Watchmen, la serie: Damon Lindelof spiega perché ne abbiamo bisogno

Watchmen

Damon Lindelof, che curerà il riadattamento di una serie tv tratta dalla storica graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons, ci spiega perché abbiamo ancora bisogno di Watchmen: «quello che pensiamo dei supereroi è sbagliato!»

Watchmen diventerà una serie tv 

Tempo fa l’HBO aveva annunciato l’idea di voler riportare Watchmen sugli schermi, stavolta riadattandola in una serie tv. Il network non ha ancora ufficializzato l’inizio dei lavori ma Damon Lindelof, che sarà lo showrunner, si sta dedicando entusiasta al progetto di un riadattamento della storica graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons già da un pezzo. Il prolifico sceneggiatore e produttore statunitense ha stuzzicato gli animi dei fan postando sul suo profilo Instagram una foto in cui indossa la maschera del leggendario Rorschach. Nella didascalia leggiamo ‘Day 40‘, il che lascerebbe intendere che le cose stiano procedendo per il meglio e che il progetto potrebbe presto ricevere il via ufficiale. Lindelof ha inoltre fatto previsioni sulle tempistiche: qualora fosse davvero HBO ad occuparsene, la serie potrebbe esser pronta tra 2018 e 2019.

Day 40.

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Un’altra prospettiva sul mondo dei supereroi

Intanto, questo sabato, Lindelof ha parlato per la prima volta pubblicamente del progetto presso il Vulture Fest. Alla domanda sul perché avesse deciso, dopo il successo di Leftovers, di dedicarsi al riadattamento di un fumetto, ha risposto così, rispolverando i suoi ricordi sulla graphic novel: «Watchmen era pericoloso. Voglio dedicarmi a questo progetto perché stiamo vivendo tempi pericolosi e allora abbiamo bisogno di show pericolosi. Tutto quello che pensiamo sui supereroi è sbagliato». Parole particolarmente ambigue e critiche, se pensiamo che proprio in questi giorni sono usciti Thor: Ragnarok e Justice League, mentre si parla ancora di Wonder Woman. Lindelof ha affermato di amare l’universo cinematografico Marvel e DC: «Sono un grande fan di Batman e Wonder Woman. Sono cresciuto con questi personaggi. Li amo» e poi specifica «ma non dovremmo fidarci così tanto di persone che si mettono delle maschere e vanno in giro a dire che ci stanno proteggendo. Se nascondi la tua faccia forse non sei completamente dalla parte dei buoni». 

L’amore per i fumetti di padre in figlio

Lindelof ha ripercorso poi le sue memorie legate all’amore per i fumetti e a Watchmen in particolare, raccontando di come il padre gli avesse regalato negli anni ’80 il primo numero del fumetto di Moore, dicendogli «probabilmente questa è roba troppo impegnativa per te, ma credo che tu possa comunque gestirla bene». E sì, ha ammesso lo showrunner, era davvero troppo impegnativa. Ma leggere Watchmen alla tenera età di 12 anni gli ha lasciato ricordi emozionanti che l’hanno condotto ad oggi e alla scelta di impegnarsi in quest’ambizioso progetto.

Un film che non eguaglia il fumetto: Watchmen di Moore è una pietra miliare

Watchmen è una saga a fumetti scritta da Alan Moore e illustrata da Dave Gibbons, pubblicata in albi mensili dalla DC Comics tra il 1986 e il 1987 e successivamente raccolta in un unico volume. La graphic novel ha già ispirato un film nel 2009, diretto da Zack Snyder e distribuito dalla Warner Bros, ed è un’opera impegnata ed anticonvenzionale, una vera e propria pietra miliare del genere ed una lettura obbligata per tutti gli appassionati di fumetti che amano tinte più fosche, ambientazioni underground ed atmosfere un po’ dark. Acclamato dalla critica, Watchmen è stato inserito dal Time nella lista dei cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi ed è stato il primo fumetto a vincere il premio Hugo.

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