Wonder, la recensione: vi presento Auggie e la famiglia Pullman

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Tratto dall’acclamato romanzo Wonder, una storia che riflette sulla gentilezza e non sfocia nel sentimentalismo, in un perfetto equilibrio tra pianto e riso. Con Julia Roberts, Owen Wilson e Jacob Tremblay.

Vi presento August Pullman

August, per tutti Auggie (Jacob Tremblay),  è un bambino nato con delle malformazioni del cranio, a causa delle quali non ha frequentato la scuola pubblica, studiando a casa con la mamma Isabel fino al  momento di passaggio tra le elementari e le medie. Auggie non avendo mai frequentato la scuola si prepara alla prima media come un’astronauta che deve visitare un mondo alieno, pieno di dubbi e insicurezze su come l’avrebbero guardato gli altri bambini, sapendo in cuor suo di essere nato per distinguersi dagli altri. In Wonder si avvia una riflessione sullo sguardo “se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo modo di guardare”, tutti quelli che vedono Auggie, rimangono colpiti dal suo volto e incapaci di comportarsi, si sforzano per trovare dentro di loro la giusta compassione e accettazione. I compagni di scuola e gli insegnanti di Auggie forniscono un’intera gamma di punti di vista sulla sua vita, mostrando come tutti affrontano l’arrivo di questo nuovo bambino . Jack Will è uno dei primi amici di Auggie e prova un’affinità spontanea verso di lui ma essendo un’outsider (riuscito ad entrare a scuola grazie ad una borsa di studio per famiglia a basso reddito) è combattuto  dall’amicizia e il desiderio di accettazione dei ragazzi più popolari che vedono Auggie come un mostro. Nel corso del film Auggie si ritroverà a dover affrontare e sopportare lo sguardo degli altri ma la sua forza, vitalità e simpatia trascinerà tutti quanti, dimostrando quanto occuparsi degli altri è un modo per essere più forti.

Auggie e Jack Will
Auggie e Jack Will

La famiglia Pullman

La famiglia di Auggie fa di tutto per aiutarlo, mettendolo al centro del proprio mondo, sacrificando se stessi. I genitori, Isabel (Julia Roberts) e Nate (Owen Wilson), cercano di gestire la loro ansia iperprotettiva nei confronti del figlio sapendo che deve trovare il suo posto nel mondo, non importa quanto duro esso sia. Isabel ha sacrificato tutto per dedicarsi completamente ad Auggie, mettendo da parte i suoi sogni, progetti ed il rapporto con la figlia, Olivia. L’entrata a scuola di Auggie per Isabel è un momento dolce e amaro, allontanarsi da lui è difficile, dopo tutto il tempo trascorso insieme; ma questa lontananza le permette di riconsiderare gli aspetti e i rapporti lasciati in sospeso dopo la nascita di Auggie. Nate, al contrario di Isabel è molto più “infantile”, gioca all’X-Box con Auggie, combatte con lui con le spade laser e trasmette quell’ironia e affetto che solo un padre può trasmettere nel suo modo di prendersi cura del figlio. Ultimo membro essenziale della famiglia è il cane Daisy che dona a tutti i Pullman un’amore incondizionato, aiutandoli a rimanere tutti uniti.

