La nostra recensione di Weapons, opera seconda dell’attore e regista Zach Cregger con Julia Garner, Josh Brolin e Benedict Wong: una favola nera a tinte horror che ragiona in maniera lucida sugli effetti tossici della manipolazione di massa, senza però ammaliare del tutto
Se Barbarian era un indizio, Weapons è la prova che Zach Cregger sta facendo sul serio. All’esame numero 2 il regista e attore della Virginia alza decisamente il tiro mirando ancora più in alto, con una favola nera sugli effetti nocivi della manipolazione che sfocia nell’horror e che richiama (almeno nella struttura multi-prospettica) classici del genere come Rashomon o Magnolia. Il cast è importante, da Julia Garner a Josh Brolin passando per Benedict Wong e Alden Ehrenreich, il risultato però potrebbe scontentare qualcuno ed essere più divisivo del previsto nonostante le indubbie qualità di questo viaggio nell’incubo suburbano.

Dove sono i finiti i bambini?
Alle ore 2.17 del mattino di un giorno feriale qualunque, ben 17 bambini della piccola città di Maybrook, Pennsylvania, escono di casa con le braccia protese e spariscono nell’oscurità della notte, forse richiamati da qualcosa o qualcuno. Sono tutti bambini della classe di Justine Gandy (Julia Garner), una maestra delle elementari molto devota al suo lavoro ma, stranamente, soltanto un bambino tra tutti non è fuggito nella notte: Alex (Cary Christopher). Nel tentativo di capire cos’è successo, Justine si troverà a scontrarsi prima e a collaborare poi con Archer Graff (Josh Brolin), padre di uno dei bambini scomparsi, per arrivare a svelare una verità sconvolgente.

Un horror a molte prospettive
Comincia con un lungo voice-over che è simile a una litania Weapons, in cui una voce infantile ci riassume in pochi minuti tutto il concept di partenza mentre sullo schermo assistiamo a una delle sequenze più disturbanti degli ultimi anni: dei bambini che, nel bel mezzo della notte, corrono con le braccia spalancate verso qualcosa o qualcuno che non possiamo vedere. “What do you see that I don’t?” chiede a un certo punto un poliziotto ad un altro, mentre sta visionando i video di alcune telecamere di sicurezza. Cioè, qual è il tuo punto di vista, la tua prospettiva che differisce dalla mia permettendoti di vedere ciò che io non vedo?
Forse bisognerebbe partire da questa domanda per capire come mai Zach Cregger abbia deciso di trasformare questa sua opera seconda densissima e – mi scuserete per l’abuso del termine – ambiziosa in una pellicola che guarda a Magnolia e Rashomon nella struttura e – in parte nel tema – e allo stesso tempo all’horror kinghiano, in cui la provincia diviene il centro di un male che attacca in primis i bambini e poi si sposta anche sugli adulti. È la prospettiva il centro gravitazionale di Weapons, il cui titolo si traduce in “armi” e fornisce già un’indicazione sufficientemente chiara sullo sviluppo del mistero centrale, ma la prospettiva è anche quella sui mali che affliggono un intero Paese.
E così seguiamo il punto di vista di ben sei personaggi diversi, cominciando con la maestra Justine e finendo proprio con il personaggio chiave della vicenda, quello da cui l’intero incidente scatenante prende il via. Man mano che il film si amplia, diventando più tentacolare e quindi anche più violento e viscerale, capiamo in maniera più nitida cosa interessa davvero raccontare a Cregger e forse anche il motivo per cui il più grande pregio di Weapons coincide con il suo più grande difetto: la capacità di scartare, sorprendendo perfino. Tra secondo e terzo atto, in particolare, lo scioglimento dell’intreccio viene ristretto a una sola spiegazione ed è questo il momento in cui le carte vengono scoperte.

Paura, manipolazione, disordine, dubbio
Sebbene la natura della rivelazione finale possa rivelarsi divisiva, è bene sottolineare come le intenzioni di questa fiaba nera che ai Grimm sarebbe tanto piaciuta stiano ben altrove. Si parla di paura qui, di manipolazione delle masse e degli effetti tossici e letali che il seme (o meglio il parassita) della discordia e del dubbio possono far detonare anche all’interno delle comunità in apparenza più solide e unite. Non ci vuole molto per capire come Cregger punti alla carotide della grande ipocrisia americana della nazione bianca sicura, andando a lavorare di accetta proprio sulla personificazione sia di quell’idillio e di quella speranza verso il futuro (i bambini) e sia di coloro che devono proteggere e nutrire quella speranza (i genitori).
Non è un caso che Weapons misceli anche i toni, passando dalla cupezza della prima parte al tono più camp e quasi divertito dell’assalto finale al colpevole, perché è anche in quella stratificazione di umori e registri che la minaccia viene prima intensificata e poi quasi ridicolizzata, come a rimarcare che una risata seppellirà proprio tutti – gli empi e imeno empi. Forse è anche un modo, furbo, per smascherare le evidenti disgiunture del plot, nonché qualche debolezza di sceneggiatura specialmente nella costruzione di gran parte dei personaggi secondari. Per fortuna il cast, da Julia Gardner a Josh Brolin passando per l’eccezionale Cary Christopher, sa rendere carnoso al punto giusto anche il materiale meno succoso.
Alla fine ciò che rimane è un’opera bizzarra e multiforme, che passa dalla metaforona più esplicita nella forma onirica di un AK-47 con su impresso le 2.17, l’orario della grande mietitura, fino al sottotesto un po’ meno esplicito che condanna le stragi nelle scuole e la cultura ossessiva delle armi di un paese che non ha mai imparato davvero a maneggiarle. Weapons è destinato a spaccare a metà il giudizio, persino forse a essere odiato od ostracizzato da una certa parte di pubblico, ma non c’è dubbio come Cregger si dimostri una voce fresca nel campo dell’horror e un autore in grado di lasciare già un marchio piuttosto riconoscibile. Non sarà ancora sufficiente, forse, ma non è di certo poco.
| TITOLO | Weapons |
| REGIA | Zach Cregger |
| ATTORI | Josh Brolin, Julia Garner, Cary Christopher, Alden Ehrenreich, Austin Abrams, Benedict Wong, Amy Madigan, June Diane Raphael, Clayton Ferris, Whitmer Thomas |
| USCITA | 6 agosto 2025 |
| DISTRIBUZIONE | Warner Bros Italia |
Tre stelle e mezza

























