Avanzers Italian Superheroes, recensione: uno spaghetti-fi tutto italiano per parodiare Hollywood

Avanzers Italian Superheroes - Maurizio Mattioli (foto Green Film)
Avanzers Italian Superheroes - Maurizio Mattioli (foto Green Film)

La nostra recensione di Avanzers Italian Superheroes, film dai chiari intenti parodistici ribattezzato dal suo stesso regista Cosimo Bosco primo “spaghetti-fi” di sempre: qualche idea c’è, ma il problema grosso è la confezione

Sin dai tempi di Buster Keaton prima e di Mel Brooks poi il cinema ha fatto della parodia un genere (o sottogenere) che va di pari passo con la realtà, con i cambiamenti sociali e politici della contemporaneità ma anche con quelli culturali, prendendo di mira atteggiamenti, velleità, idiosincrasie, usi e costumi di un’epoca o di uno spazio fisico e geografico. E in Italia? La risposta nostrana attuale al cinema parodistico d’oltreoceano è firmata Cosimo Bosco che, con il suo Avanzers Italian Superheroes (arrivato pochi mesi dopo Anatar), cerca di mettere alla berlina l’anima caciarona e grottesca di questo paese, anche a costo di far interpretare a Maurizio Mattioli un presidente degli Stati Uniti che ricorda fin troppo Donald Trump.

Arrivano gli Avanzers

La Terra è nuovamente sotto attacco: Gaetanos il distruttore di mondi (Giancarlo Del Diavolo) e il suo esercito sono disposti a tutto pur di ottenere la pietra del potere e diventare i dominatori incontrastati dell’universo. La situazione è critica e tutto sembra perduto, le superpotenze mondiali non sanno come reagire, incluso il presidente americano (Maurizio Mattioli), e chiedono aiuto all’unico popolo che è in grado di ribaltare questa situazione: gli italiani. Solo che la squadra messa in campo non è esattamente una squadra da sogno, a partire dal leader Nicola Furia (Ciro Villano) e passando per la Vedova Allegra (Francesca Ceci), l’uomo blatta (Raffaele De Vita) e altri componenti decisamente poco canonici. I nostri eroi decidono comunque di raccogliere la chiamata alle armi e scendono in campo per fare quello che da sempre ci riesce meglio, cioè risolvere problemi con stile e un pizzico di ignoranza. Che la partita abbia inizio, e soprattutto che Dio ce la mandi buona.

Avanzers Italian Superheroes - Giancarlo Del Diavolo (foto Green Film)
Avanzers Italian Superheroes – Giancarlo Del Diavolo (foto Green Film)

Raccontare l’Italia

Come già scritto in apertura il compito della satira, o della parodia come in questo caso, è anche quello di prendere di mira il corpo di una società con tutti i suoi organi, le sue ossa e la sua carne pulsante ma non solo. Ciò che la parodia dovrebbe sempre saper fare è restituire uno sguardo su noi stessi attraverso lo sguardo dissacrante della macchina da presa, prendere in giro per prenderci in giro, per spingerci ad una riflessione più profonda sul nostro ruolo di esseri umani prima e di cittadini dopo. Ora, sebbene lo scopo di un film come Avanzers Italian Superheroes sia principalmente quello di regalare delle risate di grana grossa, di pancia e quindi giocate su allusioni sessuali, vesce, battute che vorrebbero essere irriverenti ma tagliate con l’accetta e quant’altro, in alcuni brevissimi momenti della pellicola permette all’attualità di fare capolino, di far entrare l’ordinario nello straordinario. Il modo è certamente grezzo e poco incisivo, perché sono piccole stoccate sospese che non affondano il colpo, ma che si limitano a tentare di regalare una patina più impegnata o consapevole ad un’opera che forse non avrebbe avuto neanche tutta questa necessità di provare ad esserlo.

Avanzers Italian Superheroes - Francesca Ceci (foto Green Film)
Avanzers Italian Superheroes – Francesca Ceci (foto Green Film)

La celebrazione del trash

Avanzers Italian Superheroes è un film orgogliosamente e profondamente trash. Lo dichiara in maniera esplicita (e un po’ furbetta) la voce fuori campo nel finale, ma non ce ne sarebbe stato bisogno perché tutto il comparto di scrittura, la recitazione e la messa in scena lavorano di accumulo, cercano e spesso trovano l’esagerazione, il cattivo gusto, la negazione della qualità estetica o drammaturgica. È un pregio? Da un certo punto di vista lo è, a patto però che si sia già estimatori di questa tipologia di prodotti e che si sia disposti a chiudere più di un occhio su alcune scelte parecchio raffazzonate di regia, sulla recitazione alle volte sin troppo caricaturale o paradossalmente alle volte non abbastanza, sulle falle logiche di scrittura. È anche difficile valutare con obiettività critica un prodotto simile lasciando da parte il pregiudizio, proprio perché nel suo non prendersi troppo sul serio ha quantomeno il merito di giocare con la levitas di un racconto esagerato e baracconesco, triviale e degno dei peggiori cinepanettoni o delle loro migliori parodie (per l’appunto). Il cast in questo caso ci mette del suo, ma a “spiccare” sono il presidente americano di Maurizio Mattioli che sembra appena uscito da un bar del Testaccio e la Vedova Allegra di Francesca Ceci, alla quale l’attrice regala una sensualità più rozza e truce e per questo, a suo modo, più interessante.

Avanzers Italian Superheroes - una scena del film (foto Green Film)
Avanzers Italian Superheroes – una scena del film (foto Green Film)

Il comparto tecnico non esiste

E allora cos’è che, a parere di chi scrive, rende Avanzers Italian Superheroes un film (purtroppo) affatto riuscito? Banalmente, la sua confezione. Sì, perché non bastano le più nobili intenzioni, l’autoironia e anche il coraggio nel voler proporre un cinema che esca così tanto fuori dai nostri binari se poi alla fine ciò che passa sullo schermo sembra così dilettantesco. Chiaramente i problemi di budget possono aver influito non poco sul risultato, ma è impensabile l’idea di uscire in sala con una fotografia così poco curata e spesso sovraesposta, con un montaggio approssimativo e poco leggibile che alle volte taglia persino i personaggi durante le battute o non li riprende in tempo, con una resa scenografica davvero troppo a buon mercato e degli effetti visivi incommentabili. È davvero necessario nel 2023 mostrare un’esplosione palesemente realizzata in computer grafica, e probabilmente anche con il software più economico in circolazione? Piuttosto si sarebbe potuto trovare un escamotage per nascondere i problemi di budget, avere l’accortezza di fare di necessità virtù magari con un semplice controcampo sui personaggi illuminati dal fuoco. Ecco, neanche un film come Avanzers Italian Superheroes può permettersi di confondere il trash della sua poetica con una cattiva gestione del mezzo cinematografico. Su questo non si può transigere.

Avanzers Italian Superheroes. Regia di Cosimo Bosco con Giancarlo Del Diavolo, Maurizio Mattioli, Ciro Villano, Francesca Ceci, Davide Marotta e Raffaele De Vita, in uscita il 20 luglio nelle sale distribuito da Green Film.

VOTO:

Una stella e mezzo

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