Addio ad Antonio Sabàto: morto per Covid, fu star di poliziotteschi e spaghetti western

Antonio Sabàto
Antonio Sabàto

E’ morto a causa del Covid-19 Antonio Sabàto, uno degli attori simbolo dei poliziotteschi e degli spaghetti western, nei film di Lenzi, Castellari, De Martino, e candidato al Golden Globe per Grand Prix

L’attore Antonio Sabàto, celebre protagonista di film western e polizieschi, è morto il 6 gennaio in California all’età di 77 anni. Era ricoverato in terapia intensiva a causa del Covid-19. Ad annunciarlo con alcuni tweet il figlio Antonio Sabàto Jr., anche lui attore: “Mio padre / papà è in terapia intensiva con covid in California. Signore tienilo circondato dagli angeli ed dal puro amore e forza di Dio“.

Antonio Sabàto era nato a Montelepre, alle porte di Palermo, nel 1943 ed aveva esordito nel cinema a metà anni ’60 ne Lo scandalo (1966) di Anna Gobbi e nel ben più celebre Gran Prix di John Frankenheimer: il ruolo di Nino Barlini, pilota debuttante della Ferrari, talentuoso ma sbruffone, gli valse la nomination ai Golden Globe come miglior promessa maschile.

In quegli anni partecipò anche a film come Le streghe (1967), nell’episodio diretto da Vittorio De Sica o La monaca di Monza (1969) di Eriprando Visconti, ma la sua fortuna arrivò grazie agli spaghetti western, dal primo Odio per odio (1967) di Domenico Paolella a I tre che sconvolsero il West (1968) di Enzo G. Castellari, dall’all stars Al di là della legge (1968) di Giorgio Stegani a I senza Dio (1972) di Roberto Bianchi Montero.

Sabàto passò quindi a gialli e poliziotteschi, spesso diretto da registi come Alberto De Martino (L’uomo dagli occhi di ghiaccio, 1971, e I familiari delle vittime non saranno avvertiti, 1972) e Umberto Lenzi (Sette orchidee macchiate di rosso, 1972 e Milano rovente, 1973), partecipando a film come …a tutte le auto della polizia (1975) di Mario Caiano, Poliziotti violenti (1976) di Michele Massimo Tarantini, I violenti di Roma bene (1976) di Sergio Grieco e Massimo Felisatti. Nel 1975 fece una fugace apparizione anche in Barbarella di Roger Vadim.

Nel 1978 Sabàto fu protagonista del fantascientifico La guerra dei robot (1978) di Alfonso Brescia, regista con il quale girerà poi diversi film con protagonista Mario Merola, come I contrabbandieri di Santa Lucia (1979), Napoli… la camorra sfida, la città risponde (1979), La tua vita per mio figlio (1980). Ad inizio anni ’80 recitò poi in alcuni film d’avventura come Fuga dal Bronx (1983) e Tuareg – Il guerriero del deserto (1984) entrambi di Enzo G. Castellari, Thunder (1983) di Fabrizio De Angelis e Squadra selvaggia (1985) di Umberto Lenzi.

Trasferitosi a Los Angeles a metà degli anni ’80, abbandonò di fatto il cinema per dedicarsi alla famiglia, alla pittura e alla beneficenza, con qualche rara incursione televisiva come nella miniserie Donna d’onore (1990) o nella soap Beautiful (2006).

2 Commenti

  1. Sono veramente dispiaciuto per la scomparsa di Antonio Sabato, mio amico
    da sempre. Sono con affetto vicino ai figli Antonio junor e Simon e a tutti
    I parenti. Veramente commosso. Antonio Pennisi da Roma

  2. Un bellissima persona e un bravo attore.
    Che il nostro Signore illumina il tuo cammino verso il suo regno che la terra ti sia lieve tantissime condoglianze alla famiglia. 🙏🌹🙏

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