Verano: la recensione del nuovo album Panorama

Verano

Due anni dopo la pubblicazione del primo EP, la cantautrice Verano ha pubblicato Panorama, il suo primo album d’inediti.

Anna Viganò, in arte Verano, è una delle autrici della cosiddetta scena indipendente, che fin dagli esordi ci ha maggiormente interessato. Panorama, il suo primo album d’inediti, è un lavoro che arriva a confermare (e ampliare) quello che già in passato avevamo apprezzato. Grazie anche alla produzione dell’amico Colapesce, le dieci tracce dell’album si snodando perfettamente tra rock e pop, dove sembra onnipresente il synth, che arriva a dare al suono un colore più omogeneo. Già con Dentro la notte (primo singolo estratto), la cantautrice ci aveva mostrato una struttura più solida, fatta di un arrangiamento più corposo e un ampliamento lessicale fondamentale a dare un respiro più ampio ai brani.

Verano - live
Verano in concerto

Le ombre sentimentali, i mondi da disegnare (come nel brano Parquet), sembrano il leitmotiv del disco, che di sicuro trova i suoi punti migliori in brani come Bomba-Fragola (forse il brano più brioso e radiofonico), Portavoce (il brano più rock dell’album, tra chitarre riverberate e cori in sottofondo del già citato Colapesce) e Oasi Hotel, brano di chiusura dell’album. Ad ascolto terminato, l’impressione è che Panorama sia un buonissimo primo passo verso il raggiungimento di una maturazione artistica ancora da ricercare alla perfezione.

Panorama, il primo album di Verano, è uscito l’11 maggio per l’etichetta 42 Records.

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