Venezia 76: Martin Eden, recensione del film con Luca Marinelli, una storia di vita

Martin Eden - Luca Marinelli

Martin Eden, di Pietro Marcello, con Luca Marinelli, presentato in concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, racconta una storia di formazione che attraversa una vita intera, un tentativo di emancipazione in un mondo schiavo delle convenzioni sociali.

Aspirazioni

Il film Martin Eden, di Pietro Marcello, con Luca Marinelli, in concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, racconta la vita dello scrittore Jack London. Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden (Luca Marinelli) viene ricevuto nella casa della famiglia del ragazzo. Qui conosce Elena (Jessica Cressy), la bella sorella di Arturo, di cui si innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un’ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e, influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (Carlo Cecchi), si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e il suo mondo borghese.

Vita di strada

Dalla nave alla terraferma sin dall’età di undici anni, ritiratosi dagli studi in prima elementare, passando le giornate tra risse e qualche appuntamento ogni tanto, Martin Eden sembra non avere nulla da spartire con chi appartiene all’alta borghesia. Eppure, attraverso l’incontro con Elena, per amore o per un desiderio risvegliato grazie a lei, questo diventa il suo obiettivo: «voglio essere come voi, parlare come voi» dice nel film. La straordinaria interpretazione di Luca Marinelli rende Martin quel ragazzo che, avvicinandosi alla cultura e alla letteratura, scopre un altro mondo. L’arte delle parole che suscitano emozione, che commuovono e intrattengono, ma che soprattutto lasciano un segno nell’animo delle persone.

Martin Eden - Luca Marinelli e Jessica Cressy
Martin (Luca Marinelli) e d Elena (Jessica Cressy) durante una delle loro passeggiate prima di fidanzarsi

Legati all’apparenza

Non è il modo di parlare, di vestire o il tono della voce a stabilire quanto una persona sia profonda e quanto talento abbia. Il film Martin Eden oscilla tra questa convinzione e la certezza che la cultura e la letteratura arricchiscono la mente delle persone, in particolare di chi vuole diventare uno scrittore. Il protagonista della storia, all’inizio forse non appare colto, ma ha visto la sofferenza e la povertà, riuscendo comunque a sopravvivere, ha fallito e si è rialzato. Ha imparato a vivere, a stare al mondo più della famiglia Orsini, e di Elena, che lo criticano e deridono.

Evoluzione 

Un racconto che passa dall’essere divertente e simpatico per diventare poi tragico e drammatico. Attraversando il ‘900, epoca di grandi cambiamenti, con l’avvento del socialismo, degli scioperi e della lotta di classe, in una Napoli divisa tra proletariato, miseria e aristocrazia. La prima accogliente e collettiva, la seconda schiva e fredda. La strada verso il successo è dura da percorrere per Martin, ma lui ha quel desiderio, quell’unico vero desiderio, per il quale si sentirà sempre debitore verso Elena, e quindi con tenacia e determinazione, continua a tentare.

Martin Eden - Carlo Cecchi e Luca Marinelli
Carlo Cecchi e Luca Marinelli in una scena del film durante un comizio, dopo un intervento di Martin

Una reale passione

Non gli interessa avere il lavoro con cui riuscire a vivere, sposarsi e avere una famiglia, vuole diventare scrittore, sente di dover dire qualcosa, di trasmettere la sua visione del mondo e fa di tutto per riuscirsi. O sarà sempre infelice. Ma anche la fama non è facile da gestire, così come l’amore e i rapporti. La cultura che l’ha salvato, potrebbe essere la stessa che lo farà affondare; Elena, l’aristocratica diversa che vede in lui ciò che gli altri non riescono a vedere, può essere sia la donna che gli ha aperto gli occhi, come quella persona irraggiungibile che non ha idea di cosa ci sia oltre il suo giardino. Doppie possibilità e opportunità, ma finché Martin non vive non lo saprà mai.

Una vittoria o una delusione

Martin persegue l’unica cosa che lo fa realmente sentire vivo, entrando in contatto anche con la politica, guidato da un magistrale Carlo Cecchi, mentore positivo e negativo al tempo stesso; persegue il suo sogno trovando la felicità in una famiglia che lo accoglie e lo fa sentire a casa. Vivendo. Con un’ottima regia e un’ottima fotografia, intervallato da immagini di repertorio sulla vita dei marinai e sui loro sguardi, che esprimono più di mille parole, Martin Eden è coinvolgente e drammatico. Ma non eccessivo, perché la tragicità è nelle piccole cose, intervallata dalla leggerezza di un animo puro come quello del protagonista, di un eccezionale Luca Marinelli che riesce a trasmettere, attraverso il film, molto più che un semplice messaggio. Forse una riflessione sul senso della vita.

Martin Eden, di Pietro Marcello, con Luca Marinelli, Carlo Cecchi, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, uscirà nei cinema il 4 settembre distribuito dalla 01 Distribution.

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