Bigfoot Junior, recensione: semplice ma vivace avventura per famiglie

Bigfoot Junior, recensione: semplice ma vivace avventura per famiglie

Bigfoot Junior è un film d’animazione divertente e pieno di buoni sentimenti, pronto ad intrattenere tutta la famiglia seppur nella sua semplicità.

Tra i bulli e i polpettoni di mamma Shelly

Adam è un adolescente che fa fatica a rapportarsi con i suoi coetanei. Tre bulli lo hanno preso di mira e non perdono occasione per rendergli la vita difficile. Per fortuna a casa ha una mamma affettuosa che è sempre dalla sua parte, anche perché il papà è scomparso da molti anni lasciandoli soli. L’equilibrio viene alterato da una sconvolgente scoperta: l’uomo non è morto bensì è il Bigfoot che vive nella foresta. Adam vuole riportarlo a casa eppure così facendo mette in pericolo se stesso e il genitore. Ma niente paura: ad aiutarlo c’è una banda di coraggiosi animali.

Il danaro è il cattivo da battere

In Bigfoot Junior il cattivo di turno è Wallace Eastman, leader di un’azienda senza scrupoli che vuole catturare il Bigfoot per sfruttare i suoi geni e guadagnare soldi con una nuovissima tecnica per infoltire i capelli. Danaro, affari e la continua ricerca del successo sono i nemici da battere. Dall’altra parte una serie di buoni sentimenti come l’amicizia, la famiglia, la voglia di fare la cosa giusta. In fondo il ritratto della società che viene fatto da questo film d’animazione è piuttosto veritiero: business, profitto, bullismo… c’è persino il tirocinante sfruttato. Seppur con ironia, impossibile non rivedere pregi e difetti della nostra quotidianità.

Bigfoot Junior: mamma Shelly aiuta Adam dopo l'ultimo dispetto subìto
Mamma Shelly aiuta Adam dopo l’ultimo dispetto subìto a scuola

Lacune nell’originalità

Il tema della famiglia ritrovata e dell’accettarsi così come si è ricorda sicuramente altri cartoni animati, Koda fratello orso in primis. Sebbene Bigfoot Junior manchi di quel guizzo di originalità, i suoi personaggi e le divertenti gag lo rendono un film d’animazione piacevole e adatto a tutti. La vivacità della storia – merito che va diviso tra i registi Ben Stassen/Jeremy Degruson e gli sceneggiatori Bob Barlen/Cal Brunker – garantisce un buon ritmo dall’inizio alla fine, permettendo allo spettatore di godersi la storia con allegria e spensieratezza. Gradevoli anche le musiche, affidate al gruppo musicale belga Puggy.

Personaggi spiritosi e adorabili

Gli animali che aiutano Adam nella sua missione sono i primi veri amici con i quali il ragazzo riesce ad instaurare un legame: una coppia di procioni, un orso nero, un energico scoiattolo e un simpatico uccellino. Questi rapporti si rivelano per lui quasi terapeutici e, una volta tornato a casa, lo aiutano a capire che oltre ai bulli ci sono dei coetanei “buoni” pronti a tendergli la mano.  Se la risoluzione troppo semplicistica dei conflitti può essere criticata, va apprezzata senz’altro la mancanza di buonismo: i cattivi sono cattivi e lo restano fino alla fine. Ciò che permette ad Adam – ma anche agli spettatori più giovani – di crescere, semmai, è capire che c’è anche “altro”.

Bigfoot Junior è una produzione franco-belga, frutto di una collaborazione tra StudioCanal e gli studios d’animazione nWave Pictures, e arriva nelle sale italiane il 25 gennaio 2018.

 

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