Venezia 79: Cate Blanchett, conferenza Tár con Todd Field e il cast

Venezia 79 - conferenza Tar - Cate Blanchett (1)
Venezia 79 - conferenza Tar - Cate Blanchett (1)

Dalla Mostra del Cinema di Venezia 2022 ecco la conferenza stampa del film Tár con il regista Todd Field, la protagonista Cate Blanchett e le altre attrici del cast

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa del film Tár, in concorso alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia. Il regista Todd Field e le attrici Cate Blanchett, Nina Hoss, Noémie Merlant e Sophie Kauer hanno raccontato il loro lavoro sui personaggi e l’ambiente sul set.

Questo film è stato scritto pensando a Cate Blanchett? Raccontaci perché e come avete lavorato assieme.

Todd Field: Non l’ho scritto pensando a Cate Blanchett ma l’ho scritto proprio per lei. Ho trascorso diversi mesi con lei senza che lo sapesse.

Todd, Tár è un film d’orrore? Cate, credi che sia il film più complesso che tu abbia rappresentato dopo Elizabeth? Il modo in cui ti sei rapportata con Lydia è cambiato dal primo momento in cui ti sei avvicinata al personaggio rispetto alla fine del film?

Todd Field: C’è un elemento d’orrore ma io ho visto il film molte volte e ogni volta lo vedo diverso. È un viaggio molto lungo in un tempo molto breve. Vediamo la protagonista in un periodo di tre settimane della sua vita e di fatto abbiamo molte cose condensate in poco tempo. È un personaggio, il suo, che ha un senso di autorealizzazione in un periodo di attività molto compresso con molti obiettivi definiti: il lancio del libro e il suo impegno con l’orchestra. Ha quindi tutte queste forze esterne che riconosciamo ma ad un certo punto la sua vita cambia.

Venezia 79 - conferenza Tar - Nina Hoss, Todd Field, Cate Blanchett
Venezia 79 – conferenza Tar – Nina Hoss, Todd Field, Cate Blanchett

Cate Blanchett: Interessante l’uso della parola “orrore”. Sicuramente c’è qualcosa che tormenta il personaggio di Lydia, il suo passato e una persona, ma ha cercato di reinventarsi e di trasformarsi attraverso la musica. È stato affascinante lavorare con Todd su questo. Il regista è molto bravo a rappresentare i due volti delle cose, noi ci siamo fatti guidare. Lydia è sul monte Olimpo, è arrivata come artista ma come essere umano sa che il passo successivo la farà cadere in basso e questa forse è la parte di orrore della sua vita.

Venezia 79 - conferenza Tar - cast
Venezia 79 – conferenza Tar – cast

Cate, come ha preparato il suo personaggio? Come vede Lydia, talvolta forte e talvolta debole e come ha realizzato questi momenti diversi in cui il personaggio da un lato vive e dall’altro non vive?

Cate Blanchett: Sono dei personaggi molto umani quelli dei film di Todd. Dopo aver letto la sceneggiatura ho compreso che si trattasse di un ruolo complesso. È un film che parla di una trasformazione e allo stesso tempo anche il personaggio si è evoluto ed è cambiato. L’unico punto fermo di Lydia è il fatto che non conosca se stessa e forse tutti i personaggi sono così. Lei è un essere pieno di contraddizioni. Il mio personaggio era molte cose. Da un lato abbiamo la sua posizione come esperta e dall’altro vediamo una persona che conduce un’orchestra che suona male quindi una grande difficoltà. La psicologia del personaggio è presente in tutto questo con molte provocazioni scritte proprio da Todd.

Sophie Kauer, hai cominciato come musicista e sei diventata attrice. Come sei entrata in questo mondo, come ti sei preparata?

Sophie Kauer: Credo che abbia aiutato il fatto che sono in grado di imparare facilmente lingue e dialetti diversi. I coach mi hanno dato spazio per poter imparare e capire cosa fare. Lavorare con Todd e Cate è stato fantastico. I primi giorni di set mi hanno dato l’opportunità di guardare le scene ed ho imparato molto osservando lavorare Cate e Noémie. Come musicisti siamo abituati a rappresentare personaggi diversi nei differenti brani e ad entrare velocemente in ogni ruolo e per fare ciò anche noi siamo a contatto con il nostro lato emotivo.

