Wolf Call – Minaccia in alto mare, recensione: raffinato elogio all’eroismo discreto

Wolf Call - Minaccia in alto mare, recensione

Wolf Call – Minaccia in alto mare racconta l’eroismo discreto di alcuni sommergibilisti francesi pronti a tutto pur di difendere la patria. Con Omar Sy, Réda Kateb e Mathieu Kassovitz, segna il debutto alla regia dell’ex diplomatico Antonin Baudry.

Una guerra tutti contro tutti

Chanteraide (interpretato da François Civil) è un giovane sommergibilista dotato di un dono straordinario: è un perfetto ‘orecchio d’oro’ e dà il proprio contributo riconoscendo ed identificando ogni suono che sente. Tutti lo reputano il migliore, finché un giorno non commette un errore che mette l’equipaggio in grave pericolo. Tornato in superficie cerca di dimenticare l’incidente e la sorte gli fa incontrare l’incantevole Diane (Paula Beer). I doveri tuttavia tornano ben presto a bussare alla sua porta: sta per partire una nuova missione caratterizzata dalla minaccia nucleare e i suoi compagni hanno bisogno di lui. Nella speranza di recuperare la loro fiducia, Chanteraide è pronto a tutto pur di salvare la propria vita e quella di D’Orsi (Omar Sy), Alfost (Mathieu Kassovitz) e Grandchamp (Réda Kateb). Ragione e strategia devono scontrarsi con le gerarchie e con gli ordini dettati dal Presidente della Repubblica francese: a quel punto nessuno può dirsi davvero salvo.

Trama complessa

Wolf Call – Minaccia in alto mare non permette distrazioni. La trama è fitta di avvenimenti e di dialoghi strettamente legati l’uno con l’altro, nei quali per altro si alternano numerosi termini tecnici. Perdere un passaggio significa perdere anche qualcosa nella stretta concatenazione di cause ed effetto. Il linguaggio è molto tecnico, così la maggior parte degli scambi dialettici risultano piuttosto rigidi e complessi. Questo può rendere il film meno fruibile e più impegnativo, non adatto ad un pubblico poco motivato. Al tempo stesso, gli sforzi richiesti allo spettatore vengono ripagati da una storia per nulla scontata, certamente non banale e che non dà un senso di ‘già visto’. È evidente che la preparazione e la post-produzione della pellicola hanno richiesto sforzi notevoli: gli attori hanno passato una giornata intera in immersione, alla profondità massima che un sottomarino può raggiungere, per capire cosa si prova davvero ad essere dei sommergibilisti al servizio della nazione. Impegnativi anche gli effetti digitali, pronti a mostrare particolari che altrimenti non sarebbe mai stato possibile includere.

Wolf Call - Minaccia in alto mare, recensione
D’Orsi (Omar Sy) e Grandchamp (Réda Kateb) convocati da Alfost (Mathieu Kassovitz)

Idealismo che non mette nessuno davvero in salvo

I personaggi ideati dal regista e sceneggiatore Antonin Baudry sono accomunati da un profondo idealismo. I valori che condividono sono quelli che dovrebbero caratterizzare qualsiasi militare ‘modello’: lealtà verso la patria, massimo rispetto delle gerarchie, regole al primo posto. Che si tratti di un generale o del più piccolo marinaio, ciò che viene messo in cima è sempre il bene comune. Come affermato dal regista nell’intervista rilasciata in occasione del Rendez Vous – Festival del Nuovo cinema francese, nella pellicola vengono raffigurati i migliori professionisti sui quali le forze navali francesi possono contare e la loro serietà non viene mai messa in dubbio. Questo sottile filo attraversa la trama della storia dall’inizio alla fine, dando un senso diverso e più profondo all’intera vicenda. Non meno importanti sono le scelte individuali di ogni singolo personaggio: ciascuno manifesta i propri pensieri e i propri dilemmi come elementi di un unico complesso ingranaggio, arricchendo la trama di una gradevolissima profondità.

Un cast eterogeneo ma ben amalgamato

Il cast scelto da Antonin Baudry vanta attori molto diversi sia per il background professionale che per un fattore anagrafico. Dal giovane Civil ai più esperti Kateb e Kassovitz, passando per Omar Sy, gli attori che si alternano sul grande schermo offrono caratteristiche diverse ma complementari. Il risultato è un’interpretazione corale ben riuscita e ricca di sfaccettature. Nel passato di questi attori ci sono film di genere diverso ma che hanno segnato il cinema francese e mondiale: basti pensare a Il favoloso mondo di Amélie per Kassovitz, a Django per Kateb oppure a Quasi amici per Sy. Meno prestigiosa la filmografia di Civil, il quale proprio per questo appare fresco e spontaneo nel suo ruolo di ‘orecchio d’oro’. Per quanto riguarda le comparse, invece, la scelta è ricaduta su alcuni sommergibilisti professionisti pronti a conferire ulteriore realismo al film. Certamente ciascun membro del cast artistico è stato in grado di dare il proprio contributo, di creare belle sinergie con i compagni di set e di mettere in campo una buona interpretazione. Tra istinto, cuore e responsabilità, le sfumature di colore di certo non mancano.

Wolf Call – Minaccia in alto mare è stato presentato a Roma, al Rendez Vous – Festival del Nuovo cinema francese, ed esce nelle sale il 27 giugno 2019 distribuito da Adler Entertainment.

Voto

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here