La recensione di Diavoli 2, financial thriller con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey: tra Brexit, elezioni Usa e fusione con la Cina, una storia avvincente che promette nuove scintille
Dal 2016 al 2020
2016, la Brexit è alle porte e Trump lotta ferocemente per essere eletto presidente degli Stati Uniti d’America. Sono passati quattro anni da quando Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è riuscito a sventare il piano di Dominic Morgan (Patrick Dempsey) contro l’euro e nonostante il caro prezzo personale pagato, Massimo ha deciso di rimanere CEO dell’NYL. Sempre più messo in discussione dal board, Massimo ha deciso di intraprendere una politica di acquisizioni filocinesi, facendo entrare dalla Cina nuovi investitori e membri del team. Ma è proprio il suo vecchio mentore Dominic Morgan a ripresentarsi e metterlo in guardia: i nuovi partner cinesi sono pronti a tradirlo per perseguire una silenziosa guerra fra Cina e USA per il controllo tecnologico dei dati di milioni di persone. Massimo deve allearsi con Dominic se vuole lottare dalla parte giusta. A chi Massimo deve credere? Una domanda che fra piattaforme social, Bitcoin e 5G lo porterà fino al 2020: nel mezzo della pandemia globale, Massimo dovrà finalmente scegliere da che parte stare.

Massimo Ruggero e Dominic Morgan
La coppia formata da Alessandro Borghi (che beneficia dell’eccellente doppiaggio di Andrea Mete) e Patrick Dempsey si conferma magnetica proprio come nella prima stagione del financial thriller diretto da Nick Hurran e Jan Maria Michelini. L’uno la nemesi dell’altro, Massimo Ruggero e Dominic Morgan tornano a darsi battaglia a volte spalleggiandosi e a volte distruggendosi. Il loro, ormai, è un rapporto perfettamente paritario. Superata ormai la condizione di mentore-discepolo e cancellata la linea tra bene e male, la trama si preannuncia ancora una volta complessa ma proprio per questo affascinante.
Subterranea e la fusione con la Cina
Merito da condividere, per lo meno, con i personaggi secondari. Lars Mikkelsen torna a vestire i panni di Daniel Duval, a testimonianza del fatto che la storyline di Subterranea – centrale nella prima stagione – sia tutt’altro che esaurita. Nel team di Massimo meritatamente confermati i fedelissimi traders Eleanor (Pia Mechler), Kalim (Paul Chowdhry) e Oliver (Malachi Kirby). A loro si aggiungono dei volti nuovi, figure di rilievo destinate ad acquisire sempre più spazio puntata dopo puntata. Si tratta di Joel de la Fuente e di Li Jun Li, rispettivamente dirigente nel Board e Head of Trading, ma anche Clara Rosager, nuova protetta di Dominic Morgan, e Ana Sofia Martins, personaggio sfuggente che deve ancora svelare la sua vera natura.

Cronaca, attualità e finanza
Mischiando cronaca, attualità e soprattutto finanza, Diavoli 2 porta sul piccolo schermo il romanzo di Guido Maria Brera. Le premesse sembrano confermare il successo della prima stagione: l’innegabile complessità dell’intrigo viene resa universalmente comprensibile grazie ad una sceneggiatura impeccabile, dal ritmo avvincente, che non si chiude nella complessità delle sue materie. Al contrario, l’ottima scrittura di Frank Spotnitz e James Dormer con Naomi Gibney e Caroline Henry cerca di semplificare il più possibile le cose, seppur senza sminuirle. Delle scenografie impeccabili e una fotografia elegante (rispettivamente di Luca Merlini e Vittorio Omodei Zorini) completano il quadro, per una serie tv che promette scintille sin dalle prime battute.

























