valtellina-Valchiavenna e i parchi eolici e solari situati nella gran parte delle Regioni italiane.
La gestione dei rifiuti sarà progettata dalla ERICA soc coop. con un’attenzione particolare alla minimizzazione degli stessi e successivamente alla raccolta differenziata atta a massimizzare il recupero di materia, è in corso l’attivazione di una collaborazione con i principali consorzi del riciclo per la certificazione del corretto recupero dei materiali. Con le materie prime seconde derivate dal riciclo dei materiali differenziati durante i concerti verranno realizzati alcuni progetti di economia circolare che saranno comunicati al termine del tour. La vendita generale partirà domenica 16 novembre alle ore 15.00 sui circuiti Ticketone e Ticketmaster.
Riguardo alla partecipazione al prossimo Festival di Sanremo, lui risponde: «Non è previsto, lo guarderò come tutti gli anni. In bocca al lupo a Carlo Conti e a tutti gli artisti che parteciperanno Il ruolo di direttore non è tra i miei obiettivi. Se un giorno Fiorello tornasse a Sanremo e mi volesse come conduttore, ci andrei. A febbraio la performance è stata il frutto di una preparazione di tre mesi, ci siamo divertiti, anche se ho rischiato di farmi male col pavimento bagnato.»

























