Lunar City, recensione: la Luna, serbatoio di scienza e base del futuro

Lunar City

Al cinema come evento speciale il 17, 18 e 19 febbraio, Lunar City mostra i progressi scientifici e le nuove sfide per riportare l’essere umano sulla Luna entro il 2024, questa volta allo scopo di restare, creando le basi per l’esplorazione nello spazio. Con la consapevolezza che sarà il viaggio, e non la “conquista”, a cambiarci per sempre.

«Bisogna conoscere il passato per comprendere il presente. E, nei limiti dell’umano, orientare il futuro». Comincia con una citazione dello storico greco Tucidide Lunar City, in sala come evento speciale il 17, 18 e 19 febbraio, documentario di Alessandra Bonavina che mostra i progressi scientifici e i preparativi per riportare l’essere umano sulla Luna nel 2024. E si parte proprio ripercorrendo le tappe che hanno segnato la storia della civiltà umana alla conquista dello spazio, tra le quali il nostro satellite ha costituito il primo importante traguardo: dal primo allunaggio alla recente scoperta di acqua sulla Luna e su Marte; dalle prime ricostruzioni del Sistema Solare all’atterraggio su una cometa. La consapevolezza è che la missione Apollo ha rappresentato il primo, imprescindibile passo dell’umanità verso l’ignoto, ed è proprio su quelle fondamenta che occorre costruire il futuro delle esplorazioni spaziali, per poter tornare sulla Luna e questa volta restare, immaginando e concretizzando un nuovo modo di vivere e lavorare su un “mondo” totalmente diverso, e farlo collaborando come “globo” e non più in un clima di competizione.

Da sempre oggetto di fascinazione e ammirazione da parte di poeti e artisti, al centro delle più immaginifiche visioni di scrittori e mistici, la Luna ci viene qui raccontata dal punto di vista scientifico. Eppure, come spesso accade, poesia e scienza si mescolano tra loro rafforzandosi l’un l’altra per restituirci tutta la bellezza “severa” e ambigua di quella sfera perlacea e polverosa che osserva il nostro Pianeta dai suoi primordi. Ed è una poesia che scaturisce dalla materialità stessa del nostro satellite, dalla realtà vivida della sua importanza per conoscere davvero chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando. La Luna rappresenta infatti un serbatoio di scienza, un deposito del sistema solare primitivo, e così si configura come una gigantesca fonte di informazioni sulla creazione del nostro Sistema Solare e del Pianeta che abitiamo. Su di lei dormono silenziose le tracce di un passato ancora oscuro dal cui ventre il nostro mondo è stato partorito e con esso l’Universo in cui siamo immersi.

Lunar City

Il documentario, prodotto con il patrocinio e il sostegno di ASI – Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con la NASA, mostra l’instancabile lavoro di uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla conquista lunare e, dopo questa, all’esplorazione dello Spazio Profondo. Tramite interviste a figure chiave impegnate nelle prossime missioni lunari, Lunar City ci trasporta nel cuore delle strutture e dei laboratori in cui si cerca di concretizzare il sogno di creare un sistema perfettamente riutilizzabile e sostenibile per portare stabilmente l’essere umano sulla Luna, allo scopo di renderla in futuro terreno di prova e base per l’arrivo su Marte. Questo sarà possibile tramite lo sviluppo una stazione spaziale in cislunare: grazie ad essa gli astronauti potranno partire dalla terra con una capsula Orion, attraccare al Gateway e poi spingersi verso lo spazio sul Transport. E in nome della collaborazione, il documentario mostra anche le produttive partnership tra NASA e altre aziende e agenzie spaziali. C’è anche il nostro Paese, in prima linea nella progettazione di tecnologie, primi fra tutti i cosiddetti moduli estensibili, che saranno usati anche come casa del futuro sul suolo lunare.

Lunar City è un documentario accurato e tecnico, perfetto per gli appassionati di scienza e astronomia, ma alla portata di tutti i curiosi che vorrebbero avere uno spaccato significativo degli ultimi progressi compiuti, delle nuove tecnologie e delle sfide presenti e future per quanto riguarda l’esplorazione spaziale. E magari, perché no, per chi da piccolo sognava di fare l’astronauta e immaginava come fosse la vita in un orbita. Il documentario si chiude con uno sguardo che, dalla Luna e dallo spazio profondo, torna sul nostro Pianeta, inevitabilmente, per tentare di tracciarne la meraviglia e “purezza”. Perché, lo sappiamo, a volte è solo con un po’ di distanza che riusciamo a vedere per davvero ciò che già abbiamo, ad apprezzarlo e imparare ad amarlo. Ed è questo l’appello ultimo: l’esplorazione spaziale aiuterà l’essere umano a valorizzare e preservare il mondo che già abita. Come? Attraverso la conoscenza del proprio passato, attraverso una più profonda consapevolezza dell’universo che ci circonda, della sua storia, dei suoi equilibri, del suo incanto. E non sarà la conquista in sé, semmai avverrà, a portarci queste consapevolezze… «sarà il viaggio per arrivare fin lì che ci cambierà». Saremo all’altezza di questa missione?

Lunar City, presentato ufficialmente all’ultima Festa del Cinema di Roma, è una produzione Next One Film Group in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte. Al cinema il 17, 18 e 19 febbraio distribuito da Vision Distribution.

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