Venezia 76: ZeroZeroZero, recensione dei primi due episodi della nuova serie tratta dal libro di Saviano

ZeroZeroZero 2

La serie ZeroZeroZero, di Stefano Sollima, presentata Fuori Concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, segue il viaggio di un carico di cocaina, dal momento in cui un potente clan della ‘Ndrangheta decide di acquistarlo fino a quando viene consegnato e pagato.

Il viaggio

Le prime due puntate della serie ZeroZeroZero, di Stefano Sollima, dal libro di Roberto Saviano, presentata Fuori Concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, getta luce sui meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte di quella legale, e su come entrambe siano collegate a una spietata logica di potere e controllo; influenzando così le vite e le relazioni delle persone. I cartelli messicani che gestiscono la produzione di droga, le organizzazioni criminali italiane che ne amministrano la distribuzione in tutto il mondo e le compagnie americane che, al di sopra di ogni sospetto, controllano la quantità apparentemente infinita di denaro coinvolta in questo giro di affari. Un’epica lotta per il potere si scatena coinvolgendo tutti i livelli di questa gigantesca piramide criminale, dallo spacciatore all’angolo della strada fino al più potente boss della malavita organizzata internazionale: i loro introiti e le loro stesse vite sono in pericolo.

Incipit perfetto

Un inizio fortissimo quello della serie di Stefano Sollima, con un voice over che, in poche battute, racconta non solo la vita dei criminali e dei boss più pericolosi, ma anche quella sensazione di solitudine universale, quel momento in cui ci si chiede se realmente l’affetto dei propri cari ha solo un doppio fine, uno scopo utilitaristico. Un’idea amara, ma reale, soprattutto nei clan della malavita, dove il così detto lavoro e potere superano ogni cosa: si uccidono parenti, fratelli, amici e, spesso, senza battere ciglio. La riflessione a cui porta la prima puntata sembra racchiudere tutto il cuore e il senso della serie, perché effettivamente racconta un mondo dove non ci si può fidare di nessuno e in cui la violenza nuda e cruda è all’ordine del giorno.

ZeroZeroZero - Adriano Chiaramida
Adriano Chiaramida in una scena della serie quando decide di uscire dal bunker dove vive

Un mondo cruento

Scene che fanno rabbrividire e, in parte, anche commuovere, sparatorie in cui vengono coinvolte persone che si trovavano lì per caso, il tipico posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ZeroZeroZero narra la realtà e rappresenta un mondo complesso, dove l’unica cosa che conta è il narcotraffico, il potere, lo stare un passo avanti agli altri. L’onestà è difficile da trovare nei protagonisti della serie, perché anche il sistema è violento e corrotto, e anche i rigidi codici morali dei clan mafiosi vacillano. Vari i protagonisti, o almeno coloro che lo diventeranno: il giovane Chris Lynwood (Dane DeHaan), futuro capo intermediario, che si occupa del passaggio di droga via mare; il capitano corrotto delle forze militari (Harold Torres) e il nipote di uno dei più noti boss della ‘Ndrangheta, don Stefano (Giuseppe De Domenico).

Propositi ambiziosi

Un ottimo punto di partenza che però si indebolisce già con il secondo episodio. Un unico tema, tante sfumature, troppe forse, come i personaggi. Si inizia subito a confondersi tra chi tradisce, chi si allea e chi arriva a fare il triplo anziché il doppio gioco. Sicuramente verosimile, ma frettolosa, in modo che già con due puntate lo spettatore possa capire quali saranno i personaggi che si muoveranno all’interno della storia. Ampio l’uso della contemporaneità, cioè di una sorta di chiarimento in cui vengono riprese delle scene dove si era interrotta la narrazione. I vari personaggi alla fine si incontrano e si scontrano, rendendo noti i loro rapporti.

ZeroZeroZero - Dane DeHaan
Dane DeHaan in una scena della serie quando ragione su come sta per diventare la sua vita

Aspettando le altre puntate

Una serie da cui ci si aspetta molto e che, come inizio, non delude le aspettative. Mette semplicemente in scena tanti elementi e tanti personaggi, portando leggermente avanti la storia. Una sigla che lascia senza fiato e che ricorda vagamente la miniserie The Night Of, cupa e composta da immagini che tornano spesso nel corso della puntata. Una regia attenta, con molto ritmo, chiara e realistica, ma al tempo stesso molto cinematografica, una fotografia caratterizzata da tinte scure e nitide e un’interpretazione impeccabile di tutti gli attori, rendono ZeroZeroZero un prodotto, almeno per ora, davvero ben riuscito. Tanto da poter azzardare: potrebbe essere una delle nuove serie italiane di maggior successo.

ZeroZeroZero, di Stefano Sollima, con Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Harold Torres, uscirà nel 2020 su Sky Atlantic.

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