Zerovskij – Solo per Amore: al cinema con Renato Zero, la recensione

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Già sbarcato al cinema dal 19 al 21 marzo Zerovskij – Solo per Amore, la versione ridotta per il grande schermo del concerto-spettacolo di Renato Zero all’Arena di Verona dello scorso settembre, con la regia video di Gaetano Morbioli e la collaborazione di Vincenzo Incenzo, torna al cinema il 3 e 4 aprile distribuito da Lucky Red.

Qui potrete trovare l’elenco delle sale. Presentato in una divertente conferenza stampa alla Casa del Cinema, Zerovskij è forse il progetto più ambizioso della carriera di Zero. Partito come un tour teatrale il 1 luglio 2017 dal Centrale del Foro Italico a Roma, è poi arrivato il 1 e 2 settembre all’Arena di Verona, da cui è stato tratto il film e il doppio cd live.

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Zerovskij e la Stazione Terra

La trama dello spettacolo 

Renato Zero è il capostazione della Stazione Terra, un’ipotesi come la definisce lui stesso, in cui rientrano anche Dio (interpretato dalla voce fuori campo di Pino Insegno), Amore, Odio, Morte, Vita, Tempo, Adamo, Eva e un figlio di nessuno (N.N.). In questa ultima frontiera possibile della nostra epoca, tra sogni e treni in arrivo e in partenza, stravaganti annunci degli altoparlanti e improbabili spot pubblicitari, si muovono i vari protagonisti dello spettacolo, che alterna monologhi e canzoni. Viene annunciata la morte della Cultura, tra promesse di chirurgia plastica, sesso facile e viaggi premio. Adamo vuole tornare da Eva dopo averla tradita, umiliata e violentata, Tempo grida la sua rabbia contro il Sistema che ha omologato tutto, Zerovskij cerca nell’Arte la salvezza, la pace e la solitudine, ma non c’è più rispetto per la Vita e nemmeno per la Morte, stanca di arrecare solo dolore, come Enne Enne è stanco di vivere e vorrebbe farla finita. Zerovskij vuole salvargli la vita e lo nomina nuovo capostazione, Adamo ed Eva tornano insieme, Morte diventa Vita, Zerovskij lascia la Terra e mette su con Dio una società di soccorso alle anime, la Putti & Cherubini S.p.a. (Solo per Amore), meditando di inviare un secondo figlio sulla Terra sperando che venga trattato meglio del primo. L’uomo è stato il suo più grosso errore e la sua più grande delusione. Zerovskij è in realtà un angelo e gli altri personaggi sono tutti pazienti di un manicomio, la casa di cura “Mens sana”.

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Zerovskij e Amore

Gli attori di Zerovskij

Alice Mistroni è Eva, Claudio Zanelli è Adamo, Cristian Ruiz è Amore (sulla sedia a rotelle), Leandro Amato è Tempo, Marco Stabile è Odio, Luca Giacomelli Ferrarini è Enne Enne, da segnalare Roberta Faccani nel doppio ruolo di Morte e Vita, l’ex cantante dei Matia Bazar spicca per bravura e interpreta da protagonista anche “Danza macabra”, un brano del 1981, che ci sarebbe piaciuto sentir cantare anche da Renato. Le coreografie sono di Bill Goodson. Special guest Gigi Proietti nella parte del “Barbone dinamitardo” che vuole farsi esplodere per attirare l’attenzione dei media, la voce di “Dio” è di Pino Insegno, nella parte dell’inviata di “TeleCerchi” c’è Manuela Moreno. Ovviamente su tutti svetta Renato Zero, che sceglie di “limitarsi” a cantare, mentre per le parti recitate si avvale dell’uso del playback come mezzo di amplificazione scenica, seguendo la lezione di Carmelo Bene.

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“Danza macabra” di Zerovskij

La band di Zerovskij

Renato Serio ha curato arrangiamenti e la direzione dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta (il responsabile dell’orchestra è Emiliano Facchinetti), Danilo Madonia ha curato la pre-produzione dei commenti sonori ai dialoghi e suonato le tastiere, il resto della band comprende Paolo Costa al basso, Lele Melotti alla batteria, Bruno Giordana alle tastiere e sax, Stefano Senesi al pianoforte. Da sottolineare il ruolo di Vincenzo Incenzo (cosceneggiatore e aiuto regia), fondamentale nella scrittura dei testi insieme a Zero.

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Vincenzo Incenzo e Renato Zero

Le canzoni di Zerovskij

Una bella sorpresa per tutti i sorcini è stata trovare in alcuni cinema il doppio cd live di “Zerovskij” del concerto all’Arena di Verona, di prossima uscita, che contiene 32 brani, compresi quelli tagliati dal film: La stazione, Ci fosse un’altra vita, Colpevoli, Aria di settembre, Singoli, Mi trovi dentro te, Gli angoli bui. La speranza è che venga realizzato anche un DVD. Tagliare “La stazione” dal film è stato un peccato grave, vista l’importanza e il significato del brano all’inizio dello spettacolo, che insieme a “Infiniti treni” (presente nella doppia versione cantata e strumentale anche nel disco) è il brano simbolo e più emblematico di Zerovskij. Gli altri vecchi brani nel primo atto sono “Marciapiedi” e “Padre nostro” (1981), “Siamo eroi” e “Danza macabra” (1987), “Potrebbe essere Dio” (1980), peccato per il taglio di “Più o meno” (1987) prevista nel programma originale ma alla fine tagliata sia dal concerto che dal disco e dal film. Nel secondo atto c’è spazio per “Motel” (1976) e per il gran finale con “Infiniti treni” (1986). Dobbiamo riconoscere che per quanto le nuove canzoni siano a tratti anche molto ispirate (ad es. “Pazzamente amare” di Mariella Nava, la stessa “Ti andrebbe di cambiare il mondo?” scritta con Incenzo e Maurizio Fabrizio), non sono all’altezza dei vecchi brani che fanno parte dello storico repertorio di Zero, anche se un po’ dimenticati. Gran merito del progetto Zerovskij è quello infatti di non aver incluso grandi successi, e questo lo rende un prodotto certamente non di massa e non commerciale, probabilmente quello destinato a vendere meno in tutta la sua carriera.

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La copertina del doppio cd live di “Zerovskij” dall’Arena di Verona

Il messaggio profondo di Zerovskij

Zerovskij è un angelo anarchico, che non sopporta limiti e impedimenti esterni, il suo intento è quello di cercare di salvare il mondo attraverso l’arte, la musica e le canzoni. Zerovskij è un capolavoro (e un uomo) mancato, un angelo caduto sulla terra che cerca disperatamente di salvare l’umanità dal male che l’uomo stesso ha procurato al mondo. Non sappiamo se ci riuscirà, il finale è aperto a molte conclusioni, Zerovskij abbandona la Terra al suo destino, ma tutto questo lo ha fatto Solo per Amore, è questo il messaggio più importante dell’opera, non c’è altro motivo per cui valga la pena vivere e morire.

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Renato Zero in “Zerovskij – Solo per Amore”

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