Venezia 76: Madre, recensione del thriller drama sulla scomparsa di un figlio

Madre - Marta Nieto e Jules Porier

Madre, di Rodrigo Sorogoyen e presentato alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, racconta una storia di sofferenza e paura, ma anche di crescita ed esorcizzazione del dolore.

Scomparsa

Il film Madre di Rodrigo Sorogoyen, presentato alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, racconta la tragica storia di Elena (Marta Nieto): sono trascorsi dieci anni da quando il figlio di sei anni è scomparso. L’ultima volta che lei lo ha sentito è stato con una telefonata, in cui il bambino le diceva di essersi perso in una spiaggia in Francia e di non riuscire a trovare il padre. Oggi Elena vive su quella stessa spiaggia, dove gestisce un ristorante. Sta finalmente iniziando a emergere dalla tragedia che l’ha colpita quando conosce un ragazzo francese, Jean (Jules Porier) che le ricorda il figlio perduto. I due cominciano un rapporto che seminerà caos e sfiducia intorno a loro.

Alta tensione

Un incipit di forte impatto, tragico, spaventoso e carico di suspence. Il film inizia subito con la situazione di pericolo e tensione tipica del thriler, anche se poi si rivela tutt’altro che questo. Sembrando andare verso la detection story, tra ellissi temporali e incontri casuali, Madre diventa un dramma interiore, una ricerca di elaborazione del lutto da parte di una donna che ha perso ciò che aveva di più caro. Il rapporto tra Elena e Jean, il ragazzo che le ricorda il figlio, avviene in modo del tutto naturale e verosimile, grande pregio della storia. Forse il cambiamento di genere è drastico, ma evidentemente l’intenzione di Rodrigo Sorogoyen andava proprio in una direzione diversa, che destabilizza un po’ con la potenza della prima lunga scena.

Madre - Anna Consigny e Marta Nieto
Anna Consigny e Marta Nieto in una scena del film durante un sottile confronto

Più definizioni d’amore

Anche il legame particolare che instaurano, a limite tra innamoramento e amore tra madre e figlio, considerando anche il fatto che Jean è del tutto ignaro del motivo per cui Elena l’abbia notato. Un rapporto sicuramente puro, mosso forse da secondi fini, ma che invece si trasforma in vicinanza, dolcezza e crescita, per entrambi. Elena sembra trovare in Jean non solo il figlio che ha perso, ma anche un qualcuno con cui potersi sentire viva, responsabile e folle al tempo stesso, soprattuto qualcuno che non la chiami «la pazza della spiaggia», riferito evidentemente al tempo passato a cercare il figlio nel punto esatto dove si è perso.

Crescita interiore

D’altra parte Jean è un teenager, in piena crisi adolescenziale che sembra vedere in Elena non solo una donna affascinante e misteriosa che lo incuriosisce, ma anche quella madre che vorrebbe, anche per quel misto di spensieratezza e attenzione che ha nei suoi confronti. Madre è un film che parla di evoluzione, con degli ottimi attori e una fotografia molto particolare, caratterizzata da colori cupi e freddi, in un luogo dove sembra non battere mai il sole, forse a simboleggiare ciò che sentono per motivi diversi sia Jean che Elena.

Madre - Marta Nieto
Marta Nieto in una scena del film quando vede Jean per la prima volta

Madre, di Rodrigo Sorogoyen, Marta Nieto, Jules Porier, Àlex Brendemühl, Anne Consigny, Frédéric Pierrot, Guillaume Arnault è stato presentato alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti e uscirà in data da definirsi distribuito da Movies Inspired.

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