Ballo Ballo, recensione: i brani di Raffaella Carrà illuminano una storia leggera

Ballo Ballo: Carlos Hipólito e Ingrid García-Jonsson ©photo Julio Vergne
Carlos Hipólito e Ingrid García-Jonsson ©photo Julio Vergne

La recensione di Ballo Ballo, la commedia musicale di Nacho Álvarez interamente costruita intorno ai brani di Raffaella Carrà: tanto colore e uno sguardo critico sul mondo della tv, ma la nota più positiva viene proprio dai brani della mitica showgirl italiana

Ballo Ballo

Spagna, anni ’70: un periodo brillante ma anche caratterizzato da una rigida censura dei consumi. Maria (Ingrid García-Jonsson), una ragazza piena di vita e voglia di libertà, decide di tornare a Madrid dopo avere abbandonato il suo promesso sposo Massimiliano (Giuseppe Maggio) davanti all’altare di una chiesa di Roma. All’aeroporto fa subito amicizia con l’esuberante Amparo (Verónica Echegui), la quale le trova lavoro come hostess. Ben presto però, grazie ad un colpo di fortuna, Maria riesce ad entrare nel corpo di ballo del programma di maggior successo del momento, “Las noches de Rosa” (Rosa è interpretata da Natalia Millán). Lì si innamora di Pablo (Fernando Guallar), figlio del temibile censore televisivo Celedonio (Pedro Casablanc), che sta seguendo le orme del padre nell’emittente televisiva. Lì, nella speranza di far avverare i suoi sogni, dovrà dar fondo a tutto il suo coraggio sia in amore che nella danza.

La Spagna omaggia Raffaella

Ballo Ballo possiede la spensieratezza tipica dei brani che hanno contribuito alla creazione del mito di Raffaella Carrà (alla quale viene riservato un simpatico cameo). La showgirl – diventata tale quando il termine indicava davvero un’artista completa a 360 gradi – ha saputo conquistare un pubblico internazionale grazie a brani allegri e super-ballabili, da lei interpretati con grande coinvolgimento. Il film diretto da Nacho Álvarez vuole rendere omaggio proprio alla sua straordinaria discografia. Per questo non mancano brani quali Tuca Tuca, Ballo ballo, Com’è bello far l’amore, Caliente Caliente, Luca e 0303456.

Ballo Ballo: Ingrid García-Jonsson e Fernando Guallar ©photo Julio Vergne
Ingrid García-Jonsson e Fernando Guallar ©photo Julio Vergne

Sceneggiatura limitata

Tra successi intramontabili e canzoni più di nicchia, la storia di Ballo Ballo è minuziosamente costruita intorno ai brani di Raffaella Carrà. Sono loro, d’altronde, a costituire il cuore pulsante della pellicola. Divertenti le numerose coreografie in technicolor eppure la sceneggiatura, bisogna ammetterlo, resta molto semplice e banale. Se la fluidità narrativa viene spesso a mancare, ciò che è palese invece è il valore che si vuole trasmettere: la libertà. “Ispirati dal simbolo di ciò che Raffaella impersona, abbiamo scritto un film in cui la protagonista rappresenta la libertà, l’audacia e il futuro, mentre il suo antagonista il passato, le convenzioni e la censura […]. Raffaella ha rappresentato il cambiamento, la rottura delle convenzioni e l’apertura di un mondo in trasformazione. Raffaella era la novità e la censura era sua nemica. È allora che ho scoperto che la mia storia avrebbe trattato di questo”, ha dichiarato il regista.

I tempi che cambiano

Per il resto Ballo Ballo si affaccia sulla realtà spagnola degli anni ’70 sfidando la censura ma offrendo anche uno scorcio su mondo televisivo non sempre limpido. La spensieratezza di Maria fa da contraltare e Ingrid García-Jonsson riesce ad interpretare il suo personaggio con la giusta dose di colore. A Giuseppe Maggio, unico italiano nel cast, non resta che cercare di riconquistare il cuore della sua amata con devozione. Ma anche in quel caso, come qualsiasi commedia sentimentale che si rispetti, ad attenderlo potrebbero esserci delle belle sorprese.

Ballo Ballo è una produzione Indigo Film con RAI CinemaTornasolEl Sustituto Producciones AIE in coproduzione con RTVE in collaborazione con Amazon Prime Video. È disponibile in anteprima esclusiva su Amazon Prime Video dal 25 gennaio 2021.

VOTO:

2 stelle e mezza

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