Bohemian Rhapsody: recensione del film tributo alla “Regina” immortale

Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody, film tributo all’immortale leader dei Queen Freddie Mercury, si smarrisce in una storia romanzata e a tratti lacunosa, ma ipnotizza e coinvolge grazie alle hit memorabili della band inglese e alla magistrale interpretazione di Rami Malek.

Sua maestà…The Queen

È finalmente arrivato in sala l’attesissimo Bohemian Rhapsody, il film sull’escalation dei Queen fortemente voluto da Brian May e Roger Taylor, scritto a quattro mani da Anthony McCarten, già autore di capolavori come La teoria del tutto e L’ora più buia, e da Peter Morgan. Il lungometraggio di circa 2 ore e un quarto, ripercorre i primi 15 anni di carriera della strepitosa band britannica, partendo dal fatidico incontro, nella Londra del 1970, tra il chitarrista Brian May, il batterista Roger Taylor, già lanciati nel mondo musicale dei pub londinesi, e dell’allora sconosciuto Farrokh Bulsara, futuro Freddie Mercury, che per impressionare i due musicisti fece una sorta di provino in un parcheggio. Tra ambizioni, ascesa, scontri interni e con il sistema discografico inglese, rotture e riconciliazioni, si snoda la storia dei Queen, e soprattutto del suo indimenticabile leader, che termina al grandioso concerto del Live Aid 1985 sul palco di Wembley.

Più un tributo che un biopic

Chi spera di assistere a una vera e propria biografia su Freddie e compagni, rischia seriamente di rimanere deluso, infatti le vicende intime e personali del carismatico leader vengono semplicemente sfiorate, mostrate di sfuggita, mai in modo palese ma solo accennate, forse a causa di qualche lacuna nella sceneggiatura. In primo piano troviamo le esibizioni, il lavoro in studio, le magnifiche performance che hanno contraddistinto la band in tutto il mondo e reso Mercury la vera “regina” della musica di tutti i tempi. Un caloroso tributo ai fautori di un pezzo di storia musicale, che ha stravolto le regole e che rimarrà per sempre negli annali, la celebrazione del concetto di musica a tutto tondo e del suo straordinario creatore.

Bohemian Rhapsody - una scena fondamentale in cui i Queen incidono i suggestivi cori del brano che dà il titolo al film
Bohemian Rhapsody – una scena fondamentale in cui i Queen incidono i suggestivi cori del brano che dà il titolo al film

Essere amati o essere celebrati?

La frettolosa e poco accurata parte sulla vita privata di Freddie Mercury, ci viene mostrata attraverso una visione edulcorata e romanzata, lasciando grande spazio al suo rapporto con l’amata fidanzata e amica di sempre Mary Austin, a cui il cantante dedica il brano Love of My Life,  glissando sulla bisessualità, gli eccessi e le cattive compagnie, incarnate unicamente dall’assistente personale di Mercury, Paul Prenter. Quello con Mary è un legame indissolubile, segnato da gioie e dolori, salite e cadute, un amore a metà, che si completa solamente con la consapevolezza di Freddie che a volte amare vuol dire lasciare andare. Nel film la figura della donna nell’esistenza dell’artista è fondamentale, è colei che lo incoraggia, che lo fa tornare coi piedi per terra, che lo riconduce verso le persone che tengono veramente a lui e al suo bene, strappandolo a coloro che celebrano la sua vanagloriosa essenza, per un infimo tornaconto personale.

Bohemian Rhapsody - Rami Malek e Lucy Boynton nella scena dell'incontro tra Freddie e Mary
Bohemian Rhapsody – Rami Malek e Lucy Boynton nella scena dell’incontro tra Freddie e Mary

Who wants to live forever

Nei 15 anni che il film mette in scena, vediamo come la figura di Freddie si ingigantisce in un continuo crescendo, la voce strabiliante, l’incontenibile carisma e la voglia di raggiungere vette alte, lo spingono a diventare una leggenda a livello mondiale, che nemmeno la lunga ed estenuante malattia riesce a frenare. Mercury oscilla tra mito e dura realtà, tra luce divina e oscurità, garantendosi un posto sicuro nell’olimpo degli artisti inimitabili e immortali. Non un semplice cantante-musicista di talento, ma come si definisce nella pellicola «Un performer che dà alla gente quello che vuole…il paradiso».

Rami is the champion

Il valore aggiunto che, nonostante le piccole mancanze, rende Bohemian Rhapsody un film da guardare e riguardare, e ovviamente da riascoltare, è la straordinaria e coinvolgente interpretazione di Rami Malek. Anche se a volte la somiglianza scenica sembra leggermente caricaturale, sensazione forse dovuta a un trucco a tratti sopra le righe, la star di Mr Robot ha saputo perfettamente calarsi nel ruolo, riproducendo con fedeltà scrupolosa, atteggiamenti, vezzi ed espressioni mimico facciali del leader della band inglese. L’attore di origini egiziane, attraverso una corporeità fluida e ben studiata, dona quella egocentrica teatralità che ha caratterizzato Freddie Mercury nel corso di tutta la sua vita, sia sul palco che nel quotidiano. Ottimi anche i compagni d’avventura: Gwilym Lee che sembra quasi essere uscito dai lombi dello stesso Brian May, buona anche le interpretazioni di Ben Hardy e Joseph Mazzello, rispettivamente Roger Taylor e John Deacon, da menzionare anche la brava Lucy Boynton, perfetta nei panni dell’amata Mary.

Bohemian Rhapsody - Rami Malek nella somigliante interpretazione del frontman dei Queen Freddie Mercury
Bohemian Rhapsody – Rami Malek nella somigliante interpretazione del frontman dei Queen Freddie Mercury

Un progetto faticoso

Probabilmente la faticosa realizzazione, durata all’incirca otto anni, che ha visto il susseguirsi di una lunga lista di nomi alla regia, alla sceneggiatura e nel ruolo principale, non ha di certo aiutato lo sviluppo del progetto. Progetto che tra l’altro ricordiamo è stato prodotto dai membri superstiti della band, che quasi sicuramente hanno dettato legge su cosa mettere in scena e cosa lasciare nell’ombra. Ma la poca attenzione sul privato di Mercury, non compromette comunque la riuscita di Bohemian Rhapsody, che riesce ugualmente a emozionare e a tenere gradevolmente incollati alla poltrona, o in alcune scene colme di pathos, che l’incredibile musica dei Queen sa offrire, a scatenare dentro una turbinosa voglia di cantare a squarciagola.

Bohemian Rhapsody è un film scritto da Anthony McCarten e Peter Morgan, diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher (non accreditato), con Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen, Allen Leech e Mike Myers, nelle sale dal 29 novembre, distribuito da 20Th Century Fox.

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