Nina Hoss: Io non provengo dalla musica, al contrario di Sophie. Lydia e Sharon sono delle musiciste incredibili e per lavorare su questi personaggi è stato necessario ottenere una libertà creativa che il regista ci ha dato. Per interpretare il ruolo di Sharon mi ha aiutato il fatto di saper suonare il pianoforte e il violino inoltre abbiamo avuto l’opportunità di lavorare insieme alla Filarmonica di Dresda che è stata di grandissimo aiuto.

Venezia 79 - conferenza Tar - Nina Hoss
Venezia 79 – conferenza Tar – Nina Hoss

Noémie Merlant: Sono stata contenta di scoprire questo mondo. Il mondo delle orchestre è un mondo maschile e noi eravamo tutte donne. Il mio personaggio, Francesca, vuole diventare leader e diventare direttrice d’orchestra ma per adesso sta facendo altro. Lei adora la musica senza aver mai toccato uno strumento. Ho quindi cercato di rappresentare lo sguardo di questo personaggio che è nell’ombra ma è paziente e non si sa bene se sia un’eroina o la cattiva della situazione perché controlla la vita di Lydia. Per preparare questo ruolo ho preso spunto dalla mia vita, come Francesca imparava da Lydia, io imparavo da Cate. Cate è molto diversa dal personaggio che interpreta, ha fatto si che tutti si sentissero a proprio agio e insieme al regista ha creato un ambiente di condivisione e rispetto che è  fondamentale per il processo creativo.

Venezia 79 - conferenza Tar - Cate Blanchett (3)
Venezia 79 – conferenza Tar – Cate Blanchett (3)

Cate, ti abbiamo vista l’ultima volta nel personaggio di Carol. In questo momento in cui si parla dei diritti LGBT soprattutto negli Stati Uniti, quanto è importante creare queste rappresentazioni così d’impatto?

Cate Blanchett: Credo che sia importante a livello sociale. L’omogeneità è la morte di ogni forma d’arte e la pratica artistica non è uno strumento educativo. Le persone, dopo aver visto un’opera, possono esserne disgustate, offese o ispirate e questo va oltre il nostro controllo. Era innegabilmente un film necessario ma non avevo mai pensato al genere del personaggio o alla sua sessualità e questo è ciò che mi piace del film, semplicemente è. Per quanto riguarda Tár, solo durante le conferenze stampa ci siamo resi conto di essere un cast quasi tutto al femminile e Todd ha subito sottolineato come di fatto non esista ancora un’orchestra tedesca guidata da una donna. Non avevo riflettuto sull’importanza del film ma ho pensato subito che fosse qualcosa di importante e profondamente umano.

Venezia 79 - conferenza Tar - Cate Blanchett (2)
Venezia 79 – conferenza Tar – Cate Blanchett (2)

Cate, il film tratta di dinamiche di potere e di ingiustizie. All’inizio della sua carriera si è mai sentita inerme e impotente in qualche modo?

Cate Blanchett: Sicuramente l’ambiente è cambiato molto. Quando sono entrata nel mondo del teatro la prima cosa che mi hanno detto è stata quella di godermi il momento perché, quando ho cominciato io, la carriera dell’attrice durava poco.

Il film parla anche del rapporto tra Lydia e Francesca. All’inizio della sua carriera, Cate, c’è stato un momento in cui lei era Francesca e quale momento le ha fatto fare uno switch nella sua carriera permettendole di spiccare il volo?

Cate Blanchett: Sto ancora spiccando il volo. Non ho mai visto la mia identità come qualcosa di statico, è una costante evoluzione e la cosa bella degli essere umani è proprio l’abilità di cambiare. Se sono mai stata Francesca? Quando si lavora con le persone, in qualsiasi contesto, si creano rapporti molto intimi in cui la fiducia è fondamentale. Lavorando con Todd abbiamo sempre avuto la possibilità di parlare molto della storia dei personaggi e io credo che Lydia Tár sia stata vittima di bullismo e quindi per lei raggiungere questi rapporti di fiducia è estremamente difficile.

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