Women in music, al Teatro Trastevere due spettacoli dedicati a Billie Holiday ed Edith Piaf

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Women in music, una settimana teatrale dedicata a due grandi figure femminili della musica del Novecento: Billie Holiday ed Edith Piaf. Dal 7 all’ 11 marzo 2018 al Teatro Trastevere con Le petite robe noire e Mississippi Drunk.

La Petite Robe Noire di Velia Viti e Annamaria Iacopini. Regia Velia Viti, con Annamaria Iacopini e Cristina Pensiero. In scena il 7 e 8 marzo al Teatro Trastevere ore 21.00.

“La nigredo, termine latino che significa colore nero o nerezza, denota in alchimia la fase al Nero della Grande Opera, fase in cui la materia deve essere decomposta, affinché ritorni al suo stadio primitivo, cioè alla condizione del caos originario da cui ha avuto origine tutta la creazione: dapprima occorre infatti distruggere gli elementi, perché si possano ricomporre successivamente in una sintesi superiore”.

Edith Piaf è un’icona, esile e con poca grazia, con indosso la petite robe noire, il tubino nero, scelto dalla cantante come abito di scena per ogni sua apparizione.  Ma di “cose nere”, di angoli oscuri, è costellata tutta la breve vita del “passerottino”(“piaf” vuol appunto dire passerotto), fin dall’inizio: dalla nascita sul marciapiede all’infanzia in un bordello, dal periodo di cecità alle esibizioni in strada, dalla morte di una figlia a quella di un grande amore. Fare un recital originale che unisce parole, musica e danza, prendendo spunto da alcuni precisi episodi della vita di Edith Piaf, alcuni morbosi altri drammatici, altri semplicemente curiosi, vuol essere il tentativo di riabilitare tutto “il nero” che circonda la vita di ogni individuo, perché, citando Jung, “non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma divenendo coscienti del buio”.

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Woman in music – Le petite robe noire

Mississippi drunk, regia di Alessandra Caputo e Simone Fraschetti con Valentina Conti. In scena al Teatro Trastevere dal 9 all’11 marzo.

Lady HolidayMississippi Drunk, è un lavoro che intende omaggiare una donna che è emersa nella storia della musica jazz per il suo talento e la sua forza. Sarà una celebrazione dell’intensità di una vita difficile ma piena di risorse, quella di Billie Holiday (1915-1959). Chiamata da tutti “Lady” e acclamata dal pubblico entrava però dalla porta di servizio dei locali in cui si esibiva, perché di colore. Una donna dalla personalità travolgente, nata da genitori adolescenti e a lavoro fin da piccola nei contesti più degradati dei sobborghi degli Stati Uniti. Sottomessa dalle sfortune e dalle violenze con la sua voce inconfondibile radicata nella tradizione blues e il suo perenne fiore bianco tra i capelli, ha saputo lasciare un messaggio di bellezza e valore col potere del proprio talento. Morta all’età di 44 anni è stata l’interprete speciale della famosa canzone Strange Fruit che racconta degli atroci linciaggi nei confronti dei neri e che ci apre a dei contatti con una storia che non si deve dimenticare. Un’icona attuale ma ancora tutta da riscoprire insieme a un mondo musicale ricco di aneddoti e mistero. Lo spettacolo, tratto dal testo di Alessandra Caputo pubblicato per la collana teatrale Scena Muta, con una ballata di Adriano Marenco, rende un omaggio visionario e musicale a una storia che abbraccia un destino molto più ampio di quello di questa straordinaria donna e che affonda nelle radici nere della segregazione razziale, del confronto tra bene e male e dei Poteri della musica, il tutto secondo l’estetica onirica e audace dei Patas Arriba Teatro che in questa regia, curata dalla stessa autrice con Simone Fraschetti, si accorda alla musica accuratamente scelta ed eseguita dal vivo da Rodolfo V. Puccio e all’interpretazione di Valentina Conti. Le fotografie e il materiale visivo sono a cura di Pamela Adinolfi.

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Giovanni Palmieri – Locandina mostra fotografica

In occasione della settimana di spettacoli dedicati alla festa della donna il pittore Giovanni Palmieri nell’esposizione pittorica #ARTISTFASHIONERD al Foyer, mostra al pubblico alcune delle sue tele all’interno del ridotto del Teatro Trastvere di Roma. Con queste parole la curatrice della mostra, la scrittrice Elena Costa, legata da profonda amicizia con l’artista, introduce questo importante evento: “La pittura di Giovanni Palmieri trasporta il nostro sguardo in un mondo fluido. Figure dalle parvenze indefinite e morbide con colori illuminanti, il blu di Ticke, il giallo oro di Reflectitur verum, il viola di Glicine Notturno, evocano immagini che  appartengono a luoghi intimi e preziosi della nostra anima”. Così le opere del pittore dal forte animo partenopeo vanno ad arricchire per alcuni giorni il laborioso quanto multiforme teatro trasteverino. Potrà essere ammirata una selezione di alcuni dipinti dell’ artistfashionerd Giovanni Palmieri che ben si sposano con l’intenzione delle pièce in scena, tra cui “Ticke” e la serie dei “Contenuti”, per l’occasione saranno esposti degli inediti creati proprio per questo avvenimento come “Glicine”.

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