Home Festival Cinematografici e Rassegne Festa del Cinema di Roma Itaca – Il ritorno, recensione RoFF19: Ralph Fiennes è l’Ulisse di un’Odissea...

Itaca – Il ritorno, recensione RoFF19: Ralph Fiennes è l’Ulisse di un’Odissea sbiadita

Itaca - Il ritorno - Ralph Fiennes e Juliette Binoche (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)
Itaca - Il ritorno - Ralph Fiennes e Juliette Binoche (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)

Dalla Festa del Cinema di Roma la nostra recensione di Itaca – Il ritorno, opera quarta di Uberto Pasolini tratta dall’Odissea di Omero: Ralph Fiennes è Ulisse, Juliette Binoche la sua Penelope ma dell’epos e della tragedia del poema omerico non è rimasta alcuna traccia

Al RoFF19 arriva il racconto omerico di Itaca – Il ritorno, quarta pellicola dell’italiano Uberto Pasolini ispirata ai canti finali dell’Odissea. Ralph Fiennes e Juliette Binoche, nei rispettivi panni di Ulisse e Penelope, sono le cose migliori di uno slow burner che sceglie un approccio fin troppo minimalista e che si attacca al simbolismo dimenticando completamente l’epos e il pathos. Nonostante la grande eleganza della confezione e l’esplosione violenta e ferina del finale, poco rimane di un’opera per lunghi tratti troppo concentrata sull’apparire impeccabile piuttosto che sull’approfondire psicologia e conflitti dei suoi personaggi.

Itaca - Il ritorno - Ralph Fiennes (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)
Itaca – Il ritorno – Ralph Fiennes (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)

Ulisse torna a casa

A dieci anni dalla fine della Guerra di Troia e, dopo aver affrontato un viaggio lunghissimo e ricco di insidie, Ulisse (Ralph Fiennes) torna finalmente a Itaca, la sua casa, sperando di riabbracciare sua moglie Penelope (Juliette Binoche) e suo figlio Telemaco (Charlie Plummer). Durante la sua assenza però la sua isola è stata conquistata dagli spietati Proci guidati da Antinoo (Marwan Kenzari), mentre Penelope è costretta a tessere e disfare un sudario funereo pur di ritardare il più possibile la scelta del suo prossimo marito. Sarà lo schiavo Eumeo (Claudio Santamaria) ad aiutare Ulisse nel compiere la propria vendetta contro i Proci, ma prima quest’ultimo dovrà conquistarsi la fiducia di Telemaco.

Itaca - Il ritorno - Juliette Binoche (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)
Itaca – Il ritorno – Juliette Binoche (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)

Una lenta Odissea

Sulla carta, l’idea di trasporre l’Odissea abbandonando completamente la dimensione itineraria per concentrarsi solo sui canti finali era un azzardo interessante, ma pur sempre un azzardo. Ovviamente l’arco trasformativo di Ulisse e il suo ritorno alla presa di coscienza di re, marito e padre non possono in alcun modo prescindere dall’archetipo del viaggio, con i suoi incontri e i suoi scontri, con la dimensione mitica e mostruosa, con l’epos. Invece il regista Uberto Pasolini (nessuna parentela con Pier Paolo) sceglie di raccontare solo il ritorno ad Itaca, il ricongiungimento familiare con Penelope e Telemaco (e con Argo, seppur brevemente), la riconquista del potere dopo la cacciata dei Proci invasori.

Ma, soprattutto, Pasolini cavalca un punto di vista specifico: il disturbo da stress post-traumatico con le sue complicazioni, il suo enorme peso psicologico e fisico, le sue cicatrici perenni. La volontà di potenza di Ulisse si scontra con i demoni del suo passato, con la violenza, il sangue e i mostri da lui affrontati e sconfitti. Qui viene reso un vero e proprio reduce di guerra, come se fossimo nel post Vietnam de Il cacciatore piuttosto che ad Itaca, ed è forse questa l’unica vera intuizione di un film che purtroppo spreca gran parte del suo sviluppo nell’attesa di ciò che sappiamo succederà. Uno slow burner che brucia fin troppo lentamente, a cui tutto l’antefatto tolto non regala respiro cinematografico, annullando sia l’epos che il pathos.

Perché tutto in questo film non viene mai affrontato di petto, forse per eccessiva timidezza, forse per paura o forse per un atteggiamento di sudditanza rispetto all’opera omerica. Persino Penelope, che nell’opera originale era un personaggio ambiguo, sfaccettato, tanto da farci pensare che quello della tela non fosse l’unico modo per tenere a bada i Proci di notte, qui perde moltissimo della sua carica erotica e intellettuale nonostante Juliette Binoche faccia di tutto per ammaliarci. In una pellicola che fa delle virtù antiche il codice morale con cui decodificare comportamenti e psicologie, sembra persino fuori luogo tutta questa meditabonda timidezza.

Itaca - Il ritorno - Claudio Santamaria e Charlie Plummer ( foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)
Itaca – Il ritorno – Claudio Santamaria e Charlie Plummer ( foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)

Realismo e simbolismo

Piuttosto il cineasta romano spinge sull’acceleratore del realismo e del simbolismo, con il colore rosso della tela che richiama il sangue e quindi la discendenza. Una chiave simbolica perfino troppo sostenuta e ripetuta, tanto da annullare qualsiasi proposito di sottotesto, mentre l’approccio iper-realistico cancella la dimensione mitica persino dai dialoghi, relegandola alla memoria dello spettatore. Persino la violenza è completamente scarica di tensione, pur nella sua brutalità primigenia, perché appare evidente come il climax finale sia uno scotto da pagare alle esigenze narrative e spettacolari per Pasolini, anziché il necessario punto di arrivo dell’arco narrativo e tematico di Ulisse.

Il film sembra perciò inseguire il cinema del suo omonimo regista, non cosciente però fino in fondo dei propri mezzi e quasi spaventato all’idea di una catarsi finale. Ne è una dimostrazione l’ultimo monologo di Penelope sulla natura violenta degli uomini, che non solo paga un didascalismo, un sentimentalismo e un eccesso di retorica un po’ stranianti ma che risulta scollegato dal resto del film, pregno invece com’è di silenzi, di dialoghi minimalisti e di piccoli beat emotivi. Purtroppo l’appiattamento generale viene amplificato dalla legnosità di tutti i personaggi secondari, ben poco modellati e interpretati con altrettanta incertezza.

Tanto bello da guardare, grazie anche ad una fotografia e a delle scenografie capaci di trasportarci perfettamente nella Grecia di tremila anni or sono restituendone il fascino incontaminato e ferino, quanto pallido drammaturgicamente Itaca – Il ritorno è un esperimento affascinante e soprattutto frustrante, pieno di momenti inerti e attese che non portano da nessuna parte. È la dimostrazione che nessuna pietra miliare è intoccabile, se però si sa come maneggiarla nel modo giusto. E il togliere completamente il mito, lo straordinario, il mostruoso e la tragedia ad un’opera fondata anche su quegli elementi non è di certo la maniera migliore per farlo.

Itaca - Il ritorno - Ralph Fiennes (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)
Itaca – Il ritorno – Ralph Fiennes (foto Maila Iacovelli, Fabio Zayed)
TITOLO Itaca – Il ritorno
REGIA Uberto Pasolini
ATTORI Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Charlie Plummer, Marwan Kenzari, Claudio Santamaria, Angela Molina, Tom Rhys Harries, Amir Wilson
USCITA 30 gennaio 2025
DISTRIBUZIONE 01 Distribution

 

VOTO:

Due stelle

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome