La nostra recensione di Venom: The Last Dance, che conclude la trilogia con Tom Hardy dedicata al villain simbionte: un ultimo atto sottotono e poco incisivo, ma con un ottimo cast
Tom Hardy saluta il suo amico simbionte e conclude la trilogia con Venom: The Last Dance. Lo fa con un film sottotono e poco incisivo, che tuttavia non sfigura in fatto di effetti speciali e tecniche visive. Sempre di livello la performance del protagonista, accompagnato stavolta dagli ottimi Juno Temple, Chiwetel Ejiofor e Rhys Ifans. Il multiverso e le sue infinite possibilità vengono rinnegate dopo pochi minuti, per lasciare spazio ad una storia che intrattiene senza mai sorprendere.
The Last Dance
Eddie (Tom Hardy) e Venom sono in fuga, accusati di omicidio in seguito ai fatti avvenuti in Venom: La fuga di Carnage. Mentre il cerchio si stringe attorno a loro, i due protagonisti sono costretti a prendere una decisione sconvolgente che farà calare il sipario sul loro “ultimo ballo”: una perfida creatura, infatti, vuole appropriarsi di uno prezioso dono che custodiscono senza saperlo e non si arrenderà finché non l’avrà preso. O finché uno dei due non sarà morto.

Ospite e simbionte: addio (non troppo) difficile
Inutile nasconderlo: Tom Hardy si dimostra ancora una volta la scelta più azzeccata in una trilogia che non ha mai raccolto il consenso unanime né della critica né del pubblico. Se la sua capacità di calarsi nei panni dello scanzonato Eddie Brock non è mai stata messa in discussione, bisogna purtroppo constatare che Venom: The Last Dance è un film confuso e poco incisivo. Anche il rapporto tra ospite e simbionte, ormai diventata una bizzarra ma sincera amicizia, suscita poca empatia persino quando arriva il momento della sua last dance.
Ottimo cast, ma niente wow effect
Nessuna idea geniale, nulla che sia davvero eccellente, effetto “wow” non pervenuto. La pellicola resta in ogni caso godibile grazie all’immancabile ironia che contraddistingue l’universo Marvel nonché da effetti speciali di prim’ordine. Nulla da eccepire al simbionte nero, terrificante e magnetico, o nelle creature “che prende in prestito” (affascinante e selvaggia la corsa sul cavallo).
Non meno importante, il cast di livello. Accanto a Tom Hardy, infatti, non sfigurano Juno Temple, Chiwetel Ejiofor e Rhys Ifans nei panni rispettivamente di una ricercatrice dal passato difficile, un generale intransigente e un hippy che ha sempre sognato di vedere gli alieni.

La via più semplice
Finita la visione, il blockbuster diretto da Kelly Marcel lascia tiepidi. Il multiverso che aveva fatto capolino nelle pellicole precedenti (e nella saga parallela di Spider-Man) viene frettolosamente rinnegata e messa a tacere. La sceneggiatura opta piuttosto per una trama lineare priva di sorprese, da sviluppare in poco più di un’ora e mezza.
I nerd più appassionati apprezzeranno con ogni probabilità la presentazione del prossimo villain nelle scene post credits: a minacciare la Terra sarà Knull, divinità malvagia capace di creare Venom, Carnage e la necrospada conosciuta come All-Black… Una nuova occasione per ritrovare quel guizzo che, dopo Avengers: Endgame ha sempre più stentato a palesarsi.
| TITOLO | Venom – The Last Dance |
| REGIA | Kelly Marcel |
| ATTORI | Tom Hardy, Juno Temple, Chiwetel Ejiofor, Rhys Ifans, Stephen Graham, Peggy Lu, Alanna Ubach, Cristo Fernandez |
| USCITA | 24 ottobre 2024 |
| DISTRIBUZIONE | Eagle Pictures |
3 stelle

