la famiglia Pullman
La famiglia Pullman

Via e l’entrata al liceo

In Wonder, Olivia-Via (Izabela Vidovic), è la sorella di Auggie, che come la madre e il padre ha affrontato gli interventi e i dolori del fratello per sopravvivere, dedicandosi al suo benessere con generosa pazienza. Mentre Auggie inizia la prima media Via ha a che fare con il mondo delle superiori; un anno di perdite e di amore si contrappone alla storia di Auggie. Da quando è iniziata la scuola la sua migliore amica è cambiata improvvisamente e non le parla più e lei si ritrova sola in una nuova realtà da affrontare. A supportarla in questo processo di cambiamento vi è Justin, un simpatico ragazzo nerd, musicista e appassionato di teatro che la convince ad unirsi al gruppo di teatro, grazie al quale Via troverà l’amore. Lei a differenza di Auggie non è mai stata al centro dell’attenzione, i genitori, troppo impegnati con il fratello non la ascoltano e nonostante lei capisca il perché, questo la ferisce ugualmente, l’unico conforto che aveva è la nonna (Sonia Braga) che le aveva dedicato tutta se stessa fino a quando la morte non l’ha colta. Via con Auggie ha il rapporto di ogni sorella maggiore, gli vuole bene ma Auggie la infastidisce come tutti i fratelli minori, al contempo quello che vivono è speciale perché lei è l’unica persona che si preoccupa di farlo stare al sicuro e non lo tratta come un bambino, vuole che sia in grado di sopravvivere e rialzarsi da solo.

Personaggi incarnati alla perfezione

Il film comprende un cast eccezionale che ha lavorato in armonia per la creazione del film. La magnifica interpretazione di Julia Roberts (Pretty Woman) dimostra quanto sia fondamentale capire la storia dietro la macchina da presa, come lei stessa ha affermato durante la lavorazione del film. Donando eleganza e ironia senza eccedere, la Roberts ha impersonato una madre che dedica tutto al figlio, compresa se stessa. Ad affiancarla c’è Owen Wilson (Midnight in Paris, Il treno per Darjeeling) che ha trasmesso la sua comicità e inafferrabile personalità per un ruolo difficile e commovente, quello di un padre di famiglia che vuole proteggere il figlio ma allo stesso tempo comprende l’importanza di lasciargli vivere le sue esperienze, come tutti gli altri bambini. L’interpretazione di Jacob Tremblay nel ruolo di Auggie, è stata senza dubbio una sorpresa, l’attore già acclamato per il ruolo del piccolo Jack in Room con Brie Larson dimostra ancora una volta le sue doti recitative. Dietro un lavoro di trucco e make-up studiato alla perfezione viene rivelata una preparazione psicologica importante. Jacob ha letto il libro, studiato casi analoghi e incontrato bambini con la Sindrome di Treacher Collins per immedesimarsi alla perfezione in un personaggio del genere, da ciò ha capito quanto Auggie accetti di apparire diverso dagli altri, augurandosi solo che questo non sia un grosso ostacolo. Auggie rimane sempre un bambino, dolce, irriverente, tenace e burlone che ha subito 27 interventi e ne è cosciente.

Auggie e Isabel
Auggie e Isabel

Una narrazione audace e multi puntuale

Lo stile narrativo del film riprende sotto molti aspetti quello del libro da cui è tratto, Wonder è diviso in capitoli, ognuno di essi ha il nome di un personaggio della storia e racconta nell’ intimo le sue vicende in relazione al rapporto con Auggie. La narrazione si sviluppa attraverso molteplici punti di vista che consentono di avere un quadro generale non solo su Auggie ma su tutti quelli che interagiscono con lui nel film. Questo dimostra come tutti i personaggi  abbiano il loro fardello, quello di Auggie è il più facile da vedere perché non può nascondere il volto ma ognuno di loro ha qualcosa che vorrebbe cambiare della propria vita. Il film fa riflettere sul comportamento umano e le azioni che si compiono per donare felicità agli altri e affrontando temi importanti come il bullismo, la malattia, l’esclusione, la solitudine, non sfocia in un sentimentalismo strappalacrime ma si fa carico di emozioni  forti che coinvolgono lo spettatore, rendendolo un’opera didattico-generazionale in grado di far riflettere, divertire, coinvolgere ed emozionare sia gli adulti che i bambini.

Wonder, direttto da Stephen Chboscky con Jacob Tremblay, Julia Roberts, Owen wilson e Izabela Vidovic uscirà nelle sale il 21 dicembre, distribuito da 01 Distribution in collaborazione con Rai Cinema.

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