Addio all’attore Mario Donatone, da sicario del Padrino 3 ai film di Tomas Milian

Mario Donatone

E’ morto Mario Donatone, noto caratterista del cinema italiano, voluto da Francis Ford Coppola come sicario ne Il Padrino – Parte III, immancabile presenza in quasi tutti i film con Tomas Milian, oltre che attore e regista di teatro

Ieri, 14 aprile, è morto a Roma un altro grande caratterista del cinema italiano, Mario Donatone. Aveva 86 anni e da qualche tempo le sue condizioni di salute erano precarie.

Nato a Tripoli il 9 giugno 1933, Donatone era un personaggio poliedrico, attore, regista, autore e presentatore. Ha interpretato oltre 150 film, e lavorato con celebri registi, ma il ruolo per cui è maggiormente ricordato è quello del sicario Mosca, il finto prete che ne Il Padrino – parte III (1990) di Francis Ford Coppola spara a Michael Corleone (Al Pacino). Di quell’esperienza raccontava che il celebre regista era entusiasta del suo provino e che i suoi iniziali 7 giorni di contratto diventarono poi 77, spalmati nell’arco di 10 mesi tra l’Italia e gli Stati Uniti. Nel 2010 in occasione del Roma Fiction Fest ebbe modo di riabbracciare Andy Garcia (protagonista del film), appellandolo con un affettuoso «figlio ‘e ndrocchia» (video in fondo all’articolo).

Ha lavorato con tanti importanti registi, tra cui Giuseppe Tornatore ne Il camorrista (1986), Damiano Damiani ne L’angelo con la pistola (1992), Dario Argento in Phenomena (1985), Luchino Visconti in Bellissima (1951), Mario Monicelli in Risate di gioia (1960), Carlo Vanzina in S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa (1994) ed ha preso parte a produzioni internazionali come il già citato Padrino 3 e John Wick – Capitolo 2 (2017) di Chad Stahelski, oltre che a tanti film di genere, da Eva, la Venere selvaggia (1968) di Roberto Mauri a La croce dalle sette pietre (1987) di Marco Antonio Andolfi.

Ma è per i fratelli Corbucci che Mario Donatone diventa una presenza imprescindibile e loro attore feticcio, partecipando ad una decina di film diretti da Sergio, da Bluff storia di truffe e di imbroglioni (1976) a Il conte Tacchia (1982) fino a Sono un fenomeno paranormale (1985), e addirittura ad una ventina diretti da Bruno, da Boccaccio (1972) a La casa stregata (1982) fino a praticamente tutti quelli con protagonista Tomas Milian nei panni dell’ispettore Nico Giraldi, da Squadra antiscippo (1976) ad Assassinio sul Tevere (1979) da Delitto sull’autostrada (1982) a Delitto in Formula Uno (1984), con Donatone utilizzato sempre in piccoli ruoli differenti come una sorta di jolly.

Legale rappresentante e Direttore Artistico della Compagnia Teatrale Italia, era anche direttore di corsi di recitazione, oltre ad aver ricoperto diverse cariche in varie compagnie teatrali. Ha diretto alcuni teatri, tra cui il Romano di Ostia Antica da lui allestito, e quello del Castello di Santa Severa, sua personale creazione. Ha rappresentato circa 130 commedie di autori vari (oltre a quelle di cui egli stesso è autore) per circa 3.000 spettacoli di ogni tipo, in Italia e all’Estero.

Donatone era anche uno sportivo, avendo praticato a livello dilettantistico calcio, pugilato, lotta, pesistica, scherma, tiro a segno pistola e fucile.

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