Il grande salto, recensione: Tirabassi resuscita la commedia all’italiana

Il grande salto, recensione

Giorgio Tirabassi esordisce alla regia rendendo omaggio alla grande commedia all’italiana che ha incantato Hollywood negli anni ’60: Il grande salto è un film ispirato, dal sapore agrodolce e con un cast notevole.

Le disavventure di Nello e Rufetto

Nello (Ricky Memphis) e Rufetto (Giorgio Tirabassi) hanno trascorso gli ultimi quattro anni in carcere per rapina a mano armata. Una volta fuori, ricominciare non è facile. Rufetto fa fatica a rendere felice sua moglie (Roberta Mattei), stufa di vivere insieme al figlio alle spalle dei genitori pensionati (Gianfelice Imparato e Paola Tiziana Cruciani). Le cose non vanno meglio a Nello, costretto a rifugiarsi in una cantina che somiglia tanto ad una cella. Il crimine appare come l’unica via di fuga da un’esistenza povera e sconclusionata. Peccato che la fortuna non arrivi mai. La coppia di ladri vorrebbe cogliere l’occasione giusta e sistemarsi una volta per tutte, andando via da quei bassifondi romani che sembrano non avere più niente da offrire a due come loro.

Tirabassi – Memphis – Giallini: al servizio del cinema

Per l’esordio alla regia Giorgio Tirabassi si affida ad un ottimo cast, capace di supportare le sue idee e un certo tenore di film (qui il video integrale della conferenza stampa di presentazione). L’attore, già apprezzato in queste vesti, si fa trovare pronto alla sua prima prova dietro la macchina da presa. Ad aiutarlo ci sono attori capaci e versatili, bravi nell’assecondare le varie fasi della pellicola. I personaggi di Nello e Rufetto non sono né banali né piatti. In loro si riflette insoddisfazione ed inadeguatezza ma anche caparbietà e voglia di sdrammatizzare. Pregi e difetti dell’italiano medio, si potrebbe insinuare. Per mostrare tali aspetti senza risultare né scontati né offensivi era necessario mettere in campo una buona prova fattoriale. Tirabassi e Memphis si fanno trovare pronti anche stavolta, supportati da altre macchiette quali ‘lo zingaro’ di Marco Giallini.

Il grande salto: Marco Giallini nei panni de 'lo zingaro'
Marco Giallini nei panni de ‘lo zingaro’

Ritorno alla commedia all’italiana

Non si tratta, per una volta, della solita commedia ‘da ridere’. Il grande salto vuole rievocare la commedia all’italiana che ha caratterizzato il cinema degli anni ’60, quello capace di provocare un sorriso amaro ed una riflessione più ampia ed esistenzialistica (qui una clip). La Roma che racconta è una città dalla quale bisogna scappare poiché le occasioni scarseggiano e la speranza di un futuro migliore comincia a vacillare. A Nello e Rufetto, tra l’altro, questa condizione pesa ogni giorno di più. Sbarcare il lunario è un’esigenza che genera una pressione continua. Ben altra cosa rispetto al Marchese del grillo o ai protagonisti di Febbre da cavallo: se loro erano pronti ad ostentare con orgoglio il loro pessimo status, Nello e Rufetto sono disposti a tutto pur di dissimulare. È un’altra Italia, sono altri tempi, immortalati tuttavia con arte e mestiere.

Regia non perfetta ma esordio convincente

Se il talento attoriale di Giorgio Tirabassi non era in discussione, Il grande salto gli offre l’opportunità di mostrare ‘altro’. Qualche imperfezione c’è ed è senza dubbio concessa, anche perché a certi passaggi a vuoto seguono immediatamente altri ben più impegnati e convincenti. I dialoghi sono ben strutturati, divertenti ma anche verosimili. Ridere e riflettere diventa così il modo più semplice per descrivere un’Italia attuale e problematica, quella che in un modo o nell’altro chiunque si trova a vivere. Nello e Rufetto offrono il proprio punto di vista ed è una prospettiva che certamente può essere apprezzata dallo spettatore per la sua vena sincera e al tempo stesso ispirata.

Il grande salto esce nelle sale il 13 giugno distribuito da Medusa. Nel cast anche Valerio Mastandrea e Pasquale Petrolo (Lillo).

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