Ecco cosa hanno raccontato Fedez e Marco Masini nella conferenza stampa al Festival di Sanremo 2026 dove partecipano con il brano Male necessario
Fedez e Marco Masini hanno partecipato in duetto al Festival di Sanremo 2026, in onda su Rai1, e nella conferenza stampa a loro dedicata, ha preso prima la parola il rapper milanese: «Siamo felici di come è stata l’accoglienza, stiamo cercando con quest’esperienza sanremese di entrare sempre di più dentro la canzone, oggi siamo gasati nell’avere modo di eseguirla di nuovo. Il contributo di Marco è stato fondamentale per dare struttura al brano, per me è un onore, rappresenta la storia della musica italiana. Ha una tecnica per cercare di stemperare l’ansia, cioè parlare di calcio, sono diventato un esperto della Fiorentina»
Il cantautore fiorentino spiega il suo approccio a questa partecipazione: «Per me è un sogno dopo 36 anni essere ancora in gara. Salire sul palco con ventenni mi fa tornare agli esordi, auguro di continuare a scoprire la musica ogni giorno ed è il segreto di continuare a scrivere. Ringrazio Federico e chi ci ha aiutato nella produzione, compresa la cover. Sono primo in FIMI e su Spotify, a 61 anni. Vengo dallo studio di Bigazzi, ritrovarmi lassù lo considero un miracolo».
Fedez spiega la scelta di collaborare con Jurman come vocal coach: «Luca Jurman l’ho intervistato, ho notato in lui un senso di rivalsa che mi ha spinto a contattarlo, si porta dietro una serie di competenze importanti, mi ha aiutato molto. Ho scritto la strofa della cover di ieri pensando alla libertà, sul finale c’è un aforisma di Seneca. Sono contento che il significato della canzone in gara sia arrivato, ti può aiutare nel quotidiano. Non abbiamo poi obiettivi di risultati se non di migliorarci stasera.»
Due artisti definiti divisivi, Marco commenta: «Il tempo evolve le percezioni, ero odiato e amato, adesso non sono più divisivo, sarà lo stesso per Fedez. Negli anni ’90 non avevo i social per esprimere la mia opinione. Siamo qui perché ci siamo capiti subito, perché l’idea dello scorso anno di cantare ‘Bella stronza’ mi è piaciuta e abbiamo raccontato una nuova storia.
Ci siamo messi a scrivere dopo che il progetto ci aveva data soddisfazione. Quando si crea un’empatia artistica non si pensa a che tipo di personaggi siamo ma a costruire una canzone che resta la cosa che mi piace fare di più da quando sono nato. Federico mi ha dato modo di capire come si sta evolvendo il mondo musicale, non basta ascoltare ma serve che tu le viva certe cose, che tu sia dentro uno studio a lavorare con coloro che hanno trent’anni meno di te, è come imparare le lingue, devi andare a vivere all’estero».
Fedez interpreta a suo modo questa osservazione: «Marco ha subito delle vessazioni ingiustificate, io sono stato sempre, invece, un nemico di me stesso. La musica riesce a spegnere il rumore di fondo, siamo andati oltre alle mie azioni fuori dal palco, sto cercando di rimettere al centro la mia arte, consapevole dei miei errori del passato. Lo scorso anno mi sono sottratto al confronto perché non avrei retto, voglio tornare a casa godendomi a pieno l’esperienza, per la prima volta.»
























