The Lodgers, la recensione: un horror gotico che evade dagli stereotipi

The Lodgers è un horror dalle atmosfere gotiche che attraverso la tecnica, la narrazione e la scenografia evade dagli stereotipi del genere, per avviare un discorso più impegnato e contemplativo.

Un’inquietante storia di prigionia

The Lodgers, diretto da Bryan O’Malley è una storia ambientata nell’Irlanda rurale degli anni 20 dalle atmosfere gotiche e surreali, che sfrutta l’imponente villa e la fotografia per creare una stato di continua tensione nello spettatore. I protagonisti sono due gemelli orfani, Rachel (Charlotte Vega) e Edward (Bill Milner), che a causa di una maledizione gravante su tutta la stirpe da più di duecento anni, sono costretti nella fatiscente casa di famiglia per espiare le colpe dei loro antenati. Accompagnati dalle parole di una canzoncina che rende l’atmosfera del film ancora più inquietante, i gemelli  devono obbedire a delle regole ferree: non possono far entrare estranei nella casa, devono trovarsi nelle loro stanze allo scoccare della mezzanotte e non possono mai separarsi l’uno dall’altro. Crescendo, si ritrovano sempre più pressati dalle regole della casa, Edward le accetta, rassegnato al desiderio di avere una vita diversa ma Rachel vuole andarsene e fuggire da quella casa maledetta, fino a che con il pretesto dell’amore, non metterà in discussione tutto quello in cui aveva creduto e vissuto, ribellandosi alle regole impartitegli fin da piccola e provocando l’ira delle presenze della casa.

La Loftus Hall

Nel film, la casa è la vera protagonista, capace di rendere la vita dei gemelli un incubo ossessivo e senza fine. La location principale è la Loftus Hall, nota in tutta l’Irlanda come la casa stregata per eccellenza, con le sue atmosfere decadenti, le numerose stanze e le magnifiche scalinate sembra il posto perfetto per raccontare questa storia. Le scene nella casa sembrano voler evidenziare proprio l’isolamento e il disagio dei due protagonisti, che nonostante i dialoghi brevi e mozzati, vivono nel silenzio e il terrore. I due gemelli si muovono come spettri in uno spazio dimenticato dalla vita, pulsante di morte, obbligati nella loro condizione da un male famigliare e arcano, l’amore. La casa è quindi, rispetto a tutto il resto, fuori dal tempo, in un’eterna condizione di immobilità e inquietudine;  passano gli anni ed essa non cambia ma si deteriora sempre più lentamente, anaffettiva verso chi la abita, (in questo caso i due gemelli) e letale per chi oserà entrarci.

La villa in cui vivono Rachel e Edward

Un horror contemplativo ed impegnato

The Lodgers è un horror ben costruito che sfrutta abilmente l’intreccio narrativo e il rapporto dei gemelli per raccontare un’elegante storia di fantasmi che evade dai consueti schemi del genere, evitando gli stereotipi e a favore di una storia più impegnativa. Questa volta l’inquietudine che accompagna lo spettatore non è giustificata da subito, poiché si crea un rapporto ambivalente ed illusorio tra ciò che è e ciò che tu credi sia, il male è la casa o una presenza che vive lì ? Attraverso questi numerosi interrogativi chi guarda si trova segregato nella casa come i due protagonisti, Rachel e Edward, desideroso di scoprire cosa si cela di così oscuro e misterioso. Lo stile del film è inconsueto e i personaggi presentano un lato oscuro e perverso in cui si introduce anche un sottofondo sessuale contorto che dona originalità ad una storia di fantasmi dalle atmosfere gotiche e surreali. The Lodgers è uno dei film che mostra oggi l’interesse per chi si cimenta nell’horror di donargli un tocco di autorialità che evade dalla tipicità classica – spettacolare, per entrare in un discorso impegnato e contemplativo. Il mostro, il serial-killer o la presenza spettrale non sono più mostrati da subito ma vengono celati all’occhio dello spettatore, emergendo in un contesto in bilico tra realtà e immaginazione e presentandosi ai personaggi come proiezioni fantasmatiche e oniriche dei loro più terribili incubi e paure.

The Lodgers uscirà nelle sale l’8 marzo, diretto da Bryan O’Malley con Charlotte Vega, Eugene Simon, Bill Milner, Moe Dunford e David Bradley, distribuito da M2 Pictures.

Voto

 

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