The Plane, recensione: Gerard Butler guida un film d’azione un po’ troppo addomesticato

The Plane - Gerard Butler (foto di Kenneth Rexach)
The Plane - Gerard Butler (foto di Kenneth Rexach)

La recensione di The Plane, film d’azione con protagonisti Gerard Butler e Tony Goldwyn sulla scia di tanto cinema di genere anni Ottanta, ma con qualcosina in più sotto la cintola

A tre anni dal sorprendente e sottovalutato (almeno per chi scrive) Greenland, Gerard Butler torna nei cinema nostrani con The Plane, un thriller d’azione senza troppi fronzoli ambientato sull’isola di Jolo nelle Filippine qui controllata da un gruppo di mercenari estremisti. Un film che viaggia sulla scia di tanto cinema action anni ’80, ma che prova a giocare più sul filo della contemporaneità senza annullare la sospensione dell’incredulità.

Un volo segnato

Al pilota di linea Brodie Torrance (Gerard Butler) tocca il volo di Capodanno tra Singapore e Honolulu, dove raggiungerà la figlia Daniela. Al volo, che conta solo una quindicina di passeggeri, si aggiunge anche il condannato per uxoricidio Louis Gaspare (Mike Colter) scortato da un’agente di custodia. Durante il volo un fulmine manda in corto tutti i sistemi elettronici dell’aeroplano, costringendo Brodie e il suo co-pilota Samuel (Yoson An) ad un incredibile atterraggio di fortuna sull’isola di Jolo, nelle Filippine. Quella che sembra essere l’isola della salvezza si trasformerà ben presto in un incubo quando tutti i passeggeri, esclusi Brodie e Louis, verranno rapiti da un gruppo di mercenari capitanati dallo spietato Datu Junmar (Evan Dane Taylor). Nel frattempo da New York nella sede della Trailblazer Airlines, la compagnia per cui Brodie lavora, l’esperto in estrazioni d’emergenza Scarsdale (Tony Goldwyn) dovrà trovare un modo per farli scappare da Jolo sani e salvi, mentre Brodie e Louis cercheranno di liberare quanti più ostaggi possibili prima che la squadra di recupero arrivi a salvarli. La corsa contro il tempo ha inizio.

The Plane - Daniella Pineda, Gerard Butler e Yoson An (foto di Kenneth Rexach)
The Plane – Daniella Pineda, Gerard Butler e Yoson An (foto di Kenneth Rexach)

Un divertissement senza troppe pretese

Di un film come The Plane si potrebbe dire, molto prosaicamente, che è un classico B-movie da sabato pomeriggio estivo su un qualsiasi canale generalista ma la verità è che, pur disponendo di un budget modesto e di uno star power non particolarmente invitante, il film riesce comunque a giustificare la sua esistenza e a guadagnarsi un minimo di dignità cinematografica. Certo, i problemi sono sempre gli stessi che affliggono questo tipo di produzioni: personaggi monodimensionali ridotti all’osso, sospensione dell’incredulità richiesta in doti abbondanti, assenza o quasi di una chiave tematica, montaggio ipercinetico nelle scene di guerriglia e azione non sempre ben leggibile. Eppure, nonostante i 100 minuti del film non sempre scorrano lisci, causa anche un secondo atto un po’ troppo “sbrodolato”, questo action thriller dalle influenze anni ’80 cerca comunque di rimanere attaccato ad una sorta di contemporaneità, sia attraverso la diversificazione etnica del cast che attraverso una pretesa di realismo maggiore che in passato.

The Plane - Gerard Butler e Mike Colter (foto di Kenneth Rexach)
The Plane – Gerard Butler e Mike Colter (foto di Kenneth Rexach)

Un uomo ordinario

Brodie infatti è un uomo ordinario, non un guerriero invincibile alla Chuck Norris o alla Jean-Claude Van Damme, e nonostante un periodo passato nella RAF si accontenta di una vita semplice e senza troppi scossoni come quella dei piloti di linea. È per questo motivo che, quando viene gettato nell’incubo all’inizio del secondo atto, le sue azioni sono dettate molto di più dall’istinto di sopravvivenza che da una mentalità di tipo militare. Poi c’è Louis, un nemico diventato alleato nel giro di (troppo) poco tempo che però agisce per puro interesse economico senza sbandierare chissà quali pretese morali mentre lo Scarsdale di Tony Goldwyn diventa l’archetipo dell’uomo retto che agisce in controtendenza rispetto ad un sistema corrotto di compagnie che favoriscono il profitto alla vita umana. Verrebbe quasi da pensare che The Plane voglia essere un film in qualche modo anche politico, ma il regista Jean-Françoise Richet (Distretto 13, L’imperatore di Parigi) sfugge subito via a qualsiasi tentazione con uno scontro a fuoco o un combattimento corpo a corpo, tanto per ribadire la natura di puro popcorn movie dell’operazione.

The Plane - Mike Colter (foto di Kenneth Rexach)
The Plane – Mike Colter (foto di Kenneth Rexach)

Un thriller un po’ ammaestrato

Nonostante una netta divisione nei tre atti (in cui il primo gestisce meglio la tensione e il terzo meglio la componente action) e una divisione manichea tra buoni e cattivi, The Plane è paradossalmente un po’ troppo addomesticato proprio perché cerca delle soluzioni un po’ più realistiche e un climax che punta tutto sullo spirito di sopravvivenza, più che di sopraffazione. Questo non vuol dire che le situazioni all’acqua di rose o i cosiddetti plot armour non siano presenti in buona quantità, basti pensare allo scontro sulla pista di atterraggio nel finale, ma semplicemente che si è preferito in questo senso rinunciare a qualche assurdità in più per preferire delle soluzioni narrative più “credibili” o meno “incredibili”. Aspettarsi profondità, plausibilità totale o rispetto delle più basilari regole drammaturgiche da un film come The Plane sarebbe d’altronde una forzatura, ma per una serata al cinema con una buona confezione di popcorn e una bibita ghiacciata fa dignitosamente il suo mestiere. E non è certo poco di questi tempi.

The Plane. Regia di Jean-Françoise Richet con Gerard Butler, Tony Goldwyn, Mike Colter, Yoson An ed Evan Dane Taylor, in uscita oggi 25 gennaio nelle sale distribuito da Lucky Red in collaborazione con Universal Pictures Italia.

VOTO:

Tre stelle

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