Torna a casa Jimi!, recensione di una commedia amara e divertente

Torna a casa Jimi - poster

Torna a casa Jimi!, di Marios Piperides, con sarcasmo e umorismo rappresenta una realtà amara e in parte assurda che rispecchia la ricerca della propria identità e dei reali confini del proprio Paese.

Passato il confine…

Nel film Torna a casa Jimi!, di Marios Piperides, ambientato nell’isola di Cipro, nessun animale, pianta o prodotto può essere trasferito dall’area greca a quella turca, e viceversa. Così dice la legge. E quando Jimi, il cane che lo spiantato musicista Yiannis (Adam Bousdoukos) aveva comprato con la sua ex, attraversa accidentalmente la zona cuscinetto dell’ONU (quella che divide le due parti dell’isola), Yannis, e non solo, cerca di fare di tutto per riportarlo indietro. Anche se questo, per Yiannis, significa ritardare i suoi piani di emigrare verso nuove opportunità. Riprendersi il cane diventa, però, un’impresa più difficile di quello che si sarebbe immaginato in cui non sarà il solo ad essere coinvolto.

Amaro sarcasmo

Divertente e ironico, Torna a casa Jimi!, attraverso la tipica struttura della commedia, rappresenta con estrema amarezza la controversa questione dei confini, dell’identità, e della situazione socio-politica di questo stato non riconosciuto da nessun Paese, a parte la Turchia. Nonostante tutto il film sia fortemente influenzato da ciò, Torna a casa Jimi! è tutt’altro che un film politico, la denuncia, come le condizioni di vita di alcuni quartieri di Cipro, sono evidenti, ma sottili, non eccessivi, ma sempre presenti, nei momenti più comici e in quelli più drammatici.

Torna a casa Jimi - Adam Bousdoukos
Yannis e un militare che cercano di capire se Jimi ha effettivamente passato il confine e sia stato trattenuto nella parte Turca di Cipro

Necessità di crescere

Yannis sembra non essere toccato minimamente da questa netta divisione dell’isola, non conosce le leggi o le regole a cui si deve sottostare quando si passa il confine, vive alla giornata, è del tutto irresponsabile ed è sempre pronto a mettersi nei guai: deve dei soldi a qualcuno, rischia di essere sfrattato perché non riesce a pagare l’affitto e sembra non avere alcun rapporto interpersonale con nessuno. Eppure fa di tutto per riportare a casa Jimi che, inconsapevolmente, attraversa il confine, perché non può sapere dove inizia e dove finisce. In un processo di crescita e responsabilità Yannis e i personaggi attorno a lui capiscono qualcosa di se stessi, e sopratutto cosa hanno da perdere.

Una tecnica studiata

Una regia attenta ai dettagli, ai luoghi in cui sono inseriti i protagonisti, con continue inquadrature sull’ambiente circostante, su un degrado evidente, ma centrale nel film, e una fotografia caratterizzata da una luce piuttosto spenta, opaca, come è all’inizio il protagonista: sembra non avere una direzione, uno scopo nella vita e, in un certo senso, neanche un posto che può chiamare casa. Torna a casa Jimi! è una riflessione sulla natura umana, sull’attaccamento a quelle che sono le proprie radici, la necessità, a volte, di doverle abbandonare. Come il personaggio di Hasan, straordinaria interpretazione di Fatih Al e, come alla fine, anche Yannis, si sentono continuamente divisi tra quello che è il loro Paese e il loro posto nel mondo e quello a cui invece sentono realmente di appartenere.

Trailer.

Torna a casa Jimi!, diretto da Marios Piperides, con Adam Bousdoukos, Vicky Papadopoulou, Toni Dimitriou, Özgür Karadeniz, Fatih Al, esce oggi giovedì 18 aprile distribuito da Tucker Film.

Voto

 

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